Redazione
DASPO WILLY” PER 7 GIOVANI MESAGNESI
Prosegue l’attività di prevenzione e contrasto portata avanti dalla Polizia di Stato di Brindisi nei confronti dei comportamenti devianti commessi in ambito urbano. Il Questore Giampietro Lionetti ha emesso 7 provvedimenti di Divieto di Accesso ai Centri Urbani (cd. “Daspo Willy”) a seguito di due violente risse avvenute a Mesagne lo scorso gennaio in luoghi pubblici assiduamente frequentati da giovani e in una zona vicina ad un viale ad intenso flusso veicolare.
Il primo episodio, che ha coinvolto quattro persone, si è verificato la notte del 5 gennaio all’esterno di un locale commerciale rinomato per la movida mesagnese.
La seconda rissa, avvenuta la notte del 13 gennaio, ha avuto luogo nei pressi di un’attività commerciale sita all’interno di una stazione di servizio.
In entrambe le circostanze sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Mesagne, che nelle successive indagini hanno identificato i responsabili, segnalandoli alla Divisione Polizia Anticrimine della Questura per la conseguente attività istruttoria finalizzata all’adozione del c.d. “Daspo Willy”.
In considerazione della gravità delle condotte, ritenute pericolose per l’ordine pubblico e la sicurezza,
e dell’allarme sociale suscitato, il Questore Lionetti ha disposto il “Daspo Willy” nei confronti dei 7 soggetti identificati, al fine di garantire la tutela dei cittadini abituali frequentatori dei locali teatro degli eventi delittuosi e prevenire episodi analoghi in futuro.
Nei confronti dei destinatari della misura di prevenzione, infatti, è stato disposto, per la durata un anno, il divieto di accedere e stazionare, nelle ore serali e notturne, nei luoghi e nelle immediate vicinanze, dove sono avvenuti i fatti.
Consiglio provinciale: approvati tutti gli ordini del giorno
Il Consiglio Provinciale di Brindisi, riunitosi oggi in 1^ convocazione con 8 presenti su 13, ha esaminato e approvato tutti gli argomenti iscritti all’ordine del giorno:
Avviso pubblico - Proposte eventi MesagnEstate 2025”
Il Comune di Mesagne informa che sul sito istituzionale dell’Ente è disponibile lavviso pubblico esplorativo per lindividuazione delle proposte da inserire nel cartellone dellestate mesagnese 2025. La domanda di partecipazione, compilata sullapposito modulo (Allegato A) e sottoscritta dal soggetto richiedente, dovrà essere presentata entro le ore 12:00 del giorno 30 aprile 2025 mediante una delle seguenti modalità:
Grano duro, crollo quotazioni. Cia Puglia: “Rischio fallimento per la cerealicoltura”
Grano duro, crollo quotazioni. Cia Puglia: “Rischio fallimento per la cerealicoltura”
Alla Borsa Merci di Bari, decremento di 6 euro per il cereale di punta, addirittura meno 8 euro a Foggia
Sicolo: “I consumatori scelgano solo pasta 100% di grano italiano. Il Governo respinga il gioco delle lobby”
“Invitiamo il Governo a promuovere il consumo della pasta realizzata al 100% con grano italiano”
“Le quotazioni del grano duro italiano mortificano il lavoro dei nostri cerealicoltori. Veniamo da tre anni disastrosi per il settore cerealicolo, con prezzi di produzione in continuo aumento e redditività per i produttori in continua discesa. In questo modo, non solo il futuro, ma anche il presente della cerealicoltura italiana è a serio rischio di fallimento”.
È con queste parole che Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani e presidente regionale della Puglia per l’organizzazione, commenta il crollo delle quotazioni del grano duro registrato dalle Borse Merci di Bari e di Foggia. Martedì 1 aprile, a Bari, il grano duro “fino” è stato quotato a 324-329 euro alla tonnellata, vale a dire 6 euro in meno rispetto alla settimana precedente. Il 2 aprile, a Foggia, lo stesso fino è stato valutato 322-327 euro alla tonnellata, con un decremento di 8 euro rispetto all’ultima seduta di marzo.
“Il valore di riferimento accordato al prodotto di punta della nostra cerealicoltura è ancora troppo basso. Gli scenari internazionali stanno lentamente cambiando, ma l’Europa appare ancora sotto scacco, incapace di riattivare dinamiche utili a rilanciare e tutelare la propria agricoltura. È uno scenario sinceramente inaccettabile”, aggiunge Sicolo. “Siamo tornati alle quotazioni dei tempi più cupi della cerealicoltura italiana, ma i costi per produrre il grano invece sono stati continuamente aggiornati con una serie di aumenti insostenibili. Per non parlare delle mutate condizioni climatiche che hanno fatto crescere in modo esponenziale i rischi d’impresa per le aziende agricole, con eventi calamitosi sempre più frequenti e ravvicinati. Sono cresciuti anche i costi per le polizze assicurative sulle calamità naturali. Tutto aumenta, perfino pane e pasta mantengono un livello molto elevato di prezzi, a essere penalizzati, dunque, sono soltanto i consumatori e gli agricoltori”. CIA Agricoltori Italiani, sia a livello nazionale sia attraverso la mobilitazione costante e continua di CIA Puglia sul territorio, negli ultimi tre anni ha sollevato con forza la questione cerealicola: petizioni, manifestazioni e un dialogo fitto con le istituzioni a tutti i livelli hanno più volte rimarcato il rischio di una vera e propria “desertificazione” economica per la cerealicoltura italiana.
Le importazioni massicce, lo squilibrio lungo la catena di filiera a tutto svantaggio dei produttori, la crescita dei costi di produzione, la siccità e le croniche lacune infrastrutturali subite dalla nostra agricoltura stanno mettendo a serio rischio la nostra cerealicoltura, con disinvestimenti resi ormai evidenti dalla diminuzione dei terreni seminati a grano.
“Stiamo lottando con tutte le nostre forze per Granaio Italia e l’attivazione del Registro Telematico. Continueremo a batterci in questa direzione e siamo ancora più convinti che servano ulteriori azioni e anche una presa di posizione forte da parte dei consumatori. E allora lo ripetiamo: scegliete solo pasta realizzata al 100% con grano italiano. Ci aspettiamo che anche il Governo nazionale respinga l’azione delle lobby che stanno mettendo a repentaglio la nostra sovranità cerealicola appoggiando le proprie speculazioni con un ricorso massiccio alle importazioni di grano dall’estero. “Invitiamo il Governo a promuovere il consumo della pasta realizzata al 100% con grano italiano”.
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Il Comune partecipa alla campagna R1PUD1A di EMERGENCY
Lo striscione "Questo Comune R1PUD1A la guerra" sventola su Palazzo di Città di Fasano. Un gesto semplice, con una forza simbolica straordinaria, per rappresentare un segno tangibile di unione e determinazione nella difesa dei più alti valori costituzionali.
L’articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana sancisce che «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo». E facendo suo questo concetto il Comune di Fasano ha aderito alla campagna R1PUD1A promossa da EMERGENCY in queste settimane, che coniuga uno dei termini più rappresentativi del dettato costituzionale “ripudia”, con il numero 11
Il Comune di Fasano ha esposto su Palazzo di Città lo striscione “Questo Comune R1PUD1A la guerra” mostrando la volontà di manifestare in difesa della pace e ripudiando la guerra in ogni sua forma.
«Con l’adesione alla campagna di Emergency - dichiara il consigliere comunale Donato Marino, delegato per il Coordinamento dell’accoglienza e la promozione della cultura dell’inclusione e della pace - vogliamo ribadire con forza la centralità e l’irrinunciabilità dei principi stabiliti dall’articolo 11 della Costituzione. La pace è uno dei cardini su cui si fonda la nostra cultura e la nostra società. Ricordarlo in tempi come questi, con tensioni e conflitti che caratterizzano più fronti internazionali, è più che mai essenziale. In un momento storico delicatissimo come quello che stiamo vivendo, nel quale la rincorsa agli armamenti sembra essere l'unica strada percorribile per la risoluzione dei conflitti, non possiamo restare silenti. A maggior ragione se si consideri che nelle guerre è sempre la popolazione civile a pagare il prezzo più alto, con morti, feriti, violenze e privazioni di ogni genere. Aderire a questa campagna significa ribadire, come Amministrazione, che i conflitti armati sono una sconfitta per tutti e che occorre recuperare la centralità della diplomazia, della Politica e della Pace».
L’apice di questa iniziativa si avrà martedì 15 aprile alle 11:00, quando una rappresentanza di studenti delle Scuole primarie e medie di tutto il Comune di Fasano si ritroverà in piazza Ciaia, proprio ai piedi dello striscione esposto sul Palazzo di Città, per la presentazione ufficiale della iniziativa alla presenza dei volontari di Emergency e dei rappresentanti dell'Amministrazione comunale.
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“OVER THE ROCK” AL VERDI: QUANDO LA MUSICA È LEZIONE DI VITA
C’è “Creep” dei Radiohead e “Starman” di David Bowie. Ma anche “Perfect Day” di Lou Reed e “Personal Jesus” dei Depeche Mode. Pezzi che non hanno bisogno di introduzioni, pietre angolari di un linguaggio che ha attraversato decenni senza perdere smalto, adattandosi, trasformandosi, restando punto di riferimento per almeno tre generazioni. Saranno alcune delle tracce scelte per “Over the Rock”, terzo concerto della rassegna “Verdi in Rock”, in programma mercoledì 9 aprile alle ore 20.30 nel foyer del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi.
Gli ultimi biglietti - posto unico, 10 euro - sono disponibili al botteghino del teatro, aperto dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16.30 alle 18.30, mentre il giorno dello spettacolo sarà attivo dalle 11 alle 13 e dalle 19 fino all’inizio del concerto. Info T. 0831 562 554 e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
A portare in scena il concerto saranno gli allievi della scuola di musica “Girolamo Frescobaldi” di Brindisi, accompagnati dai loro maestri. Una serata pensata per omaggiare la grande musica del passato e del presente e per mostrare il processo educativo e creativo che si sviluppa nei laboratori di musica d’insieme. In questo caso tre: “Fresh Percussion”, “Jazz-Rock Impro” e “Pop Rock Lab”, ognuno con una propria identità, ciascuno con un diverso modo di esplorare la materia musicale.
Tra le figure di riferimento del progetto Camillo Fasulo, storico e appassionato direttore della scuola che da decenni guida con competenza e discrezione il percorso formativo di centinaia di giovani musicisti brindisini. Fasulo è molto più che un docente, è un artigiano del suono, un costruttore di visioni musicali, un educatore capace di far convivere rigore e libertà: coordina l’intero progetto e firma anche le composizioni originali del laboratorio “Fresh Percussion”, in cui gli allievi delle classi di batteria danno vita a una suite ritmica ispirata al tema della guerra e della condizione umana nel tempo presente. I quattro brani - “I Flussi del Tempo”, “Mai più crudeltà”, “Turn Around” e “Banchetto” - alternano pulsazioni primitive a risonanze globali evocando mondi e conflitti attraverso la forza espressiva delle percussioni. Il lavoro si basa su un’idea semplice ma mai scontata: la musica può descrivere ciò che le parole faticano a dire.
Segue il laboratorio “Jazz-Rock Impro”, curato dal maestro Carlo Gioia, in cui l’improvvisazione prende il posto della partitura. I musicisti, provenienti da percorsi diversi, interagiscono in tempo reale su standard come “Feeling Good” (Nina Simone), “This Is What You Are” (Mario Biondi), “The Chicken” (Jaco Pastorius) e “Superstition” (Stevie Wonder). L’approccio è quello del jazz contaminato dal funk, dal soul, dal rock: una miscela fluida in cui si sperimenta l’arte del dialogo musicale, l’interplay, la capacità di costruire collettivamente una narrazione sonora istantanea. A colpire è la naturalezza con cui i giovani affrontano linguaggi complessi, superando l’idea tradizionale di esecuzione e imparando a “comporre” in tempo reale.
Chiude la serata il “Pop Rock Lab”, condotto dal maestro Alessandro Muscillo, che lavora sulla canzone, sulla sua struttura, sul modo di interpretarla, arrangiarla e condividerla. I giovani musicisti che lo compongono si confrontano con brani molto noti, dal pop elettronico dei Liquido con “Narcotic” alla raffinatezza soul di Alanis Morissette in “Ironic”, passando per la tensione introspettiva di “Creep”, fino all’eleganza minimale di “Perfect Day” e alla carica espressiva di “Starman”. Il laboratorio si offre come un ambiente in cui si impara a suonare con e per gli altri. Le canzoni diventano strumenti per esercitare l’ascolto reciproco, l’empatia, la capacità di restare dentro un’armonia comune senza annullare la propria voce. Il laboratorio insiste anche su un altro aspetto centrale del rock: la canzone come racconto individuale e collettivo, come diario sonoro in cui trovano posto inquietudini, desideri, visioni.
“Over the Rock” è più che un concerto, è la fotografia di un processo. La rassegna “Verdi in Rock”, promossa dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi, nasce con l’idea di raccontare le forme e le metamorfosi del rock attraverso le esperienze didattiche e laboratoriali delle scuole musicali del territorio. La scuola “Frescobaldi”, con i suoi tre laboratori, porta un contributo originale a questo racconto: fatto di studio, passione, ascolto e lavoro collettivo. Un modo per restituire alla città un frammento autentico del percorso educativo che ogni giorno si costruisce con pazienza nelle aule tra spartiti, strumenti e silenzi carichi di attesa.
Programma della serata
Fresh Percussion
Brani originali composti dal M° Camillo Fasulo:
“I Flussi del Tempo”
“Mai più crudeltà”
“Turn Around”
“Banchetto”
Jazz-Rock Impro
“Feeling Good” - Nina Simone
“This Is What You Are” - Mario Biondi
“The Chicken” - Jaco Pastorius
“Superstition” - Stevie Wonder
Pop Rock Lab
“Narcotic” - Liquido
“Ironic” - Alanis Morissette
“Creep” - Radiohead
“Personal Jesus” - Depeche Mode
“Perfect Day” - Lou Reed
“Starman” - David Bowie.
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Bando abitazioni di edilizia residenziale pubblica
La responsabile del procedimento, dott.ssa Rosanna Russi precisa: «Il link fornito sarà attivo dal 10 aprile 2025, data in cui sarà possibile presentare istanza»
Fasano – Con riferimento all’apertura del termine per la presentazione delle istanze per la formazione della nuova graduatoria degli aventi diritto alle abitazioni di edilizia residenziale pubblica, la responsabile del procedimento, dott.ssa Rosanna Russi fornisce un chiarimento: «Il link fornito con il precedente comunicato stampa, che rimanda alla sezione Servizi al Cittadino – Bandi, sarà attivo a partire dal 10 aprile sino alle ore 23:59 del 31 maggio 2025, termine ultimo per la presentazione delle istanze tramite apposito FORM».
Per facilitare l’accesso e l’uso della piattaforma digitale, i cittadini interessati possono coinvolgere i CAF e le OOSS con apposito atto di delega.
Inoltre, possono fornire supporto anche i punti di facilitazione digitale con personale qualificato che sarà a disposizione per assistere tutti coloro che non dispongono di dispositivi connessi o che necessitano di indicazioni nell'utilizzo degli strumenti online.
Si ricorda l’utenza che nel territorio Comunale sono presenti n.3 punti di facilitazione digitale:
- PALAZZO DELL’OROLOGIO, Piazza Ciaia (Giorni e orari di apertura: martedì e giovedì dalle ore 8:30 alle ore 12:30);
- PRESIDIO TERRITORIALE ASSISTENZIALE (PTA) DI FASANO – Via Nazionale dei Trulli (Giorni e orari di apertura: lunedì e mercoledì dalle ore 8:30 alle ore 12:30);
- UFFICIO DELEGAZIONE ANAGRAFE COMUNALE – PEZZE DI GRECO- Corso Nazionale (Giorni e orari di apertura: venerdì dalle ore 8:30 alle ore 12:30);
I requisiti di accesso e la documentazione da allegare sono specificatamente indicati nel bando.
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AGRUMI: COLDIRETTI PUGLIA, CRESCE ALLARME PER ARANCE CON ‘MACCHIA NERA’ DALL’ESTERO; STOP VIRUS ALIENI IN PUGLIA
In 6 mesi da luglio a dicembre 2024 è stata accertata la presenza della Citrus black – spot su 31 carichi di agrumi
dal Sud Africa, 9 dallo Zimbabwe, 3 dall’Argentina, 1 dall’Uruguay e 1 dalll’Eswatini
Cresce l’allarme per le importazioni dall’estero di arance contaminate dal fungo della ‘macchia nera’ con il moltiplicarsi di intercettazioni di organismi nocivi presenti nelle merci importate. A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia, sulla base del report dell’Europhyt Interceptions che ha tracciato solo da luglio a dicembre 2024 la presenza della Citrus black – spot su 31 carichi di agrumi dal Sud Africa, 9 dallo Zimbabwe, 3 dall’Argentina, 1 dall’Uruguay e 1 dall’Eswatini, su cui è stato rinvenuto l’organismo nocivo.
Intanto, è stato pubblicato il regolamento di esecuzione UE n° 505/2025 che proroga le misure temporanee relative agli agrumi provenienti da Argentina, Brasile, Sudafrica, Uruguay e Zimbabwe, al fine di impedire l’introduzione e la diffusione nel territorio dell’Unione del parassita Phyllosticta citricarpa, malattia definita della macchia nera degli agrumi, detta anche black-spot. Il regolamento entrato in vigore il 1° aprile 2025 e proroga tali misure fino al 31 marzo 2028, come richiesto da Coldiretti che avrebbe però voluto che fossero potenziati i meccanismi di blocco delle importazioni qualora siano riscontrate un numero di violazioni tale da mettere a repentaglio le produzioni di agrumi europee.
“La Puglia non può permettersi l’invasione di altri virus alieni, dopo la ‘tristeza’ degli agrumi e la Xylella fastidiosa. Ogni anno le campagne agrumicole in Puglia subiscono insidie letali per il settore, dalle importazioni selvagge di prodotto dall’estero senza passaporto verde, al crollo dei prezzi, ai rischi ambientali che le imprese agricole stanno subendo quotidianamente, un trend drammatico che ha effetti pesanti sul piano economico e occupazionale per le imprese agricole, ma anche dal punto di vista ambientale e per la salute dei consumatori, su cui è necessario intervenire drasticamente”, denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo.
Il Sudafrica in particolare – denuncia Coldiretti regionale - esporta arance contaminate dalla “macchia nera”, una malattia altamente contagiosa che provoca una diminuzione della qualità e della quantità dei frutti che non possono più essere venduti sul mercato fresco. Dalla black – spot alla 'Tristeza' degli agrumi (Citrus tristeza virus) al mal secco (Plenodomus tracheiphilus) è allarme per l’invasione in Puglia di virus e patogeni alieni che causano danni nei campi distruggendo le coltivazioni. Il Phyllosticta citricarpa è stato segnalato per la prima volta in Australia a Sidney nel 1895 e nel 1929 in Sud Africa lungo la costa, successivamente la sua presenza è stata segnalata e confermata in diversi paesi di Africa, America, Asia e Oceania, mentre la tristezza del agrumi (Citrus tristeza virus) è originario del sud-est asiatico – dice Coldiretti Puglia – mentre il mal secco (Plenodomus tracheiphilus) fu osservato per la prima volta nel 1834 in Grecia, nelle isole dell’Egeo, anche se si ritiene abbia origine in Asia centrale, malattie che con i cambiamenti climatici divengono sempre più aggressive.
Le importazioni dall’estero di agrumi con foglia – incalza Coldiretti Puglia - senza che siano accompagnate da regolare passaporto verde, hanno causato la rapida diffusione di patologie che hanno attaccato il patrimonio arboreo e produttivo made in Italy. Ciò espone il nostro territorio agli attacchi da parte di virus alieni, come la ‘tristeza’ degli agrumi, che arrivano da noi a causa delle ‘barriere colabrodo’ dell’UE che non controlla il materiale vegetale in entrata.
Le imprese agricole che si dedicano alla produzione di agrumi in provincia di Taranto – ricorda Coldiretti Puglia - sono 1.041, il 9% del totale dell’imprenditoria agroalimentare jonica, con una produzione di clementine, arance e mandarini di 1,9 milioni di quintali, e tale patrimonio va valorizzato attraverso un piano straordinario agrumicolo ed un sostegno al reddito, considerato anche il fatto che la concorrenza sleale dei Paesi comunitari ed extracomunitari sta determinando un calo dei prezzi di vendita del 25%. In provincia di Foggia si producono 103mila quintali di arance e limoni, in un’area ad alto rischio di dissesto idrogeologico, caratterizzata da agrumeti storici.
Sotto accusa è il sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo – insiste Coldiretti Puglia – che hanno lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Una politica europea troppo permissiva che consente l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell’Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene che devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati con estenuanti negoziati e dossier che durano anni e che affrontano un prodotto alla volta. Per effetto dei cambiamenti climatici e della globalizzazione si moltiplica l’arrivo di virus e insetti che provocano stragi nelle coltivazioni e per questo serve un cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento sia a livello comunitario che nazionale – insiste Coldiretti – anche con l’avvio di una apposita task force. Ma i cambiamenti climatici impongono una nuova sfida per le imprese agricole che richiede un impegno delle Istituzioni per accompagnare innovazione dall’agricoltura 4.0 con droni, robot e satelliti fino alla nuova genetica green no ogm alla quale la Commissione Europea, anche grazie al pressing di Coldiretti, sta finalmente aprendo le porte.
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PARCO AUGELLUZZI DIVENTA “BOSCO DIDATTICO DI PUGLIA”
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DAZI: COLDIRETTI PUGLIA, DA RINCARI PER CONSUMATORI AMERICANI A CONTRAZIONE EXPORT MADE IN ITALY
DAZI: COLDIRETTI PUGLIA, DA RINCARI PER CONSUMATORI AMERICANI A CONTRAZIONE EXPORT MADE IN ITALY; TUTTI I RISCHI CON +20%
Non va sottovalutato l’aumento dei costi di stoccaggio, tanto più sensibili se legati alla deperibilità del prodotto
Il dazio al 20% su tutti i prodotti agroalimentari Made in Italy annunciato dal presidente Donald Trump graverebbe sui consumatori americani, facendo salire i costi di 1,6 miliardi di dollari, con un calo delle vendite che danneggerà le imprese italiane, oltre ad incrementare il fenomeno dell’italian sounding che negli Stati Uniti vale 40 miliardi di euro, come rilevato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E’ quanto emerge da una stima di Coldiretti sull’imposizione di tariffe aggiuntive sul cibo Made in Italy esportato negli Usa.
A ciò va poi aggiunto il danno in termini di deprezzamento delle produzioni, da calcolare filiera per filiera, legato all’eccesso di offerta senza sbocchi in altri mercati. Senza dimenticare l’aumento dei costi di stoccaggio, tanto più sensibili se legati alla deperibilità del prodotto. L’altro fattore che preoccupa è il pericolo – continua Coldiretti - di perdere quote di mercato e posizionamento sugli scaffali, favorendo la concorrenza da parte di altri Paesi colpiti in maniera meno pesante dai dazi.
L’imposizione dei dazi avviene proprio quando ha superato 1 miliardo di euro il valore delle esportazioni di prodotti agroalimentari fatti in Puglia con destinazione USA, mentre già incombeva il fenomeno dell’italian sounding negli USA che sottrae valore alle produzioni tricolore. Già oltre due prodotti agroalimentari tricolori su tre sono falsi, senza alcun legame produttivo ed occupazionale con l’Italia. L’olio di Puglia è il prodotto agroalimentare più taroccato già sul web e nei Paesi UE, in base al rapporto delle attività di controllo dell’Ispettorato Repressione Frodi del MASAF, da cui emerge che il 26% delle irregolarità è stato riscontrato sull’olio di Puglia, il 5% delle irregolarità ha riguardato il ‘primitivo di Manduria’, l’11% il Prosecco, l’8% il Parmigiano reggiano, il 4% il Pecorino romano ed il 7% il toscano olio EVO, solo per citare i prodotti agroalimentari più conosciuti.
L’imposizione di dazi sulle esportazioni Made in Italy aprirebbe ovviamente uno scenario preoccupante, tanto più in considerazione dell’importanza che il mercato statunitense ha per le produzioni agroalimentari e non solo. Negli Usa l’agroalimentare italiano è cresciuto in valore del 17% contro un calo del 3,6% dell’export generale, confermando ancora una volta che il cibo italiano è un simbolo dell’economia del Paese. Per questo Coldiretti ritiene che debbano essere messe in campo tutte le necessarie azioni diplomatiche per scongiurare una guerra commerciale che danneggerebbe cittadini e imprese europee e americane.
Per Coldiretti questa deve anche essere l’occasione per l’Europa, che deve rimanere unita più che mai e dialogare con un'unica voce, di mettere in campo un piano di rilancio dei settori produttivi, a partire dalla sburocratizzazione, ma anche iniettando nuove risorse. Burocrazia inutile che ha rallentato tutto e colpito le nostre aziende in maniera significativa. Ci vuole un'iniezione di nuove risorse economiche. Investire in digitalizzazione e innovazione e con agricoltura precisione per quanto riguarda il nostro settore. Servono nuove risorse per internazionalizzazione e in questo momento diventa fondamentale diversificare i mercati.
Dinanzi alla decisione Usa è di vitale importanza evitare mosse avventate. Va messa in campo la diplomazia, insiste Coldiretti, con l’Italia e l’Europa che devono portare avanti il dialogo poiché la logica dei dazi e controdazi ha dimostrato nel tempo di essere miope e controproducente per tutti.
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