Redazione
Conserva in casa dosi di droga. Arrestato
Cellino San marco. Detiene in casa 52,5 grammi di marijuana, parzialmente confezionati in dosi, arrestato.
A Cellino San Marco, al termine degli accertamenti, i Carabinieri della locale Stazione, coadiuvati da un team antidroga del Nucleo Cinofili CC di Modugno (BA), hanno tratto in arresto in flagranza di reato IAIA Gian Roberto, 23enne del luogo, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare, all’esito di una perquisizione personale e domiciliare, il giovane è stato trovato in possesso di un sacchetto contenente complessivamente 52,5 grammi di marijuana, parzialmente già confezionati in dosi, oltre a un bilancino digitale di precisione, il tutto sottoposto a sequestro. L’arrestato è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, come disposto dall’Autorità Giudiziaria. (Foto archivio).
Mesagne. Perseguita la sua ex, arrestato
Mesagne. Atti persecutori nei confronti della ex compagna, disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari.
I Carabinieri della Stazione di Mesagne hanno eseguito un’ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Brindisi, nei confronti di un 36enne del luogo. Il provvedimento cautelare scaturisce in seguito al reato di da atti persecutori posti in essere nei confronti della ex compagna, commessi da maggio 2020 al febbraio 2021. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato tradotto presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari.
Il deposito costiero senza uno studio di fattibilità. La “transizione ecologica” negata a Brindisi
Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha conferito la delega per la transizione ecologica ed energetica, riconoscendone l’assoluta necessità e la centralità nel recovery plan, ma a Brindisi le grandi imprese continuano a condizionare le scelte industriali e politico-istituzionali.
Com’è notorio, ENEL vorrebbe realizzare una nuova centrale termoelettrica alimentata a metano che non trova alcuna giustificazione nella transizione energetica e che assurdamente il consorzio di imprese PROMETEUS prova a sostenere con la propria proposta di realizzare un impianto fotovoltaico che fornirebbe anche idrogeno, snaturando la sua origine green, a detta centrale.
Nel porto di Brindisi è prevista da EDISON la realizzazione di un deposito costiero di GNL della capacità di 19.950 mc3 (volutamente al di sotto dei 20.000 mc3 che impongono la Via nazionale) e sono previsti dragaggi di fondali nell’area del canale Pigonati e di sant’Apollinare ed una immensa colmata nell’area di Costa morena Est addirittura scavando fino a meno 27 metri rispetto al livello del mare.
Ai destinatari della presente, abbiamo chiesto da tempo di assumere una posizione chiara ed ufficiale che, al di là delle rispettive posizioni sugli argomenti citati, tenga conto delle acclarate destinazioni d’uso delle aree interessate (a cominciare da quanto previsto nel documento programmatico preliminare del PUG e dalla individuazione dell’area di costa morena da riservare alla logistica, alla retro portualità ed allo scalo intermodale).
Abbiamo anche evidenziato che, per quel che attiene il deposito costiero, è mancato uno studio di fattibilità che esaminasse diversi siti possibili e prevedesse anche l’opzione zero e, solo in caso di individuazione scientificamente comprovata di un sito possibile, il ricorso alla VIA; abbiamo anche fatto presente che è giuridicamente inaccettabile che caratterizzazioni dei sedimenti da rimuovere con i dragaggi e pareri e giudizi assolutamente preliminari ed eventualmente pregiudiziali rispetto al giudizio di compatibilità ambientale sulle opere portuali, possano essere “semplicemente” inclusi in prescrizioni all’interno di un giudizio di compatibilità positivo.
Al Sindaco Riccardo Rossi chiediamo con la presente, - tenendo conto che i procedimenti in corso rischiano di concludersi in presenza di evidenti vizi formali - di comunicare ed ufficializzare le determinazioni dell’amministrazione comunale e di quella provinciale, in relazione all’assenza del citato studio di fattibilità e del preannunciato giudizio di compatibilità ambientale e dei conseguenti effetti di natura ambientale e sanitaria rivenienti dall’autorizzazione e dalla realizzazione delle opere richiamate.
Chiediamo, infine, di concordare un’azione comune con il Presidente della Giunta Regionale Pugliese, Michele Emiliano, per impedire che i ministeri competenti possano assumere futuri provvedimenti autorizzativi in presenza dei vizi formali e nei procedimenti in corso che, in caso di autorizzazione, ci riserviamo di sottoporre all’attenzione dell’autorità giudiziaria competente.
Brindisi 17 febbraio 2021
FORUM AMBIENTE SALUTE E SVILUPPO
FONDAZIONE DI GIULIO
ITALIA NOSTRA
LEGAMBIENTE
MEDICI PER L'AMBIENTE-ISDE Brindisi
NO AL CARBONE
MOVIMENTO NOTAP/SNAM Brindisi
SALUTE PUBBLICA
WWF Brindisi
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PESCA: COLDIRETTI PUGLIA, CON USCITE RIDOTTE A 1/3 ADDIO PESCE PUGLIESE
La drastica riduzione delle giornate di pesca a circa 130 all’anno mette a rischio il futuro della flotta a strascico pugliese, il segmento più importante per occupazione e produzione ittica, dopo che le marinerie hanno già perso un fatturato da 30 milioni di euro a causa dell’emergenza Covid. E’ quanto denuncia Coldiretti Impresapesca, a seguito della pubblicazione del decreto della Direzione Generale della Pesca e dell’Acquacoltura del Ministero delle Politiche agricole che impone un nuovo taglio all’attività di pesca nei mari italiani colpendo un settore che ha già pagato un conto salato all’emergenza Covid per effetto di produzione invenduta, crollo dei prezzi e chiusura dei ristoranti, assieme alle forniture di pesce sulle tavole, aprendo un varco sempre più ampio alle importazioni dall’estero.
“La situazione delle marinerie in Puglia è molto grave per il crollo della domanda sui mercati italiani ed esteri a causa del Covid con l’azzeramento degli ordini, per la chiusura 7 giorni su 7 dei ristoranti. L’effetto della pandemia è stato il crollo delle vendite del pesce fresco, a favore del prodotto surgelato, mentre 8 pesci su 10 consumati sono stranieri spesso senza che i consumatori lo sappiano. Una crisi quella del settore ittico, che si trascina da 30 anni in un mercato, quello del consumo del pesce, che aumenta, ma sempre più in mano alle importazioni”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
Con la riduzione delle uscite della flotta operante con sistemi a traino – sottolinea Coldiretti Puglia - le giornate di effettiva operatività a mare passano a non più di 130/160 gg. di media all’anno. Un numero di giornate che varia da zona di pesca a zona di pesca (Gsa) e dimensione delle barche e che rende non più sostenibile l’attività di pesca per la flotta nazionale, considerata anche l’assenza di sostegni e di ammortizzatori capaci di rendere sostenibile le interruzioni e l’economica delle imprese.
“In Puglia paradossalmente i consumi di pesce sono già tra i più bassi d’Italia – insiste il presidente Muraglia - nonostante sia una regione con una tradizione marinara molto forte. Solo il 56,6% dei pugliesi consuma pesce almeno una volta alla settimana, al 14esimo posto della classifica nazionale, ne mangiano meno di campani, marchigiani, lucani, umbri, abruzzesi, toscani, valdostani e liguri. La diminuzione del consumo di pesce azzurro impatta direttamente anche sulla salute, visto che questi prodotti hanno importanti caratteristiche nutrizionali, essendo i più ricchi in assoluto per contenuto di Omega3, che proteggono il cuore, sostengono il metabolismo e combattono l’invecchiamento”.
Coldiretti-Impresapesca chiede che, con il nuovo Ministro, si possa, nel più breve tempo possibile, affrontare il problema delle giornate di pesca, rinegoziando la riduzione delle giornate di pesca oppure dando le opportune coperture di sostegno alle imprese costrette alla inattività. Va infine valutato il danno che tale restrizione sta causando a tutta la filiera ed alle imprese che operano a monte ed a valle della produzione. Novità del Decreto, contestate delle imprese del settore, sono la scelta irrevocabile per l’anno 2021 dell’utilizzo esclusivo dell’attrezzo.
Gli operatori lamentano che siamo difronte solo a restrizioni senza efficaci sostegni in materia di sostenibilità economica e sociale, con una flotta che ha ormai un età media che si avvicina a 40 anni ed addetti che hanno un età media interno ai 51 anni, a fronte di una mancanza di supporti comunitari alla flotta e senza un valido sistema di ammortizzatori sociali per i lavoratori è inutile sperare in un rilancio.
Una misura che impatta sulla sopravvivenza delle 1.500 imbarcazioni pugliesi – ricorda Coldiretti - ma anche sulla salute dei cittadini poiché con la riduzione delle attività di pesca viene meno anche la possibilità di portare in tavola pesce Made in Italy, favorendo le importazioni dall’estero di prodotti ittici che non hanno le stesse garanzie di sicurezza di quelle tricolori.
Il consumo pro capite degli italiani è di circa 28 kg di pesce all’anno – sottolinea Coldiretti - superiore alla media europea ma decisamente basso se confrontato con quello di altri Paesi che hanno un’estensione della costa simile, come ad esempio il Portogallo, dove se ne mangiano quasi 60 kg, praticamente il doppio.
E intanto la flotta peschereccia pugliese, denuncia Coldiretti regionale, ha perso oltre 1/3 delle imprese e 18.000 posti di lavoro, con un contestuale aumento delle importazioni dal 27% al 33%.Di assoluto rilievo i numeri del settore in Puglia, conclude Coldiretti, il cui valore economico è pari all’1% del PIL pugliese e arriva fino al 3,5% se si considera l’intero indotto, conta 5000 addetti, 10 impianti di acquacoltura e mitilicoltura. Le aree vocate sono prioritariamente Manfredonia, Molfetta, sud Barese, Salento, dove il pescato più importante è costituito da gamberi, scampi, merluzzi.
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Covid a Mesagne. Oggi sono complessivamente 73 i casi positivi
Emergenza epidemiologica: la situazione a Mesagne, la rilevazione della variante inglese in Puglia.
ON. VALENTINA PALMISANO (M5S) “Nuove risorse per le assunzioni di assistenti sociali: 180 milioni di euro per i Comuni”
Rafforzare la rete dell’ assistenza, soprattutto in questo periodo di forte disagio per migliaia di famiglie: 180 milioni di euro a disposizione dei Comuni . Sono state indicate dal Ministero del Lavoro, infatti, le linee guida per l’erogazione delle risorse, stanziate poche settimane fa nella Legge di Bilancio. Si tratta di contributi finalizzati all’assunzione a tempo indeterminato di assistenti sociali nei territori. « Un risultato atteso e che premia il lavoro quotidiano – spiega l’on. Valentina Palmisano- svolto dal Movimento Cinque Stelle e dell’ex Ministra del lavoro e delle Politiche sociali Nunzia Catalfo». Sin dalle prime fasi di valutazione del provvedimento l’obiettivo è stato quello di migliorare il numero di operatori presenti sul territorio rispetto al numero degli abitanti. «Il sistema dei servizi sociali comunali soprattutto in una fase emergenziale come questa, assume un ruolo fondamentale, in un'ottica di contrasto alla povertà e di salvaguardia della dignità sociale. Il contributo economico sarà –continua la parlamentare brindisina del Movimento Cinque Stelle- a favore degli Ambiti sociali territoriali, che dovranno di conseguenza valutare le necessità all’interno dei comuni di riferimento». Per definire il contributo spettante, ciascun Ambito territoriale dovrà inviare, entro il 28 febbraio prossimo, un prospetto riassuntivo al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. «Invito tutte le amministrazioni pugliesi, attraverso ogni singolo Ambito territoriale, a dare seguito a questa possibilità offerta dal Governo. E’ una misura reale e concreta a supporto delle famiglie costrette, anche a causa dell’emergenza sanitaria, a vivere condizioni di disagio quotidiano».
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Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi, mercoledì 17 febbraio 2021 in Puglia, sono stati registrati 10.374 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 883 casi positivi: 342 in provincia di Bari, 80 in provincia di Brindisi, 89 nella provincia BAT, 98 in provincia di Foggia, 72 in provincia di Lecce, 197 in provincia di Taranto, 3 residenti fuori regione, 2 casi di provincia di residenza non nota.
Sono stati registrati 17 decessi: 7 in provincia di Bari, 1 in provincia BAT, 2 in provincia di Foggia, 4 in provincia di Lecce, 2 in provincia di Taranto, 1 residente fuori regione.
Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 1.458.849 test.
95.372 sono i pazienti guariti.
38.034 sono i casi attualmente positivi.
Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 137.078, così suddivisi:
51.995 nella Provincia di Bari;
14.804 nella Provincia di Bat;
10.100 nella Provincia di Brindisi;
28.194 nella Provincia di Foggia;
11.589 nella Provincia di Lecce;
19.677 nella Provincia di Taranto;
571 attribuiti a residenti fuori regione;
148 provincia di residenza non nota.
I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.
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Mesagne. Torna a nuova vita il palazzo Carrozzo-Savino
Il restauro del centro storico di Mesagne continua a far emergere gioielli architettonici da anni in attesa di una degna ristrutturazione. È il caso del palazzo Carrozzo-Savino che svetta in via Geofilo. Una dimora nobiliare che dal 1930 appartiene alla famiglia Carrozzo. L’antico palazzo, almeno in parte, diventerà dalla prossima primavera un bed and breakfast di lusso capace di ospitare 18 persone divise in sei stanze arredate rispettando la destinazione originaria della dimora. Fino a qualche anno fa questa residenza era occupata da Elena Carrozzo scomparsa all’età di 91 anni. Elena era figlia del veterinario comunale Rodolfo Carrozzo, professionista impegnato a Mesagne all’inizio del secolo scorso. La famiglia Carrozzo acquistò il palazzo dai signori Fazzi di Lecce poiché uno dei figli era stato sposato con una Profilo. Per arrivare alla realizzazione del b&b gli attuali proprietari, l’ingegnere Giorgio Vece e la signora Marinella Savino, figlia di Elena, hanno promosso un dettagliato progetto di restauro conservativo dell’immobile durato circa tre anni. Un’opera privata che arricchirà molto il cuore antico della città e che sarà destinato ad un progetto di accoglienza che va ben oltre il semplice pernotto. Il b&b “Donna Elena”, infatti, è nato anche per rispettare l’amore che la signora Carrozzo ha sempre avuto per quella dimora. Basti pensare che negli anni del dissesto idrogeologico Elena non ha mai abbandonato la sua antica residenza. Ha preferito vivere in mezzo alle travi in legno e alle impalcature per oltre 11 anni piuttosto che lasciare questa parte della città.
Da questo amore per il centro storico è scaturito un intervento di recupero e restauro meticoloso finalizzato alla conservazione di un immobile di alto pregio. Per evitare che elementi estranei alla storia del palazzo potessero inficiare il restauro conservativo, i nuovi proprietari hanno voluto che venisse riutilizzato tutto il materiale esistente senza disperdere nulla. Sono stati recuperati i mobili, gli infissi, le porte interne, le pietre e ogni altri elemento esistente. Dietro alle carte da parati sono apparsi le firme degli artigiani che nel 1947 posizionarono questi elementi di arredamento. “Nella fase di recupero di vecchi armadi che si trovano in una antica dispensa – ha spiegato l’ingegnere Vece – abbiamo scoperto che per costruire questi mobili erano stati utilizzati degli assi di legno proveniente da un soffitto a cassettoni. Questi legni sono stati affidati ad una restauratrice che cercherà di recuperarli. Da una prima valutazione storica su alcune cromie rintracciate sul legno questo materiale è stato datato al 1600. È stata una scoperta del tutto casuale che ci ha riportato alla mente i racconti di donna Elena che ci parlava dell’esistenza di una antica cappella interna alla casa dedicata a Santa Barbara. Pensiamo che questo legno possa provenire da questa cappella distrutta durante il restauro avvenuto nel primo dopoguerra”. Esternamente si sta recuperando l’intero immobile compreso il portone, databile alla fine del ‘600 ed inizio ‘700 e uno stemma araldico in cui si notano una pianta di ulivo, Nettuno, l’angelo del vento e un elmo finemente curato con piumaggio e altri particolari.
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Fauna selvatica stremata dal freddo: il Consorzio di Torre Guaceto salva 5 esemplari
Gli ultimi arrivati nei centri recupero di Torre Guaceto sono quattro tartarughe marine ed una civetta. Le Caretta caretta hanno pochi mesi di vita, il rapace è un adulto. Problematiche diverse, animali diversi tutti accomunati dalle difficoltà che hanno dovuto affrontare in questi giorni freddi.
Sono tanti i fattori che mettono quotidianamente a rischio la vita della fauna selvatica, l’impatto negativo esercitato dall’uomo sull’ambiente e, quindi, lo stravolgimento climatico in corso, è la prima e più grande insidia alla loro sopravvivenza e i soccorsi effettuati nelle ultime ore ne sono un promemoria.
La neve e le basse temperature che hanno caratterizzato lo scorso weekend e l’inizio di questa settimana hanno creato non pochi problemi sia agli animali marini, sia a quelli terrestri.
Le mareggiate ed il freddo hanno provocato lo spiaggiamento di quattro tartarughe di pochi mesi, il personale del Consorzio ha effettuato il loro recupero poco prima che fosse troppo tardi e l’intervento di alcuni cittadini coscienziosi è stato fondamentale.
La prima Caretta caretta è stata soccorsa nella marina di Torre Santa Sabina. Un ragazzo l’ha notata mentre passeggiava sulla spiaggia, la piccola era ormai gelida, agonizzante, lui non ci ha pensato un attimo, ha chiamato il Consorzio di gestione della riserva e ha fatto quanto poteva per riscaldare la tartaruga. Quando il personale è giunto sul posto per recuperala, il ragazzo stava provando a tenerla al caldo nel suo giubbotto.
La seconda è stata avvistata lungo la spiaggia di Punta Penna Grossa, nell’area protetta, da un residente della borgata di Serranova, la terza è stata soccorsa da uno sportivo lungo la costa di Brindisi, l’ultima è stata recuperata poco più lontano da una coppia di turisti inglesi. Anche in questi tre casi, le tartarughe erano già vicine all’ipotermia, e grazie alla segnalazione dei cittadini, il Consorzio ha potuto recuperarle e portarle nel centro di Torre Guaceto.
Arrivate in riserva, è iniziata la procedura di lento riscaldamento necessaria per salvare la vita delle tre Caretta caretta. Le piccole non sono ancora fuori pericolo, ma pian piano stanno recuperando le forze.
Il quinto esemplare, invece, è stato soccorso a Brindisi, nel quartiere Paradiso, e questa volta il grande merito dell’avvistamento va ad un altro animale. Un ragazzo stava passeggiando con il suo cane, quando questo ha iniziato ad abbaiare in modo anomalo, a terra c’era una civetta ferita. Il ragazzo ha subito telefonato al Consorzio ed il personale si è precipitato per recuperarla.
Il rapace ha un femore fratturato ed ora riceverà tutte le cure di cui necessita per tornare ad un ottimale stato di salute.
Questi ultimi recuperi evidenziano quanto l’uomo sia capace influire sull’ambiente e sulla vita degli animali. Se da un lato gli ultimi piccoli soccorsi hanno rischiato di morire a causa dei cambiamenti climatici provocati dall’essere umano, dall’altro si sono salvati perché quattro persone si sono preoccupate per loro.
“La coscienza e la sensibilità dimostrata da questi cittadini ci commuove – ha commentato Corrado Tarantino, presidente del Consorzio di Torre Guaceto -, da sempre dedichiamo tutte le forze possibili alla sensibilizzazione della comunità locale sui temi della tutela dell’ambiente e degli animali e quando raccogliamo i frutti del nostro lavoro, non possiamo che essere felici”.
Salvare la vita di un animale selvatico in difficoltà è facile, basta chiedere l’intervento del personale di Torre Guaceto telefonando al 335/5230215.
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Denunciato per guida senza patente
Brindisi. Reitera la violazione di guida con patente revocata, denunciato.
Nel tardo pomeriggio del 16 febbraio, i Carabinieri della Sezione Radiomobile di Brindisi sorprendono, per la seconda volta nel biennio, un 41enne del luogo, alla guida della sua autovettura sprovvisto della patente di guida perché revocata. L’uomo è stato denunciato e il veicolo sottoposto a sequestro amministrativo.
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