Redazione
NATALE 2024 - Confartigianato e Coldiretti offrono in dono ai Vescovi delle Diocesi di Brindisi-Ostuni e Oria
NATALE 2024 - Confartigianato e Coldiretti offrono in dono ai Vescovi delle Diocesi di Brindisi-Ostuni e Oria la statuina per il Presepe, simbolo della qualità made in Italy
La statuina del Presepe di Fondazione Symbola, Confartigianato e Coldiretti l’hanno consegnata oggi al Vescovo Mons. Giovanni Intini Obiettivo dell’iniziativa è quello di aggiungere al presepe figure che ci parlino del presente ma anche del futuro. Quest’anno la statuina rappresenta un’artigiana del settore caseario, simbolo della qualità del cibo made in Italy e dei saperi che lo valorizzano.
Le statuine sono in distribuzione su tutto il territorio nazionale e consegnate ai Vescovi delle 226 Diocesi. Il Presepe è una delle tradizioni che trasmette speranza e serenità anche nei momenti difficili che stiamo attraversando, è la “buona Novella” che diventa presente e significa rinascita, mettersi in cammino, stare vicini alle persone e al territorio, includere, è la famiglia. Con la spinta delle energie vere e buone raccolte sotto l’egida del Manifesto di Assisi, Fondazione Symbola, Confartigianato, Coldiretti con l’affiancamento della “Fondazione Fratelli tutti” vogliono portare un loro contributo, volto a diffondere la straordinaria attualità e forza di questa narrazione gentile.
Il Presepe è la rappresentazione della nascita di Gesù, ma attraverso i suoi personaggi serve anche a raccontare la realtà della vita di tutti i giorni e quindi insieme al Bambinello troviamo fra gli altri, artigiani, casalinghe, filatrici, agricoltori, pastori e gli animali. Per rafforzare l’attualità di questo messaggio aggiungiamo ogni anno nuove figure e nuovi mestieri.
“Quest’anno, con l’immagine di un’imprenditrice artigiana del settore caseario abbiamo voluto portare nel Presepe il simbolo della qualità manifatturiera made in Italy, del bello, buono e ben fatto in Italia. La statuina, realizzata in cartapesta dal Maestro presepista Claudio Riso, rappresenta la cura nella selezione delle materie prime, il rigoroso controllo dei processi di lavorazione, la certificazione e la tracciabilità dei prodotti. Tutti aspetti che, guidati dall’intelligenza artigiana, determinano l’affidabilità, la sostenibilità e l’eccellenza delle nostre specialità alimentari, realizzate nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente”.
I formaggi italiani rappresentano la prima voce della Dop Economy tricolore, per un valore pari a quasi il 60%dia quello complessivo del cibo a denominazione di origine. Un patrimonio molto apprezzato all’estero, dove le esportazioni di formaggi e latticini hanno sfiorato nel 2023 i 5 miliardi di euro, con una crescita del 12% rispetto all’anno precedente. Ma la scelta di dedicare la statuina del presepe a questo settore evidenzia anche il valore sociale e ambientale dell’allevamento italiano e delle migliaia di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado dei territori soprattutto in zone svantaggiate”.
In rappresentanza di Confartigianato erano presenti a Brindisi, presso il Santuario della Madonna di Jaddcio, in occasione dello scambio di auguri natalizi con i rappresentanti istituzionali, il Segretario territoriale Teodoro Piscopiello ed il Coordinatore provinciale Massimo Roma e di Coldiretti il Segretario Febbraro Antonio ed il Presidente Giovanni Ripa.
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COLDIRETTI PUGLIA, NEL 2024 STANGATA DA 1 MLD SU AGRICOLTURA PUGLIESE PER SICCITÀ ED EVENTI ESTREMI
UE: COLDIRETTI PUGLIA, NEL 2024 STANGATA DA 1 MLD SU AGRICOLTURA PUGLIESE PER SICCITÀ ED EVENTI ESTREMI
Serve dare risposte immediate destinando i fondi Pac alle aziende agricole “vere”
Stangata da almeno 1 miliardo di euro nel 2024 sull’agricoltura pugliese per i danni causati dalla siccità e dagli eventi estremi, con un impatto dirompente sui redditi delle imprese, già alle prese con i problemi causati dalla concorrenza sleale delle importazioni dall’estero e dagli elevati costi di produzione. E’ una prima stima di Coldiretti Puglia, resa nota in occasione dell’Assemblea nazionale della Coldiretti, la più grande organizzazione agricola d’Italia e d’Europa, alla presenza del presidente e del segretario generale di Coldiretti, Ettore Prandini e Vincenzo Gesmundo, assieme al ministro della Difesa Guido Crosetto, con i ministri degli Esteri Antonio Tajani e dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida in collegamento video.
Sono stati ad oggi 153 gli eventi estremi che si sono abbattuti sulla Puglia nel 2024, secondo i dati ESWD, con tornado, grandinate, tempeste di vento e nubifragi improvvisi e violenti, che si abbattono su un territorio fragile, ma è stata la siccità che già dall’inverno ha creato le condizioni critiche per dichiarare lo stato di calamità. Per la siccità e le temperature ben al di sopra della norma sin dall’inverno ne hanno fatto già le spese le clementine che sono finite al macero, compromesse – ricorda Coldiretti Puglia - dalla mancanza di acqua che ne ha inibito l’accrescimento, ma anche la produzione di grano per fare pane e pasta è risultata dimezzata per effetto della prolungata siccità che ha stretto tutta la regione in una morsa per mesi causando il taglio delle rese anche per il pomodoro. La crisi idrica ha determinato un calo drastico di foraggio verde nei pascoli con l’aggravio dei costi – incalza Coldiretti Puglia - per l’acquisto di mangimi per garantire l’alimentazione degli animali nelle stalle, ma anche gli apicoltori hanno dovuto dire addio ad oltre 1 vasetto di miele su 2 con le api stremate senza cibo per le fioriture azzerate, con il 60% in meno di raccolta condizionata dal caldo e dalla siccità. A farne le spese è stato anche il settore olivicolo – continua Coldiretti Puglia – con un crollo del 40% della produzione rispetto all’anno scorso.
Con il numero delle aziende di agricoltura, silvicoltura e pesca che è calato per la prima volta sotto la soglia delle 700mila unità, Coldiretti chiede un intervento urgente a sostegno del settore, a partire dalle scelte di politica europea. Un passo avanti importante è arrivato dalla decisione della Commissione Europea di accogliere una delle richieste avanzate dalla Coldiretti nel corso delle sue mobilitazioni a Bruxelles, con la modifica del regolamento “de minimis” per il settore agricolo, gli aiuti di piccola entità che non hanno alcun impatto sugli scambi nel mercato unico. Il nuovo regolamento raddoppia la soglia ad azienda (da 25mila a 50mila euro in tre anni) dando la possibilità agli Stati di erogarli senza doverli notificare alla Commissione e incorrere nel rischio di procedure di infrazione per distorsioni della concorrenza. Una misura importante anche per i suoi effetti sul Fondo emergenza agricole, poiché aumenterà le possibilità per i governi di sostenere le filiere in crisi.
Ma per garantire quella sovranità alimentare europea che la Presidente della Commissione Ue von der Leyen ha annunciato di voler porre alla base del suo secondo mandato occorre intervenire – sottolinea Coldiretti -sulle risorse della Politica agricola comune, assicurando che esse vadano solo ai veri agricoltori. Una misura essenziale per ridurre la vulnerabilità dell’Europa e difendere quello che gli studiosi definiscono “eccezionalismo agricolo”, non a caso al centro dell’assemblea Coldiretti. Con questo termine si indica l’attenzione particolare data all’agricoltura e al cibo rispetto ad altri settori, motivata dal fatto che la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari è parte essenziale della sicurezza e della sovranità nazionale.
La perdita di ogni metro quadrato di produzione agricola europea e la sua sostituzione hanno effetti negativi – conclude Coldiretti - anche dal punto di vista dell’ambiente e della salute, con un aumento delle emissioni, un arretramento dei presidi ambientali e civici e minori sicurezze per i nostri cittadini.
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Dalla fettina cresciuta con gli antibiotici al riso coltivato con sostanze vietate
MERCOSUR, COLDIRETTI/CENSIS, ACCORDO BOCCIATO DA 74% ITALIANI; SISTEMA ALLERTA (RASFF) HA RISCONTRATO 209 ALLARMI SANITARI
Dalla fettina cresciuta con gli antibiotici al riso coltivato con sostanze vietate, i rischi di un’intesa che non prevede il principio di reciprocità delle regole
Il 74% degli italiani è contrario ad accordi, come nel caso del Mercosur, che prevedano agevolazioni con Paesi che hanno regole sanitarie, di sicurezza e sociali meno rigorose di quelle dei paesi della Ue. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Censis diffusa in occasione dell’Assemblea nazionale della Coldiretti a Roma, alla presenza del segretario generale e del presidente di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo e Ettore Prandini assieme al ministro della Difesa Guido Crosetto, con i ministri degli Esteri Antonio Tajani e dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida in collegamento video. Per l’occasione è stata allestita un’esposizione dei rischi in arrivo sulle tavole degli italiani legati a un accordo che non prevede il principio di reciprocità delle regole. In questo modo si apre la porta alla concorrenza sleale ai danni degli agricoltori europei, sacrificati sull’altare di altri interessi commerciali, ma anche a pericoli per la salute dei consumatori. Il paradosso è che ancora una volta si tratta l’agroalimentare come merce di scambio, nonostante la sua nuova centralità, anche a livello di esportazioni.
L’accordo non prende minimamente in considerazione – accusa Coldiretti – le differenze negli standard produttivi oggi esistenti tra Europa e Paesi Mercosur. Oltre alle perplessità di carattere ambientale, soprattutto sul tema della deforestazione, e sul rispetto dei diritti dei lavoratori, nei campi sudamericani sono oggi largamente impiegate sostanze da anni vietate nella Ue, dai fungicidi agli insetticidi fino agli erbicidi. Basti ricordare che il 30% dei prodotti impiegati in Brasile non è oggi consentito nel Vecchio Continente. A questo si aggiungono i dubbi legati all’uso di alcuni antibiotici (bacitracina, flavomicina, lasolacide, monensina, virginiamicina) come promotori della crescita, pratica che invece risulta assolutamente proibita nell’Unione dal 2006.
Problemi non di poco conto se si pensa che l’accordo premierà con il dazio zero l’arrivo in Europa di centinaia di milioni di chili di carne di manzo, di maiale e di pollo, oltre a riso, miele, zucchero, che andranno a sommarsi alle quantità che già vengono importate dal Sudamerica. Nel caso del pollo, si arriverà a circa il 10% del consumo europeo di questo tipo di carne.
Peraltro dall’inizio dell’anno il sistema di allerta rapido dell’Unione Europea (Rasff) ha riscontrato 209 allarmi sanitari legati a prodotti provenienti dai Paesi Mercosur, di cui oltre la metà riferiti proprio alla carne, tra cui pollo alla salmonella e manzo con residui di piombo. Ma il pericolo è che il numero possa essere in realtà molto più alto.
Se l’Italia vanta un sistema di controlli all’avanguardia, Coldiretti e Filiera Italia stimano che meno del 10% dei prodotti agroalimentari in arrivo in Europa dai Paesi extra Ue sia sottoposto a verifiche fisiche, ovvero tese a testarne la salubrità, e non solo la documentazione allegata. Peraltro il 90% dei prodotti del Sudamerica entra in Europa solo attraverso lo scalo di Rotterdam, anche quando la logistica non lo giustificherebbe. Il motivo è probabilmente che nel porto olandese c’è una totale inadeguatezza dei controlli e passa di tutto. Da qui la richiesta di Coldiretti e Filiera Italia di un potenziamento delle verifiche a livello Ue per salvaguardare la salute dei cittadini e gli agricoltori dalla concorrenza sleale.
L’arrivo di carne, riso e altri prodotti a dazio zero, che andranno ad aggiungersi alle quantità attualmente importate, rappresenta un dumping inaccettabile per l’agricoltura europea poiché renderà ancora più competitivo il prezzo dei prodotti sudamericani, che già beneficiano di condizioni molto più vantaggiose rispetto agli obblighi a cui sono sottoposte le aziende Ue.
Ai danni che l’accordo causerà all’agroalimentare europeo si aggiunge peraltro la beffa della decisione della Ue di stanziare la somma di 1,8 miliardi di euro per sostenere gli agricoltori Mercosur per facilitarne la transizione verde e digitale, mentre per le aziende agricole europee viene stanziato poco più della metà (un miliardo) per far fronte ai problemi che potrebbero avere dall’accordo.
In pratica – rileva Coldiretti – da un lato si investe nell’agricoltura del Mercosur, favorendo la delocalizzazione della produzione alimentare, dall’altro si riserva un “bonus rottamazione” alle imprese Ue che si troveranno a chiudere i battenti. Scelte e compensazioni che non sono accettabili. La realtà è che il Mercosur – conclude Coldiretti - rappresenta una stangata per piccole imprese europee e sudamericane. Le prime perché subiscono la concorrenza dei prodotti a basso prezzo, le seconde perché escluse dalle possibilità di esportazione e messe fuori gioco dalle grandi aziende locali.
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I CARABINIERI INCONTRANO I BAMBINI RICOVERATI NEL REPARTO DI PEDIATRIA DELL’OSPEDALE “PERRINO”
Nella considerazione del proprio compito di aiutare e servire la collettività, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Brindisi, anche grazie al contributo della Direzione Generale della ASL di Brindisi, ha organizzato una visita dell’Arma al Reparto di Pediatria dell’Ospedale “Perrino”.
L’incontro, avvenuto nella tarda mattinata di oggi 19 dicembre, conferma la vicinanza dell’Istituzione ai bambini ricoverati e ai loro familiari e si è manifestato attraverso la donazione di gadgets dell’Arma, appositamente confezionati per loro, che il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Brindisi, Colonnello Leonardo Acquaro, insieme ad una rappresentanza dei Carabinieri del Comando Provinciale, ha consegnato ai piccoli ammalati; alla consegna hanno partecipato anche due colleghi volontari impegnati nel sociale che da anni collaborano in quei reparti svolgendo un servizio di clownterapia.
Un gesto sentito e colmo di calore umano quello dell’Arma dei Carabinieri che è mirato al desiderio di offrire un momento di gioia e distensione, nonché donare un sorriso e un raggio di luce a quei bambini che, specie in questo particolare periodo dell’anno, prossimo alle Festività Natalizie, si trovano in una circostanza delicata come la degenza ospedaliera.
L’iniziativa, che va oltre al semplice segno di generosità, è la manifestazione del principio di solidarietà che dà vitalità all’Arma dei Carabinieri attraverso azioni tangibili, di adesione operosa alla comunità, inquadrate nei concetti di “prossimità” e di “Carabiniere come operatore sociale”, durevolmente perseguiti dall’Istituzione quale faro di sostegno ai più fragili e bisognosi.
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Cimitero comunale di Mesagne, ingresso persone con disabilità e orario 25 dicembre
Cimitero comunale, ingresso persone con disabilità e orario 25 dicembre
DA MAGGIO NUOVI VOLI EASYJET PER LIONE DA BRINDISI
SI AMPLIA LOFFERTA DI COLLEGAMENTI PER LA PROSSIMA STAGIONE ESTIVA.
A Mesagne la luce della pace portata dagli scout
Domenica prossima, 22 dicembre a partire dalle 10,00 a Mesagne, come in molte altre città del mondo, si celebra un’importante tradizione che porta con sé un messaggio universale di speranza, solidarietà e pace. Si tratta della Luce della Pace, un’iniziativa che ogni anno, in vista del Natale, si fa portatrice di un simbolo di fratellanza e vicinanza tra i popoli. Quest’anno, un significativo gesto di unione è stato compiuto dai gruppi scout AGESCI Mesagne 1 e Mesagne 2, che hanno permesso la costruzione di un ponte simbolico tra la nostra città e Betlemme, il luogo di nascita di Gesù.
Auto a fuoco nella notte, intervengono i vigili del fuoco
Una squadra di vigili del fuoco del Comando di Brindisi è intervenuta alle ore 3.44 in Brindisi in viale Caravaggio 2 per incendio di un'auto all interno di un cortile condominiale. L' intervento dei vigili del fuoco è valso allo spegnimento delle fiamme e alla messa in sicurezza dell intera area. Sul posto è intervenuta la polizia di stato che sta indagando sulla natura dell'incendio.
ARPAL PER I MIGRANTI: CORRIDOI LAVORATIVI, AZIONI CONTRO IL CAPORALATO E SERVIZI DI INTERPRETARIATO
Nella Giornata internazionale dei migranti, ARPAL Puglia rende note le progettualità in campo per l’inclusione lavorativa delle persone migranti e i dati 2024 dello Sportello anticaporalato attivo a Nardò
Bari, 19 dicembre 2024 – Corridoi lavorativi dai Paesi d’origine, servizio di intermediazione linguistica e interpretariato, potenziamento degli sportelli anticaporalato sul modello di Boncuri (Nardò), centri per l’impiego on the road e apposita convenzione con gli enti bilaterali del settore agricolo. È il ventaglio delle azioni messe in campo da Arpal Puglia per favorire l’inclusione socio-lavorativa delle persone migranti.
L’annuncio arriva in occasione della Giornata internazionale dei migranti, proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite 24 anni fa per sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti dei migranti e promuovere l’accoglienza e l’integrazione senza discriminazioni.
L’obiettivo è rendere i punti di accesso - fissi e mobili - dell’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro dei veri e propri “sportelli dei diritti”.
“La Puglia - spiega Sebastiano Leo, assessore a Formazione e Lavoro, Politiche per il lavoro, Diritto allo studio, Scuola, Università, Formazione Professionale della Regione Puglia - è una terra che ospita una crescente comunità di migranti che contribuiscono in modo significativo al tessuto sociale ed economico della regione. Questi lavoratori, spesso impiegati in settori cruciali come l’agricoltura, la ristorazione, la costruzione e i servizi, affrontano quotidianamente numerosi ostacoli legati alla precarietà del lavoro, alle discriminazioni e alla difficoltà di accesso ai diritti fondamentali. In questo contesto, gli sportelli Arpal, concepiti come ‘sportelli dei diritti’, rivestono un ruolo fondamentale nel garantire supporto e tutela ai lavoratori migranti facendo da ponte tra le istituzioni e le persone più vulnerabili in particolare, trattando temi come i diritti legati al lavoro, alla salute, all’abitazione e alla cittadinanza, fornendo un punto di riferimento per chi spesso si trova in situazioni di isolamento o sfruttamento”.
“Queste azioni - prosegue Leo - contrastano esperienze di lavoro segnate da condizioni di forte vulnerabilità, con contratti irregolari, salari inferiori rispetto alla media e una protezione sociale insufficiente. Inoltre, è essenziale che questi sportelli siano resi sempre più accessibili, potenziando le risorse, la formazione degli operatori e le modalità di comunicazione, per rispondere adeguatamente alle esigenze di una popolazione migrante che, seppur sempre più integrata nel panorama pugliese, rimane spesso vulnerabile a forme di discriminazione e sfruttamento”.
“La Puglia - conclude l’assessore - ha un impegno chiaro verso l'inclusione sociale e la tutela dei diritti dei migranti, e gli sportelli dei diritti sono uno strumento imprescindibile per la costruzione di una società più giusta e solidale, dove il lavoro è dignitoso per tutti. La Puglia può e deve essere una regione che riconosce nei migranti una risorsa fondamentale per lo sviluppo, ma che al contempo non dimentica di proteggere e difendere i loro diritti, affinché possano vivere e lavorare con la stessa dignità di ogni altro cittadino”.
CORRIDOI LAVORATIVI, SERVIZI DI INTERPRETARIATO, CPI ON THE ROAD
Tante le progettualità in cantiere, che si aggiungono a quelle già realizzate delle bacheche informative multilingue e dei seminari “Lavoro, parliamo la stessa lingua” rivolti a persone migranti.
“Ci sarà la possibilità di agire in deroga al decreto flussi - afferma Gianluca Budano, direttore generale Arpal Puglia - con corridoi lavorativi grazie ai quali le persone potranno essere formate nei territori d’origine in vista delle assunzioni presso le nostre imprese. Stiamo, poi, affinando il servizio di intermediazione linguistica e interpretariato, per consentire un dialogo più agevole ed efficace con i lavoratori migranti. Non solo, i centri per l’impiego saranno presto on the road: con fondi Pnrr, avremo la possibilità di noleggiare van e minivan per andare a incontrare i braccianti nelle prime ore del mattino, informarli sui nostri servizi e profilarli. Inoltre, abbiamo avviato un confronto con gli enti bilaterali di settore, al fine di unificare le banche dati della disoccupazione agricola e incrociarle con i fabbisogni delle aziende. La nostra avanzata su questo campo significherà l’arretramento dello sfruttamento e dell’intermediazione illecita della manodopera”.
SPORTELLO ANTICAPORALATO A BONCURI, I DATI 2024
Fiore all’occhiello delle azioni Arpal Puglia su questo fronte è lo Sportello anticaporalato, attivato presso la foresteria Boncuri a Nardò (Lecce).
“Lo sportello - spiega Beniamino Di Cagno, presidente del cda Arpal Puglia - ha permesso l’attivazione di numerosi servizi a favore degli ospiti, dall’orientamento a percorsi di integrazione fino alle assunzioni e all’accompagnamento al lavoro a fine stagione. L’utenza trattata è stata costituita da persone extra Ue accolte all’interno della foresteria Boncuri, ma anche da ulteriori migranti presentatisi spontaneamente presso la sede del centro per l’impiego, a riprova del fatto, per nulla scontato fino a qualche anno fa, che la nostra presenza proattiva è percepita come un vero e proprio presidio di legalità”.
Sono stati 180 gli utenti presi in carico, 80 le intermediazioni di incrocio domanda-offerta, 32 le assunzioni andate a segno nel periodo di apertura, cioè dal 4 luglio al 30 settembre. Nato come buona prassi nel 2016, il servizio, gestito dagli operatori del Centro per l’Impiego di Nardò, è stato potenziato a partire dal 2022, con attivazione tutti i giorni, dal lunedì al venerdì.
Delle 180 persone prese in carico, 27 hanno usufruito di un servizio di accoglienza integrata, per cui è stato necessario contattare altri servizi o amministrazioni, soprattutto Inps e Sportello Immigrazione della Prefettura e Questura di Lecce, supportando gli utenti nel disbrigo di pratiche amministrative necessarie per l’ottenimento dei permessi di soggiorno.
Sono state 50 le iscrizioni nelle liste agricole speciali (che permettono la permanenza nella foresteria in assenza di contratto). Tutti gli utenti hanno presentato candidature ad offerte di lavoro: 80 sono stati contattati dalle aziende presso cui si sono candidati; 32, come detto, sono stati assunti tramite vacancy attivate dai Cpi; 12 persone sono state supportate nel presentare la propria candidatura ad offerte di lavoro in settori diversi da quello agricolo; 3 persone sono state supportate nel presentare la propria candidatura a Cpi di altre regioni italiane, in particolare Piemonte e Sicilia. Inoltre, è stato dato supporto ai migranti per la redazione di curriculum, attivazione di SPID e ricerca dell’abitazione sul territorio neretino. E’ stato fornito anche orientamento all’autoimpiego, con informazioni su finanziamenti nazionali e regionali.
“Lo Sportello anticaporalato a Boncuri - aggiunge Luigi Mazzei, dirigente U.O.Coordinamento di Lecce di Arpal Puglia - è divenuto riferimento affidabile anche per aziende che cercano lavoratori in diversi settori professionali e non solo in quello agricolo. In alcuni casi, si rivolgono allo Sportello imprenditori provenienti da fuori provincia: la nostra presenza in loco li rassicura e non a caso da quest’anno hanno iniziato a mettere a disposizione dei lavoratori apposite navette gratuite per il raggiungimento dei luoghi di lavoro”.
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Ammessi 6 progetti alla fase conclusiva del Bilancio Partecipato
La terza edizione del Bilancio Partecipato sarà una sfida a sei. Nelle scorse ore gli uffici hanno ammesso alla fase successiva, quella del voto online in programma domenica 22 dicembre, le proposte “Mò si ragiona: uno sportello di ascolto psicologico gratuito a Francavilla Fontana”, “Allena i tuoi sogni, anima le tue idee”, “Il giardino meraviglioso”, “La biblioteca che vorrei”, “Ecobello – Progetto di Arte e Consapevolezza Ecologica” e “Alla fonte della storia”.
“Il Bilancio Partecipato – dichiara il Sindaco Antonello Denuzzo – riesce sempre a sorprendere per la capacità dei cittadini di offrire uno sguardo differente sulla valorizzazione del patrimonio pubblico. Grazie a questo strumento abbiamo recuperato spazi verdi e dato vita ad eventi come il Francavilla Music Festival. Domenica 22 dicembre saranno direttamente i francavillesi a decidere, anche io farò la mia parte da cittadino.”
Le sei proposte abbracciano diversi aspetti della vita sociale ed economica.
“Mò si ragiona” di Radici 021 propone la creazione di uno sportello di ascolto psicologico da realizzare in Biblioteca Comunale. “Allena i tuoi sogni, anima le tue idee” dell’ASD Fortitudo in collaborazione con Liceo Scientifico, ITES Calò e ITST Fermi si concentra sul Palazzetto proponendo la realizzazione di un’aula multifunzionale per lo studio e il lavoro, una sala stampa, un campetto sportivo polivalente, e un’area giochi inclusiva.
“Il giardino meraviglioso” dell’Associazione Le Radici e le Ali Arciragazzi propone il recupero e la valorizzazione in chiave inclusiva del fossato di Castello Imperiali. “La biblioteca che vorrei” di Pierpaolo De Padova, Aurora Lanzafame, Kevin Lucchese punta sulla valorizzazione dell’atrio della biblioteca comunale e sul miglioramento dei servizi annessi.
“Ecobello – progetto di arte e consapevolezza ecologica” dell’Associazione ricreativa culturale Imperial Art si pone l’obiettivo di stimolare la cura degli spazi pubblici e il riciclo dei rifiuti tramite laboratori nelle scuole, murales, installazioni artistiche, mostre e incontri. “Alla fonte della storia” proposto dal gruppo Si può fare e da una squadra di professionisti in collaborazione con la Società Operaia e il Terzo Istituto Comprensivo propone di restaurare e valorizzare il fonte battesimale presente nell’atrio di Castello Imperiali.
“Il bilancio partecipato giunto alla terza edizione – prosegue l’Assessore Sergio Tatarano – si conferma ormai un appuntamento a cui un gruppo sempre più nutrito di francavillesi non intende rinunciare. Un esercizio di democrazia e quindi di responsabilità sia in fase di predisposizione delle proposte sia nella fase alla quale siamo arrivati ora, cioè della consultazione. Si potrà votare seguendo una procedura molto semplice pensata proprio per favorire la partecipazione.”
Domenica 22 dicembre è prevista la consultazione online per stabilire cosa finanziare e realizzare. A deciderlo saranno con il loro voto i residenti con almeno 16 anni d’età.
“Il Bilancio Partecipato – conclude l’Assessora al Bilancio Eleonora Marinelli – nasce con l’idea di coinvolgere la cittadinanza nei processi decisionali e nelle dinamiche della finanza pubblica. È un’occasione per comprendere da vicino ed in maniera semplificata i meccanismi che regolano i provvedimenti amministrativi. Per questa ragione abbiamo voluto investire 50 mila euro che potranno essere investite in progettualità volute direttamente dalla cittadinanza.”
Tutta la documentazione è consultabile sul sito internet istituzionale.
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