Redazione

Si è disputata domenica 09 Marzo 2025, presso gli impianti del Centro Ippico RED WATER di Casalini, Cisternino, la Prima tappa dei Campionati Regionali 2025 di Cross Country e Country Derby della FITETREC-ANTE.

In queste particolari specialità equestri, di cui eleganza e adrenalina costituiscono un favoloso connubio, cavalli e cavalieri si impegnano, sia nel saltare ostacoli mobili all’interno di un campo ben definito, sia nel superare ostacoli naturali fissi, come tronchi, palizzate, siepi, laghetti posti su verdi e immensi campi.

A rendere la manifestazione impeccabile, oltre che piacevole, sono stati non solo i curati spazi e le belle strutture messe a disposizione dalla famiglia Ridolfi, ma anche la precisa e dettagliata organizzazione del competente comitato organizzatore, degli Ufficiali di Gara, della segreteria e dei tecnici, ognuno irreprensibile nel proprio operato, malgrado fossero scesi in campo ben 167 binomi, 50 nel Cross Country e 117 nel Country Derby, per lo più giovanissimi provenienti da diversi centri ippici della Puglia.

Di questi erano presenti ben 10 centri ippici,  il C.I “TogetheR” di Corato, il C.I. “Red Water” di Cisternino, il C.I. “L&B/Acqua2O” di Mesagne, il C.I. “La Tumara di Otranto”, il C.I. “Le Camporelle” di Cavallino, C.I. “Fanò” di Scorrano, C.I. “Colovè” di Carpignano, ed il C.I. “Un cavallo per amico” di Cursi, Il Country Ranch di San Cataldo ed il “Ranch gli Ulivi” di Carovigno.

La bella giornata di sole, il piacevole scenario della valle d’Itria, complici, una grande partecipazione di pubblico, composto, non solo dagli addetti ai lavori, parenti e amici, ma anche da molti curiosi accorsi a vedere i piccoli cavalieri e le piccole amazzoni ha reso il tutto perfetto.

L’ Istruttrice Ridolfi Claudia titolare del centro afferma “riuscire a far gareggiare quasi 180 cavalieri in una sola giornata non è stato semplice, ma la collaborazione da parte di tutti ed il rispetto della tabella di marcia ha fatto sì che ogni cosa andasse per il verso giusto”.

“Ciò che ci contraddistingue in FITETREC non è solo la condivisione della passione per il cavallo, ma anche il forte legame di amicizia che ci unisce, che rende ogni gara una occasione in più per far festa tutti insieme, per ritrovarsi nel fantastico clima dello sport, fatto di sana condivisione, di collaborazione, di crescita, sempre e comunque nel pieno rispetto dei regolamenti federali e delle norme sulla sicurezza di cavalli e cavalieri” afferma uno degli Istruttori presenti Valerio Ostuni.

Per chi volesse partecipare, il prossimo appuntamento sarà ad Aprile in Terra d’ Otranto presso il Circolo Ippico “La Tumara”

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L'edilizia privata a Brindisi vive una fase di stallo preoccupante. Le ragioni di questa crisi sono molteplici, ma una delle principali è la mancanza di un tessuto economico solido che possa garantire ai cittadini un'occupazione stabile e ben remunerata. Senza lavoro, o con lavori precari, chi può permettersi di acquistare una casa? Il settore edilizio, tradizionalmente trainante per l'economia locale, si trova oggi a fare i conti con una drastica riduzione della domanda, dovuta proprio alla scarsa capacità del territorio di generare opportunità lavorative sicure e durature.​

A peggiorare il quadro, la fine dei bonus edilizi e l'esaurimento delle risorse del PNRR, che a Brindisi non ha comunque prodotto effetti significativi, hanno lasciato un vuoto difficile da colmare. Inoltre, il declino del ciclo industriale ha acuito ulteriormente la crisi, portando a un progressivo depauperamento del tessuto economico locale. Senza un sistema produttivo forte e dinamico, non ci sono le basi per una crescita sostenibile dell'edilizia privata.​

In questo scenario, assume particolare rilevanza il recente protocollo d'intesa siglato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy tra Eni-Versalis e le parti coinvolte. Questo accordo, che garantisce il mantenimento dei livelli occupazionali, inclusi quelli dell'indotto, rappresenta un segnale positivo per il futuro dell'industria brindisina. Sebbene alcune voci critiche abbiano espresso dubbi sulla sua efficacia, non si può negare che una grande azienda che decide di investire sul territorio e di preservare i posti di lavoro rappresenti un esempio da seguire.​

Ciò che serve a Brindisi è proprio questo: una strategia volta a rendere il territorio attrattivo per gli investimenti di altre grandi aziende. Perché ciò avvenga, occorre lavorare su più fronti: dalla pianificazione urbanistica alla disponibilità di aree idonee per nuovi insediamenti industriali e produttivi, fino alla creazione di strumenti efficaci per facilitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro.​

Un modello virtuoso da adottare per rilanciare il tessuto economico locale può essere rappresentato dalle esperienze di integrazione tra scuola e impresa, come avvenuto in Lombardia con le iniziative presentate dal Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Lì, grazie alla collaborazione tra istituzioni, aziende e sistema educativo, sono stati avviati percorsi formativi tecnico-professionali mirati, come il modello 4+2 e il potenziamento degli ITS Academy, con un tasso di placement superiore al 90%. Inoltre, iniziative come quelle della Fondazione Dalmine, che ogni anno offre oltre 25mila posti in laboratori didattici gratuiti, e i progetti di internazionalizzazione che attraggono giovani talenti, dimostrano che investire nella formazione e nella valorizzazione delle competenze tecniche può avere un impatto concreto sulla capacità di attrarre investimenti e sviluppare l’economia locale.

Un territorio che vuole crescere deve dotarsi di un sistema di formazione flessibile e rapido, capace di rispondere alle esigenze delle imprese e di preparare le risorse umane con competenze adeguate. Deve, inoltre, offrire un quadro normativo e amministrativo snello, capace di favorire chi vuole investire e creare opportunità di sviluppo.​

L'esempio di Eni-Versalis dimostra che, con il giusto approccio, è possibile mantenere e rafforzare la presenza industriale in città. Ora è necessario che altre realtà produttive seguano questa strada, contribuendo a creare un circolo virtuoso che possa ridare ossigeno anche al settore dell'edilizia privata. Solo con una visione strategica e con interventi concreti si potrà rilanciare Brindisi, restituendo fiducia ai cittadini e creando le condizioni per una crescita sostenibile e duratura.​

Angelo Contessa, Presidente ANCE Brindisi

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Svetta l’agroalimentare Made in Puglia all’estero, trainato dai prodotti simbolo della Dieta Mediterranea come olio, vino e pasta sul podio dei prodotti pugliesi più venduti nel mondo.  E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti Puglia sui dati Istat sul commercio estero dei prodotti agroalimentari pugliesi nel 2024 rispetto all’anno precedente, con le performance straordinarie dell’agroalimentare di Puglia come olio extravergine di oliva, vino a pasta.

L’olio svetta sul podio con un aumento del 48% - aggiunge Coldiretti Puglia - il vino fa un balzo del 9% e la pasta segna una crescita del 7%, una performance in crescita costante negli ultimi 10 anni. Diffondere la cultura dell’olio extravergine di oliva fra i turisti e i consumatori e supportare la crescita continua della filiera dell’olio in Italia e all’estero, perché i consumatori sono affamati di informazioni e conoscenza sul mondo dell’olio, commenta Coldiretti Puglia che ricorda come l’ulivo in Puglia sia presente su oltre 370mila ettari di terreno coltivato, con 5 oli extravergine DOP e 1 IGP Olio di Puglia, con l’olivicoltura pugliese che è la più grande fabbrica green del Mezzogiorno d’Italia con 60 milioni di ulivi, il 40% della superficie del Sud, quasi il 32% nazionale e l’8% comunitaria ed un valore di 1 miliardo di euro di PLV (Produzione Lorda Vendibile) di olio extravergine di oliva. 

Entusiasmanti anche i risultati del vino pugliese che testimonia un processo di rigenerazione realizzato da un sistema di imprese che si è posto l’obiettivo – afferma Coldiretti Puglia - di offrire nel bicchiere un intero territorio fatto del patrimonio genetico dei suoi vitigni, delle sue ricchezze endogene, del clima, di paesaggio, di testimonianze artistiche e naturali con i marchi di qualità che sono riusciti a penetrare il mercato estero facendo un salto in avanti tangibile in pochi anni.

Sono 38 i vini DOP e IGP che posizionano la Puglia al quinto posto in Italia per prodotti certificati con un valore di 631 milioni di euro pari al 93,1% del paniere IG del Paese – afferma coldiretti Puglia - un gradimento che i consumatori confermano anche sul fronte della qualità, facendola salire al quarto posto della top ten delle regioni con i vini rosati e al quinto per i vini rossi.

L’andamento sui mercati internazionali potrebbe però ulteriormente migliorare – sottolinea la Coldiretti – con una più efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale il cui valore è salito a 120 miliardi, anche sulla spinta della guerra che frena gli scambi commerciali con sanzioni ed embarghi, favorisce il protezionismo e moltiplica la diffusione di alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale. A pesare sul Made in Italy a tavola nel mondo ci sono anche il probabile arrivo delle prime richieste di autorizzazione alla messa in commercio di carne, pesce e latte sintetici alla minaccia delle etichette allarmistiche sul vino fino al semaforo ingannevole del Nutriscore che boccia le eccellenze tricolori. Si tratta di un sistema di etichettatura fuorviante, discriminatorio ed incompleto che – aggiunge la Coldiretti – finisce paradossalmente per escludere dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. I sistemi allarmistici di etichettatura a semaforo – continua la Coldiretti – si concentrano esclusivamente su un numero molto limitato di sostanze nutritive (ad esempio zucchero, grassi e sale) e sull’assunzione di energia senza tenere conto delle porzioni, escludendo paradossalmente dalla dieta ben l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine.

Il contributo della produzione agroalimentare Made in Italy alle esportazioni potrebbe essere nettamente superiore con un chiaro stop alla contraffazione alimentare internazionale, conclude Coldiretti nel sottolineare che serve cogliere l’opportunità del Pnrr per modernizzare la logistica nazionale ed agire sui ritardi strutturali dell’Italia sbloccando tutte le infrastrutture per migliorare i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo.

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Il 6 e 7 marzo scorsi, nel Museo dell’Ara Pacis di Roma, si è svolta la terza Assemblea Nazionale della Rete dei Comuni Sostenibili che promuove politiche per la sostenibilità ambientale, sociale e culturale.

“Le parole e le azioni della sostenibilità. La sfida dell’Agenda 2030 e l’orizzonte 2050” è stato il titolo dell’assemblea 2025 in cui, come di consueto, sindaci, amministratori provinciali e dirigenti provenienti da ogni parte d’Italia hanno avuto l’opportunità di confrontarsi e approfondire il proprio lavoro, condividendo buone pratiche e idee per avanzare con la territorializzazione degli obiettivi di Agenda 2030.

Ricordiamo che Brindisi è stata la prima Provincia in Italia ad aderire alla Rete: una proposta avanzata dal Presidente Toni Matarrelli che ne aveva chiesto la modifica dello statuto aprendo così le porte della rete a Province, Città Metropolitane e Regioni.

E in occasione della terza assemblea nazionale uno spazio da protagoniste se lo sono ritagliate proprio due città metropolitane e due province: Roma, Torino, Brindisi e Foggia che si sono aggiudicate per la prima volta il riconoscimento di “Bandiera Sostenibile 2025”.

A ritirare la bandiera per l’ente di via De Leo è stata la consigliera provinciale con delega alla cultura Rosalia Fumarola che nel corso dei lavori ha riportato l’analisi e il racconto del monitoraggio volontario con il supporto degli indicatori di sostenibilità della Provincia Brindisi.

L’Ente ha ottenuto una buona performance per quanto riguarda gli indicatori quantitativi, sia nel breve periodo (66,7%) che nell'ultima annualità (62,9%). In particolare, rispetto agli indicatori con dimensione provinciale la percentuale di non negatività è passata dal 56,2 nel breve periodo al 62,5 nell'ultimo anno: una tendenza positiva che andrà verificata nei prossimi anni.

Tra gli indicatori di contesto, si segnalano la diminuzione dei cosiddetti NEET, l'incremento dei bambini iscritti ai nidi comunali, la crescita dell'equità di genere nel consiglio provinciale, del tasso di occupazione generale e giovanile, della densità di patrimonio culturale, la diminuzione dei reati predatori.

Tra gli indicatori su materie di competenza provinciale, si segnalano la diminuzione dei consumi energetici, l'aumento delle auto elettriche nel parco mezzi della Provincia, l'incremento dell'organico della Polizia Provinciale, l'azzeramento del tasso di annullamento di atti a seguito di controlli interni, il raggiungimento del 100% nell'utilizzo dei CAM.

Si segnala infine l'avvio degli iter per la costituzione di una Comunità energetica rinnovabile e per il Piano per la transizione al digitale.

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I Carabinieri denunciano in stato di libertà due persone e ne segnalano amministrativamente altre quattro per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale. 

Nell’ambito dei servizi disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi, mirati a innalzare il livello di prevenzione dei reati e assicurare una cornice di sicurezza, i Carabinieri della Compagnia di Fasano hanno svolto un servizio straordinario di controllo in tutto il territorio di competenza.

In tale contesto hanno:

a.   denunciato in stato di libertà:

-       per ricettazione, un uomo trovato in possesso di un mezzo che, a conclusione degli accertamenti, è risultato rubato in Fasano e, quindi, restituito al legittimo proprietario;

-       per guida in stato di ebbrezza alcolica, un automobilista a Cisternino in quanto, mostrando sintomi psicofisici alterati, ha rifiutato di sottoporsi all’accertamento alcolemico;

b.   segnalato amministrativamente alla Prefettura di Brindisi quattro individui, fra i quali un minorenne, per uso personale di sostanze stupefacenti, essendo stati trovati in possesso, complessivamente, di vari grammi di marijuana e di hashish.

Nella circostanza sono stati eseguiti 7 controlli a persone sottoposte a misure di sicurezza e prevenzione, identificate oltre 60 persone, controllati 42 automezzi e 5 esercizi pubblici, nonché contestate varie contravvenzioni al Codice della Strada.

Tale servizio rientra nelle attività di contrasto alla criminalità diffusa che il Comando Provinciale dei Carabinieri di Brindisi sta svolgendo in tutta la provincia.

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Incontro Formativo sull'Epilessia: Sensibilizzare per Combattere Pregiudizi e Stigma.

Martedì 11 Marzo, alle ore 16:30, si è svolto un incontro formativo di grande importanza presso l'Aula Magna della Scuola Secondaria di Primo Grado “V. Bilotta” di Francavilla Fontana. L’evento, che ha visto una significativa partecipazione di docenti e alunni, è stato organizzato per approfondire il tema dell’epilessia, una condizione neurologica che ancora oggi è spesso mal compresa e oggetto di pregiudizi. La relatrice principale dell’incontro è stata la dottoressa Marisa Elia, specialista in neurologia pediatrica e in particolare nella gestione dell'epilessia, che ha avuto il compito di fornire informazioni dettagliate sulla malattia e sull'importanza di sensibilizzare l’opinione pubblica per ridurre lo stigma legato a questa condizione.
A dare il via all’incontro sono stati i saluti del dirigente scolastico prof.ssa Immacolata Lucia Spagnolo, che ha sottolineato l'importanza di iniziative come questa, in grado di sensibilizzare sia il corpo docente che gli studenti su temi rilevanti per la società. La platea, composta da insegnanti di tutti e tre i gradi scolastici e da un gruppo di alunni della scuola secondaria di primo grado, ha seguito con attenzione l’intervento della dottoressa, che ha approfondito le cause dell’epilessia, i suoi sintomi e le modalità di trattamento.
Particolare enfasi è stata posta sulla necessità di contrastare il pregiudizio e la disinformazione che ancora circondano questa patologia. La dottoressa ha spiegato che spesso le persone con epilessia vengono etichettate in modo errato, creando così un circolo vizioso di isolamento e stigma. È fondamentale, ha sottolineato l’esperta, che la comunità scolastica prenda coscienza del problema, per creare un ambiente inclusivo e privo di discriminazioni.
Nel corso dell’incontro, il presidente dell'Associazione Emotiva...Mente, che si occupa di supporto a persone con epilessia e alle loro famiglie, ha portato la propria testimonianza, ribadendo come l’associazione stia lavorando da anni per migliorare la qualità della vita delle persone affette da epilessia e per sensibilizzare la società su questa tematica.
A conclusione dell'incontro, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di porre domande alla dottoressa e al presidente dell’associazione. Gli studenti, in particolare, hanno mostrato grande interesse, sollevando quesiti sulla vita quotidiana delle persone con epilessia e sulle possibili misure da adottare per una maggiore inclusione scolastica e sociale.
Per concludere la giornata, è stato proiettato un video cartonato realizzato dalle insegnanti Antonella Saponaro, Giusy Carone e Stefania Esposito della sezione ad indirizzo didattico Montessori. Il video, che racconta l’epilessia attraverso gli occhi dei bambini, ha avuto un forte impatto emotivo, evidenziando l'importanza di introdurre la conoscenza di questa condizione fin dalla fascia prescolare. I disegni dei bambini, semplici ma profondi, hanno rappresentato un messaggio potente sulla necessità di educare fin da piccoli alla comprensione e all’empatia verso chi vive con l’epilessia.
L'incontro si è concluso con l'auspicio che queste iniziative possano contribuire a diffondere una maggiore consapevolezza e a favorire una cultura dell’inclusione, rendendo la scuola un luogo sicuro per tutti, senza discriminazioni.

Donazione organi nell’ospedale Perrino di Brindisi, la prima dell’anno.

Questa notte, nell’ospedale Perrino di Brindisi, è stato effettuato un prelievo multiorgano da un uomo di 77 anni deceduto ieri dopo un ricovero in Rianimazione per emorragia cerebrale. I familiari hanno subito dato il consenso alla donazione.
Il periodo di osservazione per la certificazione della morte cerebrale è cominciato intorno alle 14 di ieri, 10 marzo, e trascorse le sei ore sono state avviate tutte le procedure necessarie.
Il prelievo è stato effettuato nella notte da équipe chirurgiche provenienti dal Policlinico di Bari che hanno lavorato insieme a quella di Oculistica del Perrino con il team di Anestesia e Rianimazione e del Blocco operatorio. Le operazioni sono terminate intorno alle 8.30 di questa mattina, guidate dalla dottoressa Ada Patrizio, coordinatrice aziendale delle attività di prelievo.
Il direttore generale Maurizio De Nuccio esprime a nome di tutta la Asl vicinanza alla famiglia per la perdita e grande riconoscenza per il gesto di generosità e amore. "Questa decisione - dice – restituisce fiducia a tutti coloro che sono in attesa di trapianto, per molti l’unica soluzione per continuare a vivere”.
Si tratta del primo prelievo multiorgano dell’anno nella Asl Brindisi, dopo il 2024 chiuso con ben sei donazioni senza opposizione.
Il ringraziamento del direttore generale va anche a tutto il team della Rianimazione e alle équipe chirurgiche per aver garantito la buona riuscita di tutte le operazioni.

Processo “The Wolf”, inflitte condanne per oltre 270 anni di carcere. Tra i beni confiscati al capo del clan s.c.u. “Lamendola – Cantanna” anche un cavallo; l’animale è stato affidato ai Carabinieri.

Nella tarda mattinata di oggi 11 marzo 2025 è stata emessa dal Tribunale di Lecce la sentenza relativa al processo scaturito dall’operazione “The Wolf”, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e dai Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni, nei confronti di 22 persone accusate a vario titolo dei delitti di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentato omicidio, detenzione e porto illegale di armi da fuoco e da guerra, violenza privata, lesioni personali, estorsione, ricettazione, danneggiamento seguito da incendio ed autoriciclaggio, tutti aggravati dal metodo mafioso, produzione, coltivazione, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e violazione degli obblighi inerenti alla Sorveglianza Speciale di P.S..

Gli imputati hanno riportato le seguenti condanne: LAMENDOLA Gianluca, anni 20 di reclusione, APRILE Pietro, anni 2 di reclusione ed € 4.000,00 di multa, BALDUCCI Luca, anni 8 di reclusione, CALO’ Roberto, anni 13 e mesi 6 di reclusione, CANTANNA Rosario, anni 11 e mesi 10 di reclusione, CARDONE Angelo Potenzo, anni 12 e mesi 6 di reclusione, CARRINO Pancrazio, anni 13 e mesi 4 di reclusione, D’APOLITO Maurizio, anni 9 e mesi 10 di reclusione, CICIRIELLO Francesco, anni 1 di reclusione, DE IACO Adriano, anni 20 di reclusione, ELIA Alessandro, anni 10 di reclusione, FANIZZA Domenico, anni 20 di reclusione, LAMENDOLA Cosimo, anni 20 di reclusione, LACATENA Palmiro Pancrazio, anni 5 di reclusione ed € 20.000,00 di multa, SALAMINI Giulio, anni 5 di reclusione ed € 30.000,00 di multa, SCHIAVONE Vincenzo, anni 5 di reclusione ed € 30.000,00 di multa, TURRISI Francesco, anni 10 di reclusione, URGESE Domenico, anni 3 mesi 2 di reclusione ed € 3.000,00 di multa, VERGINE Noel, anni 11 di reclusione.  

Il 18 luglio 2023, i predetti erano stati raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Lecce, su richiesta della citata Direzione Distrettuale Antimafia, cui Gianluca Lamendola si era sottratto, dandosi alla latitanza.

Lo stesso, il 18 novembre 2023, a seguito di un’articolata e complessa attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e dai Carabinieri del Comando Provinciale di Brindisi, veniva localizzato a Correggio (RE) nella pertinenza di un’abitazione a seguito di una vera e propria operazione militare condotta con il supporto dei Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia, nel corso della quale veniva dapprima cinturato un intero complesso condominiale, per poi farvi irruzione e bloccare il latitante.

Tra i beni confiscati al capo del sodalizio criminale Gianluca Lamendola, anche un cavallo di nome “Hielke”, un maschio castrone di razza frisone di 23 anni, utilizzato dal predetto per spostarsi nei terreni annessi alla sua masseria per incontrare gli altri sodali e pianificare le attività delittuose del gruppo; è noto che nel mondo criminale il cavallo è simbolo di gloria, nonché bene di lusso da esibire e in cui investire denaro. L’animale è stato affidato all’Arma dei Carabinieri e sarà aggregato a un gruppo di cavalli in libertà, in un ambiente incontaminato caratterizzato da boschi e aree adibite a pascolo, presso la Riserva Naturale Statale “Murge Orientali” in Martina Franca, sede del centro di Selezione Equestre del Reparto Carabinieri Biodiversità. Il cavallo sarà mostrato alle scolaresche in visita alla Riserva nell’ambito delle specifiche attività di diffusione della cultura della legalità, con riferimenti alla specifica normativa inerente alla sottrazione dei beni illecitamente accumulati da parte delle organizzazioni criminali. I beni confiscati alle mafie sono l’espressione di una forma di lotta alla criminalità organizzata tra le più efficaci e ricche di significato. Si tratta delle ricchezze accumulate illecitamente dai mafiosi, ad esempio investendo i soldi del traffico di droga, delle estorsioni, dell'usura, che vengono espropriate per diventare proprietà dello Stato e quindi della collettività.

 

Le indagini.

Le odierne condanne scaturiscono dall’indagine del N.O.R. della Compagnia di San Vito dei Normanni avviata a seguito del tentato omicidio di un sorvegliato speciale, avvenuto la sera del 5 luglio 2020 nel comune di Latiano. La vittima, per puro caso, non venne attinta mortalmente dalla raffica di colpi calibro 9 esplosi, ma solo di striscio. L’attività investigativa ha consentito di acquisire un poderoso quadro indiziario a carico dei presunti esecutori materiali e del mandante del grave fatto delittuoso nonché di accertare con elevata probabilità che tale evento delittuoso fosse da ascriversi alle dinamiche relative al controllo del territorio da parte di una organizzazione di tipo mafioso capeggiata da Gianluca Lamendola, nipote del mesagnese Carlo Cantanna, condannato all’ergastolo. Le investigazioni hanno evidenziato l’ascesa criminale di Gianluca Lamendola quale capo di un gruppo criminoso dai connotati tipicamente mafiosi avvenuta in modo violento, con l’uso della forza e delle armi; infatti, sono stati acquisiti elementi investigativi di riscontro in ordine a numerosi episodi di pestaggi, sequestri di persona, agguati e tentati omicidi attraverso i quali gli indagati si sono imposti sul territorio determinando una condizione di assoggettamento e omertà dei cittadini, tanto che non risultano presentate denunce, e ricorrendo a condotte estorsive ai danni di esercizi commerciali. Le indagini hanno fatto luce sull’attività di consolidamento del potere di controllo di territori già sottoposti al clan capeggiato da Carlo Cantanna, ma contesi da altri gruppi affermatisi nelle more della detenzione di questo, attuata attraverso condotte funzionali a riappropriarsi con metodo violento e minaccioso degli spazi, organizzando e partecipando ad una serie di agguati armati, pestaggi e sequestri di persona nei confronti degli infedeli o di coloro che osavano ostacolarne l’espansione o fossero entrati in contrasto con gli interessi dell’associazione. Sono stati acquisiti importanti elementi sull’attività di traffico di sostanze stupefacenti, quale “core business” dell’organizzazione, attraverso cui sono stati accumulati ingenti capitali che poi, oltre ad essere redistribuiti alle famiglie dei detenuti, sono stati interrati nei fondi adiacenti alla masseria di contrada “Mascava”, principale base operativa dell’associazione, situata in territorio di Brindisi ai confini con quello di Mesagne, San Vito dei Normanni e Carovigno. Anche la sostanza stupefacente, come le somme di denaro, veniva interrata nell’area rurale di contrada “Mascava”, potendo contare sull’assoggettamento dei proprietari dei terreni. Inoltre, sono stati riscontrati almeno cinque tentativi di estorsione in danno di imprenditori locali, che operano nel settore alimentare, della ristorazione e terziario, a cui era stata imposta la consegna di circa 500 euro mensili in cambio di protezione, cinque estorsioni consumate in danno di imprenditori, operanti nel settore della compravendita auto o commercio pellet, e di privati cittadini entrati in conflitto con gli interessi dell’organizzazione, per un totale di circa 20.000 euro. Alcune estorsioni sono state commesse con modalità particolarmente violente e tutte caratterizzate da un atteggiamento scarsamente collaborativo delle vittime. Nessuna di loro, infatti, ha denunciato i fatti, rifugiandosi in condotte reticenti non favorendo, così, le progressioni investigative.

I risultati investigativi hanno trovato riscontro nei numerosi arresti in flagranza di reato e sequestri di armi clandestine (anche da guerra), fra cui pistole, fucili e sostanze stupefacenti.

Riqualificazione del Centro storico: al via il bando di gara per il compendio immobiliare in via del Balì

 I diversi immobili in oggetto sono siti rispettivamente in via del Balì, via Madonna delle Grazie e via Guida. L’offerta dovrà essere presentata entro e non oltre le ore 12.30 del giorno 11 aprile 2025

Il Comune di Fasano, in esecuzione della Deliberazione di Giunta Comunale n. 63 del 06/03/2025, ha indetto un bando pubblico per l'affidamento in concessione, a titolo oneroso e finalizzato alla valorizzazione, dei locali facenti parte il compendio immobiliare composto da diverse unità immobiliari ubicate nel centro storico del Comune di Fasano, rispettivamente in via del Balì, via Madonna delle Grazie e via Guida.

La durata della concessione è di 6 anni più 6. L'aggiudicazione avverrà secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. L’offerta dovrà essere presentata entro e non oltre le ore 12.30 del giorno 11 aprile 2025 presso l’Ufficio Protocollo del Comune di Fasano.

L’Amministrazione ha scelto di non imporre un progetto di valorizzazione predefinito, lasciando ai soggetti concorrenti la possibilità di proporre soluzioni progettuali compatibili con le finalità del bando e nel rispetto delle normative urbanistiche, edilizie e di tutela del patrimonio storico-artistico. Possono partecipare alla procedura soggetti singoli o associati, tra cui persone fisiche, imprese individuali, società commerciali, cooperative, associazioni, fondazioni, consorzi e raggruppamenti temporanei d’impresa, costituiti o costituendi.

Il compendio, di proprietà comunale, comprende diverse unità immobiliari con accessi ubicati ai civici 12, 16, 18 e 20 di via del Balì, al civico 7 di via Madonna delle Grazie e al civico 18 di via Guida. Tutti i locali risultano fisicamente interconnessi tra loro, configurandosi come un unico complesso unitario, ad eccezione dell’unità immobiliare con accesso dal civico 12 di via del Balì. Quest’ultima, pur essendo autonoma e attualmente priva di collegamenti diretti con le altre porzioni del compendio, presenta la possibilità di un’integrazione funzionale mediante la riapertura di una porta interna di collegamento.

In considerazione delle caratteristiche dimensionali, distributive e funzionali degli immobili, nonché della loro conformazione rispetto alla viabilità pubblica, il compendio si articola nelle seguenti unità immobiliari, ciascuna identificata in base agli accessi autonomi:

  • unità immobiliare con accesso dai civici n. 16, 18 e 20 di via del Balì, fisicamente connessa con le unità aventi accesso da via Madonna delle Grazie e via Guida;
  • unità immobiliare con accesso dal civico n. 12 di via del Balì, strutturalmente indipendente e priva di collegamenti con le altre porzioni del compendio;
  • unità immobiliare con accesso dal civico n. 7 di via Madonna delle Grazie e dal civico n. 18 di via Guida, in connessione con l’unità avente accesso da via del Balì ai civici 16, 18 e 20.

L’avviso pubblico ha l’obiettivo di affidare in concessione per la valorizzazione il compendio immobiliare situato nel centro storico di Fasano, composto da più locali destinati ad uso commerciale. L’assegnazione avverrà secondo le modalità e le condizioni stabilite nel disciplinare di gara, garantendo il rispetto dei criteri di riqualificazione e utilizzo definiti dall’Amministrazione.

Il Dirigente ad interim del servizio Patrimonio, Ing. Leonardo D’Adamo, è raggiungibile all'indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Il testo completo del presente estratto, nonché ulteriori informazioni utili, sono disponibili presso l'Albo Pretorio Informatico undefined, sul sito istituzionale del Comune di Fasano all’indirizzo undefined, e nella sezione dedicata all’Amministrazione Trasparente, sotto la voce "Bandi di gara e contratti".

L’Amministrazione Comunale ha completato il lotto di interventi programmato per la bonifica delle contrade interessate dall’abbandono dei rifiuti.

“Abbiamo investito più di 80 mila euro – spiega il Sindaco Antonello Denuzzo – per rimuovere i cumuli di rifiuti abbandonati nelle nostre campagne. Si tratta di risorse che avremmo potuto destinare ad altre attività, ma questo non è stato possibile. La tipologia prevalente di materiali rimossi e conferiti in discarica non lascia particolari dubbi sul fatto che a macchiarsi di questo reato non siano solo cittadini negligenti in materia di raccolta differenziata, ma anche aziende che scelgono l’abbandono in campagna per risparmiare sui costi di conferimento in discariche specializzate. Per questa ragione abbiamo attivato le fototrappole. I filmati sono attualmente al vaglio della Polizia Locale che nelle prossime settimane interverrà nei termini previsti dalla Legge.”

Gli interventi di bonifica hanno interessato le contrade Caniglia, Forleo Superiore, Cantagallo, Vacche Montanare, Viscigli, Buontempo e alcune aree della zona PIP. Gli operatori si sono imbattuti in scenari purtroppo noti con quantitativi considerevoli di rifiuti pericolosi, in particolare amianto, e materiali quali rottami, inerti, guaine, pneumatici. Lo sforzo condotto nel corso dei lavori è stato quello di differenziare il più possibile per limitare la produzione di rifiuto indifferenziato il cui smaltimento in discarica dal primo gennaio, in attuazione della legge finanziaria, prevede l’innalzamento dell’iva al 22% con un aumento dei costi per il comune pari al 12%.

“L’abbandono dei rifiuti – conclude l’Assessora all’Ambiente Numa Ammaturo – è una piaga che danneggia il territorio, limita la qualità della vita dei residenti e frena lo sviluppo economico intaccando la bellezza del nostro paesaggio rurale. Siamo consapevoli che purtroppo non saranno gli ultimi interventi che operiamo in questa materia, ma è nostro dovere provare a prevenire l’abbandono dei rifiuti tramite la sensibilizzazione delle nuove generazioni, ma anche con azioni sanzionatorie nei confronti di chi si macchia di quello che è un vero e proprio reato.”

Negli ultimi mesi sono state attivate sul territorio le fototrappole. I filmati sono al vaglio della Polizia Locale che, una volta identificati i trasgressori, attiverà i provvedimenti di sua competenza collegati a quello che l’ordinamento ha identificato come un reato.

Per la rimozione dei rifiuti e la bonifica delle aree interessate sono stati investiti oltre 80 mila euro, di cui circa 32 finanziati dalla Regione Puglia.

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