Redazione

Il Partito Democratico di Brindisi esprime rammarico per l’esito della selezione che ha visto Pordenone aggiudicarsi il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2027. La nostra città ha creduto fino in fondo in questa sfida, mettendo in campo competenze, passione e un progetto ambizioso con "Navigare il futuro", capace di valorizzare la nostra storia e proiettare Brindisi verso nuovi orizzonti culturali e sociali.

Pur nella delusione, vogliamo ringraziare e riconoscere il grande lavoro svolto dal comitato promotore, dalle istituzioni e da tutti coloro che hanno creduto in questa candidatura. Il nostro ringraziamento va, quindi, al sindaco Giuseppe Marchionna, al progettista Chris Torch, alla Fondazione del Nuovo Teatro Verdi con Carmelo Grassi, Roberto Romeo e Alessandra Nimis, a Katiuscia Di Rocco della Biblioteca arcivescovile e a tutte le associazioni che hanno collaborato per la candidatura, che, con professionalità e determinazione, hanno portato avanti un dossier che ha saputo raccontare l’anima della nostra città.

Questa esperienza non deve andare perduta. Il percorso intrapreso ha rafforzato il senso di comunità e ha aperto prospettive di sviluppo culturale che vanno comunque perseguite. Il Partito Democratico di Brindisi si impegnerà affinché i progetti nati con questa candidatura possano trovare comunque spazio e realizzazione, contribuendo alla crescita del territorio.

Brindisi ha dimostrato di essere una città che crede nella cultura come motore di sviluppo. Da parte nostra c'è grande voglia di collaborare affinché questa visione diventi realtà.

Partito Democratico Città di Brindisi

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La programmazione di Palazzo Roma di Ostuni prosegue per un nuovo weekend tra Teatro e Cinema. Venerdì 14 marzo alle ore 21:00 andrà in scena il primo appuntamento della Rassegna “Risate d’autore” con lo spettacolo teatrale “Contrattempi Moderni” di e con Raffaello Tullo. Sabato 15 e domenica 16, in sala cinematografica verrà proiettato alle ore 18:00 “Il Nibbio”, il film che racconta la storia di Nicola Calipari (interpretato da Claudio Santamaria), Alto Dirigente del SISMI che ha sacrificato la propria vita per salvare quella della giornalista de Il manifesto Giuliana Sgrena. Alle ore 20:00 verrà invece proiettato il film che ha trionfato agli Oscar portando a casa 5 statuette: “Anora”.

Mercoledì 19 marzo, per l'AperiCinema sarà il programmazione “La grande ambizione", il racconto biografico della vita privata e pubblica di Enrico Berlinguer.

Nello spettacolo "Contrattempi Moderni, in scena venerdì 14, Raffaello Tullo porta in scena una divertente physical comedy che racconta, con ironia e creatività, le sfide dell’uomo contemporaneo immerso in un mondo dominato dalla tecnologia. Fra telecomandi ribelli, aspirapolveri danzanti e frigoriferi straripanti, Tullo porterà in scena una giornata tragicomica, dove il protagonista lotta contro gli imprevisti tecnologici per preparare un pranzo speciale. Uno spettacolo dal ritmo incalzante e dal respiro internazionale, che esplora con leggerezza il rapporto sempre più complesso tra uomo e dispositivi digitali.

Sabato 15 e domenica 16, alle ore 18:00, proietteremo “Il Nibbio”. E’ il 4 febbraio 2005. Nicola Calipari, alto dirigente del SISMI, sta partendo per una vacanza con la moglie e i due figli, quando viene richiamato a Roma perché la giornalista de Il Manifesto Giuliana Sgrena è stata rapita a Baghdad, al suo ritorno da una visita ad un campo profughi, da quello che si scoprirà essere un commando sunnita. Per 28 giorni Calipari, soprannominato "il Nibbio", dovrà fare la spola fra l'Iraq presidiato dall'esercito statunitense e la dirigenza dei Servizi Segreti nel tentativo di ottenere la liberazione di Sgrena. 

Il ricordo dell'uccisione del giornalista Enzo Baldoni, avvenuta sempre in Iraq l'anno precedente, è ancora fresco e doloroso, e Calipari farà di tutto per assicurarsi che quella storia non si ripeta, cercando di trattare il rientro di Sgrena senza commettere errori e unendo le forze con il direttore di Il Manifesto, il compagno di Sgrena e alcune alte cariche istituzionali. Ma il destino, e l'incompetenza di certi uomini, non saranno altrettanto attenti e rispettosi nei suoi confronti.

Alle ore 20:00 del 15 e 16 marzo, proietteremo "Anora", il film che ha ottenuto 6 candidature e vinto 5 Premi Oscar (miglior film, miglior attrice, miglior regista, miglior sceneggiatura originale e miglior montaggio).

Diretto da Sean Baker, Anora racconta la storia di Ani (Mikey Madison), una ballerina erotica americana di origine russa esperta in lap dance che porta i clienti nei privé offrendo loro servizi extra a pagamento Un giorno nel locale dove lavora arriva Ivan, un ragazzo russo  che pare entusiasta di lei e dei suoi molti talenti. Il giorno dopo Ivan invita a casa sua, e Ani scopre che il ragazzo vive in una megavilla ed è figlio unico di un oligarca multimiliardario. Le cose fra i due ragazzi vanno così bene che Ivan porta Ani a Las Vegas e là le chiede di sposarlo. Ma i genitori di lui non sono affatto d'accordo, e mandano una piccola "squadra di intervento" a recuperare il figlio dissennato. Quella che seguirà è una rocambolesca avventura ricca di sorprese , che tuttavia non dimentica di avere un cuore e un occhio alla realtà anche all'interno dell'esagerazione comica.

Mercoledì 19 marzo l’AperiCinema torna dalle ore 18:30 con “La grande ambizione", film sulla vita di Enrico Berlinguer (interpretato da Elio Germano).

Primi anni Settanta. Enrico Berlinguer assiste al tramonto dell'ideologia di Salvador Allende e delle speranze del popolo cileno, soffocate dal regime di Augusto Pinochet. Questo rafforza ulteriormente in lui la convinzione di trovare una via democratica al Socialismo in Italia, al netto delle ingerenze statunitensi. Non lo ferma nemmeno l'attentato di cui è vittima in Bulgaria: la sua idea è quella di "trasformare l'intera struttura economica e sociale" del Paese, ponendo fine allo sfruttamento dell'uomo sull'uomo - in particolare quello dei datori di lavoro sui lavoratori. Il Partito Comunista Italiano del quale è segretario, anche grazie al suo carisma di leader, cresce in percentuale nei sondaggi e alle urne, ma Berlinguer sa di non poter accedere al governo se non attraverso un'alleanza fra le forze popolari antifasciste, ovvero quelle comuniste, socialiste e cattolico-progressiste, unite verso "un'orizzonte chiaro di stabilità". Ma l'idea del compromesso storico segnerà la fine dell'ascesa alla gestione della cosa pubblica del PCI e determinerà il tragico destino di Aldo Moro.


Costo cinema: ticket 7,00€ intero / 6,00€ ridotto

Costo apericinema: aperitivo&film 15,00€ / proiezione film 6,00€ (ore 19:00)

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E’ inutile negarlo. L’intera città di Brindisi ha sperato fino all’ultimo di potersi aggiudicare il titolo di Capitale italiana della cultura 2027. Una speranza basata sulla qualità di ‘Navigare il futuro’, un progetto ambizioso attraverso cui è stata fotografata una città bellissima e con grande voglia di valorizzare il suo ruolo in un contesto nazionale ed internazionale. Ovviamente alla città di Pordenone va il nostro augurio affinché possa ben rappresentare la cultura italiana nel 2027, ma Brindisi non sarà da meno perché è evidente che adesso parte la vera sfida: realizzare comunque il progetto elaborato, chiamando a raccolta tutta la città che questa volta ha saputo superare divisioni e incomprensioni per fornire una immagine di comunità da cui è necessario ripartire, contando anche sull’impegno del Ministro Giuli a sostenere anche gli altri nove progetti approdati alla fase finale.
 
Un grazie particolare va rivolto al Sindaco Giuseppe Marchionna che in questa avventura ci ha creduto ed ha profuso ogni sforzo possibile perché la nostra proposta fosse competitiva ed accattivante. Un lavoro immane supportato dal progettista Chris Torch, dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi e da tanti altri concittadini impegnati a vario titolo nel mondo della cultura e dell’associazionismo.
 
Ovviamente siamo certi che tutte le forze politiche, attraverso i rispettivi gruppi consiliari, saranno pronte a sostenere questa bellissima sfida che ci attende.
 
Gruppo consiliare Forza Italia Brindisi

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Una allevatrice di Mesagne è stata denunciata dai carabinieri della locale stazione per aver svolto l’attività commerciale senza avere le necessarie autorizzazioni. Inoltre, la stessa è stata denunciata per aver eseguito delle opere edili in assenza dei relativi permessi. Infine, i militari hanno constatato in azienda la presenza di un lavoratore extracomunitario. Tutti i risultati del blitz sono stati consegnati in procura per ulteriori provvedimenti che l’autorità giudiziaria potrebbe adottare. Nell’operazione sono stati coinvolti anche gli agenti della polizia locale e gli ispettori dello Spesal, ognuno per le proprie competenze. Il blitz è scattato martedì scorso quando i carabinieri hanno circondato un’azienda di allevamento, posta lungo la via per San Pancrazio Salentino, e hanno fatto irruzione all’interno della struttura. Qui hanno trovato diverse situazioni illegali. Un capannone era stato adibito a stalle ed erano presenti circa quaranta cavalli di razza pronti per essere venduti. Dai registri i militari avrebbero constatato una vera e propria attività di allevamento di animali con la seguente vendita. Il tutto senza avere le necessarie autorizzazioni comunali. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale che hanno verificato la presenza di opere edili abusive. Infine, all’interno dell’azienda i carabinieri hanno individuato un soggetto extracomunitario la cui presenza è al vaglio degli investigatori poiché potrebbe trattarsi di un dipendente dell’azienda privo della relativa assunzione. Al termine del blitz i carabinieri hanno inviato presso la procura della Repubblica di Brindisi gli atti per i provvedimenti che la magistratura dovrà adottare. (Foto archivio).

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Dopo gli scontri avvenuti durante la partita di calcio di serie D “Fasano – Brindisi”, due uomini sono stati arrestati e tre denunciati dalla Polizia di Stato.

 Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, della presunzione di non colpevolezza e della necessaria verifica dibattimentale, per quanto risulta allo stato attuale, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, si comunica quanto segue.

La Polizia di Stato di Brindisi, nelle prime 48 ore successive agli scontri, ha tratto in arresto in flagranza differita due tifosi brindisini e deferito all’Autorità Giudiziaria due tifosi fasanesi ed un brindisino, ritenuti autori, nella serata di domenica 9 marzo, dei violenti scontri all’esterno dello stadio nonché delle condotte illecite durante lo svolgimento dell’incontro.

Le indagini hanno consentito, attraverso l’acquisizione di copioso materiale video-fotografico, di individuare gli autori delle condotte di maggiore gravità, verificatesi in occasione della partita “Fasano - Brindisi”, disputatasi presso lo stadio comunale “Vito Curlo”.

I due arrestati sono stati sottoposti al regime degli arresti domiciliari, in attesa del giudizio di convalida da parte dell’A.G.

Gli investigatori della DIGOS, con il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi, vanno avanti a ritmo serrato, per addivenire all’individuazione degli altri responsabili degli episodi di intemperanza e violenza.

Contemporaneamente, la Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Brindisi vaglierà le posizioni degli interessati per la successiva adozione dei DASPO, provvedimenti restrittivi che saranno adottati dal Questore Giampietro Lionetti, nel quadro delle attività dirette ad infrenare i fenomeni di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

Nel pomeriggio di ieri, presso il MediaPorto di Brindisi si è riunito il Tavolo di coordinamento per la Palestina. Un'occasione per confrontarsi e dibattere sui tragici eventi che dilaniano il medioriente e l'est europeo, e sul bisogno di mettervi fine con piani di Pace & Giustizia che si sta cercando in tutti i modi di boicottare.

 
La complicità col regime coloniale israeliano delle nostre istituzioni regionali, oltreché del governo centrale, è stato l'argomento più sentito dai presenti, concordi nel ritenere che configuri una gravissima violazione non solo del Diritto Internazionale, ridotto ormai a brandelli, ma anche della nostra Costituzione, che ripudia la guerra e l'uso della forza armata quale strumento di risoluzione delle controversie. 
 
A questo ritorno alla legge del più forte e alla corsa agli armamenti invocata da una tizia che, se €156 milioni li spendiamo su un singolo F-35 va benissimo, dovessimo cacciarli per coprire 940.000 tac addominali, "aspetta pure 16 mesi o muori", il Tavolo risponde con una proposta di mobilitazione che partendo dalla Palestina affronti tutte le grandi ingiustizie e decisioni politiche dettate da organismi sovranazionali che oltre a non rappresentare la reale volontà delle popolazioni le stanno impoverendo e mettendo sempre più a rischio.
 
Prima di far ciò sarà fondamentale riaggregare le tante anime buone della società civile pugliese che hanno ancora molto da dire e da dare. 
 
Il primo appuntamento è per il Corteo contro le guerre, il riarmo e per la Palestina che si terrà sabato 15 marzo a Brindisi con partenza alle 10.30 da piazza Vittoria.

l Sindacato Cobas è insoddisfatto del risultato del protocollo d’intesa sottoscritto a Roma con Governo ed Eni Versalis.

La prima considerazione è che la Giga-factory ,produzione di batterie , era stata già destinata a Brindisi; l’Enel ed ambienti governativi si erano impegnati a  realizzarla a Brindisi come compensazione alla chiusura  della centrale di Cerano.

Improvvisamente la fabbrica di batterie scompare dalle proposte dell’Enel  per riapparire dopo mesi come la soluzione per  la crisi del Petrolchimico.

Mentre nella prima soluzione la Giga-factory poteva far parte di un “accordo di programma” e con una legge fatta apposta  nella seconda,per il Petrolchimico , gli impegni diventano un protocollo di intesa che può essere stracciato in qualsiasi momento.

Per questo il Cobas ha chiesto ,fin dal primo momento ,che si realizzi un “accordo di programma” per la crisi Versalis così come si sta facendo per l’Enel.

Gli impegni nel protocollo di intesa sono vaghi soprattutto per i lavoratori delle ditte appaltatrici  e possiamo dire complessivamente suscettibili di grossi cambiamenti.

Insomma ,il saldo per il nostro territorio in termini di certezze in questa situazione  è negativo .

A chi si lamenta che l’Enel non sta portando nulla al tavolo ministeriale della “decarbonizzazione” questa domanda non se l’è posta?

Per questo il Cobas ha chiesto lo smantellamento subito di Cerano ,unitamente alle strutture portuali, al nastro trasportatore, e di ripristinare i luoghi.

Le 13 aziende che hanno chiesto di investire a Brindisi, di fatto sulla filiera delle rinnovabili, devono trovare al più presto risposte  ai  problemi di insediamento.

Qualcuna di queste aziende sta già pensando di trasferirsi a Bari.

Il Cobas chiede al Ministero la convocazione del tavolo sulla de carbonizzazione per fare il punto sull’operato di Governo, Regione , Enti Locali, per avere conferma che le proposte hanno fatto un significativo passo avanti.

La transizione energetica è epocale , la città di Brindisi deve essere  capace di raccogliere la sfida e costruire il suo futuro.

Brindisi 12.03.2025

Per il Cobas Roberto Aprile

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Si è disputata domenica 09 Marzo 2025, presso gli impianti del Centro Ippico RED WATER di Casalini, Cisternino, la Prima tappa dei Campionati Regionali 2025 di Cross Country e Country Derby della FITETREC-ANTE.

In queste particolari specialità equestri, di cui eleganza e adrenalina costituiscono un favoloso connubio, cavalli e cavalieri si impegnano, sia nel saltare ostacoli mobili all’interno di un campo ben definito, sia nel superare ostacoli naturali fissi, come tronchi, palizzate, siepi, laghetti posti su verdi e immensi campi.

A rendere la manifestazione impeccabile, oltre che piacevole, sono stati non solo i curati spazi e le belle strutture messe a disposizione dalla famiglia Ridolfi, ma anche la precisa e dettagliata organizzazione del competente comitato organizzatore, degli Ufficiali di Gara, della segreteria e dei tecnici, ognuno irreprensibile nel proprio operato, malgrado fossero scesi in campo ben 167 binomi, 50 nel Cross Country e 117 nel Country Derby, per lo più giovanissimi provenienti da diversi centri ippici della Puglia.

Di questi erano presenti ben 10 centri ippici,  il C.I “TogetheR” di Corato, il C.I. “Red Water” di Cisternino, il C.I. “L&B/Acqua2O” di Mesagne, il C.I. “La Tumara di Otranto”, il C.I. “Le Camporelle” di Cavallino, C.I. “Fanò” di Scorrano, C.I. “Colovè” di Carpignano, ed il C.I. “Un cavallo per amico” di Cursi, Il Country Ranch di San Cataldo ed il “Ranch gli Ulivi” di Carovigno.

La bella giornata di sole, il piacevole scenario della valle d’Itria, complici, una grande partecipazione di pubblico, composto, non solo dagli addetti ai lavori, parenti e amici, ma anche da molti curiosi accorsi a vedere i piccoli cavalieri e le piccole amazzoni ha reso il tutto perfetto.

L’ Istruttrice Ridolfi Claudia titolare del centro afferma “riuscire a far gareggiare quasi 180 cavalieri in una sola giornata non è stato semplice, ma la collaborazione da parte di tutti ed il rispetto della tabella di marcia ha fatto sì che ogni cosa andasse per il verso giusto”.

“Ciò che ci contraddistingue in FITETREC non è solo la condivisione della passione per il cavallo, ma anche il forte legame di amicizia che ci unisce, che rende ogni gara una occasione in più per far festa tutti insieme, per ritrovarsi nel fantastico clima dello sport, fatto di sana condivisione, di collaborazione, di crescita, sempre e comunque nel pieno rispetto dei regolamenti federali e delle norme sulla sicurezza di cavalli e cavalieri” afferma uno degli Istruttori presenti Valerio Ostuni.

Per chi volesse partecipare, il prossimo appuntamento sarà ad Aprile in Terra d’ Otranto presso il Circolo Ippico “La Tumara”

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L'edilizia privata a Brindisi vive una fase di stallo preoccupante. Le ragioni di questa crisi sono molteplici, ma una delle principali è la mancanza di un tessuto economico solido che possa garantire ai cittadini un'occupazione stabile e ben remunerata. Senza lavoro, o con lavori precari, chi può permettersi di acquistare una casa? Il settore edilizio, tradizionalmente trainante per l'economia locale, si trova oggi a fare i conti con una drastica riduzione della domanda, dovuta proprio alla scarsa capacità del territorio di generare opportunità lavorative sicure e durature.​

A peggiorare il quadro, la fine dei bonus edilizi e l'esaurimento delle risorse del PNRR, che a Brindisi non ha comunque prodotto effetti significativi, hanno lasciato un vuoto difficile da colmare. Inoltre, il declino del ciclo industriale ha acuito ulteriormente la crisi, portando a un progressivo depauperamento del tessuto economico locale. Senza un sistema produttivo forte e dinamico, non ci sono le basi per una crescita sostenibile dell'edilizia privata.​

In questo scenario, assume particolare rilevanza il recente protocollo d'intesa siglato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy tra Eni-Versalis e le parti coinvolte. Questo accordo, che garantisce il mantenimento dei livelli occupazionali, inclusi quelli dell'indotto, rappresenta un segnale positivo per il futuro dell'industria brindisina. Sebbene alcune voci critiche abbiano espresso dubbi sulla sua efficacia, non si può negare che una grande azienda che decide di investire sul territorio e di preservare i posti di lavoro rappresenti un esempio da seguire.​

Ciò che serve a Brindisi è proprio questo: una strategia volta a rendere il territorio attrattivo per gli investimenti di altre grandi aziende. Perché ciò avvenga, occorre lavorare su più fronti: dalla pianificazione urbanistica alla disponibilità di aree idonee per nuovi insediamenti industriali e produttivi, fino alla creazione di strumenti efficaci per facilitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro.​

Un modello virtuoso da adottare per rilanciare il tessuto economico locale può essere rappresentato dalle esperienze di integrazione tra scuola e impresa, come avvenuto in Lombardia con le iniziative presentate dal Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Lì, grazie alla collaborazione tra istituzioni, aziende e sistema educativo, sono stati avviati percorsi formativi tecnico-professionali mirati, come il modello 4+2 e il potenziamento degli ITS Academy, con un tasso di placement superiore al 90%. Inoltre, iniziative come quelle della Fondazione Dalmine, che ogni anno offre oltre 25mila posti in laboratori didattici gratuiti, e i progetti di internazionalizzazione che attraggono giovani talenti, dimostrano che investire nella formazione e nella valorizzazione delle competenze tecniche può avere un impatto concreto sulla capacità di attrarre investimenti e sviluppare l’economia locale.

Un territorio che vuole crescere deve dotarsi di un sistema di formazione flessibile e rapido, capace di rispondere alle esigenze delle imprese e di preparare le risorse umane con competenze adeguate. Deve, inoltre, offrire un quadro normativo e amministrativo snello, capace di favorire chi vuole investire e creare opportunità di sviluppo.​

L'esempio di Eni-Versalis dimostra che, con il giusto approccio, è possibile mantenere e rafforzare la presenza industriale in città. Ora è necessario che altre realtà produttive seguano questa strada, contribuendo a creare un circolo virtuoso che possa ridare ossigeno anche al settore dell'edilizia privata. Solo con una visione strategica e con interventi concreti si potrà rilanciare Brindisi, restituendo fiducia ai cittadini e creando le condizioni per una crescita sostenibile e duratura.​

Angelo Contessa, Presidente ANCE Brindisi

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Svetta l’agroalimentare Made in Puglia all’estero, trainato dai prodotti simbolo della Dieta Mediterranea come olio, vino e pasta sul podio dei prodotti pugliesi più venduti nel mondo.  E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti Puglia sui dati Istat sul commercio estero dei prodotti agroalimentari pugliesi nel 2024 rispetto all’anno precedente, con le performance straordinarie dell’agroalimentare di Puglia come olio extravergine di oliva, vino a pasta.

L’olio svetta sul podio con un aumento del 48% - aggiunge Coldiretti Puglia - il vino fa un balzo del 9% e la pasta segna una crescita del 7%, una performance in crescita costante negli ultimi 10 anni. Diffondere la cultura dell’olio extravergine di oliva fra i turisti e i consumatori e supportare la crescita continua della filiera dell’olio in Italia e all’estero, perché i consumatori sono affamati di informazioni e conoscenza sul mondo dell’olio, commenta Coldiretti Puglia che ricorda come l’ulivo in Puglia sia presente su oltre 370mila ettari di terreno coltivato, con 5 oli extravergine DOP e 1 IGP Olio di Puglia, con l’olivicoltura pugliese che è la più grande fabbrica green del Mezzogiorno d’Italia con 60 milioni di ulivi, il 40% della superficie del Sud, quasi il 32% nazionale e l’8% comunitaria ed un valore di 1 miliardo di euro di PLV (Produzione Lorda Vendibile) di olio extravergine di oliva. 

Entusiasmanti anche i risultati del vino pugliese che testimonia un processo di rigenerazione realizzato da un sistema di imprese che si è posto l’obiettivo – afferma Coldiretti Puglia - di offrire nel bicchiere un intero territorio fatto del patrimonio genetico dei suoi vitigni, delle sue ricchezze endogene, del clima, di paesaggio, di testimonianze artistiche e naturali con i marchi di qualità che sono riusciti a penetrare il mercato estero facendo un salto in avanti tangibile in pochi anni.

Sono 38 i vini DOP e IGP che posizionano la Puglia al quinto posto in Italia per prodotti certificati con un valore di 631 milioni di euro pari al 93,1% del paniere IG del Paese – afferma coldiretti Puglia - un gradimento che i consumatori confermano anche sul fronte della qualità, facendola salire al quarto posto della top ten delle regioni con i vini rosati e al quinto per i vini rossi.

L’andamento sui mercati internazionali potrebbe però ulteriormente migliorare – sottolinea la Coldiretti – con una più efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale il cui valore è salito a 120 miliardi, anche sulla spinta della guerra che frena gli scambi commerciali con sanzioni ed embarghi, favorisce il protezionismo e moltiplica la diffusione di alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale. A pesare sul Made in Italy a tavola nel mondo ci sono anche il probabile arrivo delle prime richieste di autorizzazione alla messa in commercio di carne, pesce e latte sintetici alla minaccia delle etichette allarmistiche sul vino fino al semaforo ingannevole del Nutriscore che boccia le eccellenze tricolori. Si tratta di un sistema di etichettatura fuorviante, discriminatorio ed incompleto che – aggiunge la Coldiretti – finisce paradossalmente per escludere dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. I sistemi allarmistici di etichettatura a semaforo – continua la Coldiretti – si concentrano esclusivamente su un numero molto limitato di sostanze nutritive (ad esempio zucchero, grassi e sale) e sull’assunzione di energia senza tenere conto delle porzioni, escludendo paradossalmente dalla dieta ben l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine.

Il contributo della produzione agroalimentare Made in Italy alle esportazioni potrebbe essere nettamente superiore con un chiaro stop alla contraffazione alimentare internazionale, conclude Coldiretti nel sottolineare che serve cogliere l’opportunità del Pnrr per modernizzare la logistica nazionale ed agire sui ritardi strutturali dell’Italia sbloccando tutte le infrastrutture per migliorare i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo.

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