Redazione
Il 6 e 7 marzo scorsi, nel Museo dell’Ara Pacis di Roma, si è svolta la terza Assemblea Nazionale della Rete dei Comuni Sostenibili che promuove politiche per la sostenibilità ambientale, sociale e culturale.
“Le parole e le azioni della sostenibilità. La sfida dell’Agenda 2030 e l’orizzonte 2050” è stato il titolo dell’assemblea 2025 in cui, come di consueto, sindaci, amministratori provinciali e dirigenti provenienti da ogni parte d’Italia hanno avuto l’opportunità di confrontarsi e approfondire il proprio lavoro, condividendo buone pratiche e idee per avanzare con la territorializzazione degli obiettivi di Agenda 2030.
Ricordiamo che Brindisi è stata la prima Provincia in Italia ad aderire alla Rete: una proposta avanzata dal Presidente Toni Matarrelli che ne aveva chiesto la modifica dello statuto aprendo così le porte della rete a Province, Città Metropolitane e Regioni.
E in occasione della terza assemblea nazionale uno spazio da protagoniste se lo sono ritagliate proprio due città metropolitane e due province: Roma, Torino, Brindisi e Foggia che si sono aggiudicate per la prima volta il riconoscimento di “Bandiera Sostenibile 2025”.
A ritirare la bandiera per l’ente di via De Leo è stata la consigliera provinciale con delega alla cultura Rosalia Fumarola che nel corso dei lavori ha riportato l’analisi e il racconto del monitoraggio volontario con il supporto degli indicatori di sostenibilità della Provincia Brindisi.
L’Ente ha ottenuto una buona performance per quanto riguarda gli indicatori quantitativi, sia nel breve periodo (66,7%) che nell'ultima annualità (62,9%). In particolare, rispetto agli indicatori con dimensione provinciale la percentuale di non negatività è passata dal 56,2 nel breve periodo al 62,5 nell'ultimo anno: una tendenza positiva che andrà verificata nei prossimi anni.
Tra gli indicatori di contesto, si segnalano la diminuzione dei cosiddetti NEET, l'incremento dei bambini iscritti ai nidi comunali, la crescita dell'equità di genere nel consiglio provinciale, del tasso di occupazione generale e giovanile, della densità di patrimonio culturale, la diminuzione dei reati predatori.
Tra gli indicatori su materie di competenza provinciale, si segnalano la diminuzione dei consumi energetici, l'aumento delle auto elettriche nel parco mezzi della Provincia, l'incremento dell'organico della Polizia Provinciale, l'azzeramento del tasso di annullamento di atti a seguito di controlli interni, il raggiungimento del 100% nell'utilizzo dei CAM.
Si segnala infine l'avvio degli iter per la costituzione di una Comunità energetica rinnovabile e per il Piano per la transizione al digitale.
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I Carabinieri denunciano in stato di libertà due persone e ne segnalano altre quattro
I Carabinieri denunciano in stato di libertà due persone e ne segnalano amministrativamente altre quattro per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale.
Nell’ambito dei servizi disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi, mirati a innalzare il livello di prevenzione dei reati e assicurare una cornice di sicurezza, i Carabinieri della Compagnia di Fasano hanno svolto un servizio straordinario di controllo in tutto il territorio di competenza.
In tale contesto hanno:
a. denunciato in stato di libertà:
- per ricettazione, un uomo trovato in possesso di un mezzo che, a conclusione degli accertamenti, è risultato rubato in Fasano e, quindi, restituito al legittimo proprietario;
- per guida in stato di ebbrezza alcolica, un automobilista a Cisternino in quanto, mostrando sintomi psicofisici alterati, ha rifiutato di sottoporsi all’accertamento alcolemico;
b. segnalato amministrativamente alla Prefettura di Brindisi quattro individui, fra i quali un minorenne, per uso personale di sostanze stupefacenti, essendo stati trovati in possesso, complessivamente, di vari grammi di marijuana e di hashish.
Nella circostanza sono stati eseguiti 7 controlli a persone sottoposte a misure di sicurezza e prevenzione, identificate oltre 60 persone, controllati 42 automezzi e 5 esercizi pubblici, nonché contestate varie contravvenzioni al Codice della Strada.
Tale servizio rientra nelle attività di contrasto alla criminalità diffusa che il Comando Provinciale dei Carabinieri di Brindisi sta svolgendo in tutta la provincia.
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Epilessia: Sensibilizzare per Combattere Pregiudizi e Stigma
Incontro Formativo sull'Epilessia: Sensibilizzare per Combattere Pregiudizi e Stigma.
Donazione organi nell’ospedale Perrino di Brindisi
Donazione organi nell’ospedale Perrino di Brindisi, la prima dell’anno.
Processo “The Wolf”, inflitte condanne per oltre 270 anni di carcere. Tra i beni confiscati al capo del clan s.c.u. “Lamendola – Cantanna” anche un cavallo; l’animale è stato affidato ai Carabinieri. |
Nella tarda mattinata di oggi 11 marzo 2025 è stata emessa dal Tribunale di Lecce la sentenza relativa al processo scaturito dall’operazione “The Wolf”, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e dai Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni, nei confronti di 22 persone accusate a vario titolo dei delitti di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentato omicidio, detenzione e porto illegale di armi da fuoco e da guerra, violenza privata, lesioni personali, estorsione, ricettazione, danneggiamento seguito da incendio ed autoriciclaggio, tutti aggravati dal metodo mafioso, produzione, coltivazione, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e violazione degli obblighi inerenti alla Sorveglianza Speciale di P.S..
Gli imputati hanno riportato le seguenti condanne: LAMENDOLA Gianluca, anni 20 di reclusione, APRILE Pietro, anni 2 di reclusione ed € 4.000,00 di multa, BALDUCCI Luca, anni 8 di reclusione, CALO’ Roberto, anni 13 e mesi 6 di reclusione, CANTANNA Rosario, anni 11 e mesi 10 di reclusione, CARDONE Angelo Potenzo, anni 12 e mesi 6 di reclusione, CARRINO Pancrazio, anni 13 e mesi 4 di reclusione, D’APOLITO Maurizio, anni 9 e mesi 10 di reclusione, CICIRIELLO Francesco, anni 1 di reclusione, DE IACO Adriano, anni 20 di reclusione, ELIA Alessandro, anni 10 di reclusione, FANIZZA Domenico, anni 20 di reclusione, LAMENDOLA Cosimo, anni 20 di reclusione, LACATENA Palmiro Pancrazio, anni 5 di reclusione ed € 20.000,00 di multa, SALAMINI Giulio, anni 5 di reclusione ed € 30.000,00 di multa, SCHIAVONE Vincenzo, anni 5 di reclusione ed € 30.000,00 di multa, TURRISI Francesco, anni 10 di reclusione, URGESE Domenico, anni 3 mesi 2 di reclusione ed € 3.000,00 di multa, VERGINE Noel, anni 11 di reclusione.
Il 18 luglio 2023, i predetti erano stati raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Lecce, su richiesta della citata Direzione Distrettuale Antimafia, cui Gianluca Lamendola si era sottratto, dandosi alla latitanza.
Lo stesso, il 18 novembre 2023, a seguito di un’articolata e complessa attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e dai Carabinieri del Comando Provinciale di Brindisi, veniva localizzato a Correggio (RE) nella pertinenza di un’abitazione a seguito di una vera e propria operazione militare condotta con il supporto dei Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia, nel corso della quale veniva dapprima cinturato un intero complesso condominiale, per poi farvi irruzione e bloccare il latitante.
Tra i beni confiscati al capo del sodalizio criminale Gianluca Lamendola, anche un cavallo di nome “Hielke”, un maschio castrone di razza frisone di 23 anni, utilizzato dal predetto per spostarsi nei terreni annessi alla sua masseria per incontrare gli altri sodali e pianificare le attività delittuose del gruppo; è noto che nel mondo criminale il cavallo è simbolo di gloria, nonché bene di lusso da esibire e in cui investire denaro. L’animale è stato affidato all’Arma dei Carabinieri e sarà aggregato a un gruppo di cavalli in libertà, in un ambiente incontaminato caratterizzato da boschi e aree adibite a pascolo, presso la Riserva Naturale Statale “Murge Orientali” in Martina Franca, sede del centro di Selezione Equestre del Reparto Carabinieri Biodiversità. Il cavallo sarà mostrato alle scolaresche in visita alla Riserva nell’ambito delle specifiche attività di diffusione della cultura della legalità, con riferimenti alla specifica normativa inerente alla sottrazione dei beni illecitamente accumulati da parte delle organizzazioni criminali. I beni confiscati alle mafie sono l’espressione di una forma di lotta alla criminalità organizzata tra le più efficaci e ricche di significato. Si tratta delle ricchezze accumulate illecitamente dai mafiosi, ad esempio investendo i soldi del traffico di droga, delle estorsioni, dell'usura, che vengono espropriate per diventare proprietà dello Stato e quindi della collettività.
Le indagini.
Le odierne condanne scaturiscono dall’indagine del N.O.R. della Compagnia di San Vito dei Normanni avviata a seguito del tentato omicidio di un sorvegliato speciale, avvenuto la sera del 5 luglio 2020 nel comune di Latiano. La vittima, per puro caso, non venne attinta mortalmente dalla raffica di colpi calibro 9 esplosi, ma solo di striscio. L’attività investigativa ha consentito di acquisire un poderoso quadro indiziario a carico dei presunti esecutori materiali e del mandante del grave fatto delittuoso nonché di accertare con elevata probabilità che tale evento delittuoso fosse da ascriversi alle dinamiche relative al controllo del territorio da parte di una organizzazione di tipo mafioso capeggiata da Gianluca Lamendola, nipote del mesagnese Carlo Cantanna, condannato all’ergastolo. Le investigazioni hanno evidenziato l’ascesa criminale di Gianluca Lamendola quale capo di un gruppo criminoso dai connotati tipicamente mafiosi avvenuta in modo violento, con l’uso della forza e delle armi; infatti, sono stati acquisiti elementi investigativi di riscontro in ordine a numerosi episodi di pestaggi, sequestri di persona, agguati e tentati omicidi attraverso i quali gli indagati si sono imposti sul territorio determinando una condizione di assoggettamento e omertà dei cittadini, tanto che non risultano presentate denunce, e ricorrendo a condotte estorsive ai danni di esercizi commerciali. Le indagini hanno fatto luce sull’attività di consolidamento del potere di controllo di territori già sottoposti al clan capeggiato da Carlo Cantanna, ma contesi da altri gruppi affermatisi nelle more della detenzione di questo, attuata attraverso condotte funzionali a riappropriarsi con metodo violento e minaccioso degli spazi, organizzando e partecipando ad una serie di agguati armati, pestaggi e sequestri di persona nei confronti degli infedeli o di coloro che osavano ostacolarne l’espansione o fossero entrati in contrasto con gli interessi dell’associazione. Sono stati acquisiti importanti elementi sull’attività di traffico di sostanze stupefacenti, quale “core business” dell’organizzazione, attraverso cui sono stati accumulati ingenti capitali che poi, oltre ad essere redistribuiti alle famiglie dei detenuti, sono stati interrati nei fondi adiacenti alla masseria di contrada “Mascava”, principale base operativa dell’associazione, situata in territorio di Brindisi ai confini con quello di Mesagne, San Vito dei Normanni e Carovigno. Anche la sostanza stupefacente, come le somme di denaro, veniva interrata nell’area rurale di contrada “Mascava”, potendo contare sull’assoggettamento dei proprietari dei terreni. Inoltre, sono stati riscontrati almeno cinque tentativi di estorsione in danno di imprenditori locali, che operano nel settore alimentare, della ristorazione e terziario, a cui era stata imposta la consegna di circa 500 euro mensili in cambio di protezione, cinque estorsioni consumate in danno di imprenditori, operanti nel settore della compravendita auto o commercio pellet, e di privati cittadini entrati in conflitto con gli interessi dell’organizzazione, per un totale di circa 20.000 euro. Alcune estorsioni sono state commesse con modalità particolarmente violente e tutte caratterizzate da un atteggiamento scarsamente collaborativo delle vittime. Nessuna di loro, infatti, ha denunciato i fatti, rifugiandosi in condotte reticenti non favorendo, così, le progressioni investigative.
I risultati investigativi hanno trovato riscontro nei numerosi arresti in flagranza di reato e sequestri di armi clandestine (anche da guerra), fra cui pistole, fucili e sostanze stupefacenti.
Riqualificazione del Centro storico: al via il bando di gara
Riqualificazione del Centro storico: al via il bando di gara per il compendio immobiliare in via del Balì
I diversi immobili in oggetto sono siti rispettivamente in via del Balì, via Madonna delle Grazie e via Guida. L’offerta dovrà essere presentata entro e non oltre le ore 12.30 del giorno 11 aprile 2025
Il Comune di Fasano, in esecuzione della Deliberazione di Giunta Comunale n. 63 del 06/03/2025, ha indetto un bando pubblico per l'affidamento in concessione, a titolo oneroso e finalizzato alla valorizzazione, dei locali facenti parte il compendio immobiliare composto da diverse unità immobiliari ubicate nel centro storico del Comune di Fasano, rispettivamente in via del Balì, via Madonna delle Grazie e via Guida.
La durata della concessione è di 6 anni più 6. L'aggiudicazione avverrà secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. L’offerta dovrà essere presentata entro e non oltre le ore 12.30 del giorno 11 aprile 2025 presso l’Ufficio Protocollo del Comune di Fasano.
L’Amministrazione ha scelto di non imporre un progetto di valorizzazione predefinito, lasciando ai soggetti concorrenti la possibilità di proporre soluzioni progettuali compatibili con le finalità del bando e nel rispetto delle normative urbanistiche, edilizie e di tutela del patrimonio storico-artistico. Possono partecipare alla procedura soggetti singoli o associati, tra cui persone fisiche, imprese individuali, società commerciali, cooperative, associazioni, fondazioni, consorzi e raggruppamenti temporanei d’impresa, costituiti o costituendi.
Il compendio, di proprietà comunale, comprende diverse unità immobiliari con accessi ubicati ai civici 12, 16, 18 e 20 di via del Balì, al civico 7 di via Madonna delle Grazie e al civico 18 di via Guida. Tutti i locali risultano fisicamente interconnessi tra loro, configurandosi come un unico complesso unitario, ad eccezione dell’unità immobiliare con accesso dal civico 12 di via del Balì. Quest’ultima, pur essendo autonoma e attualmente priva di collegamenti diretti con le altre porzioni del compendio, presenta la possibilità di un’integrazione funzionale mediante la riapertura di una porta interna di collegamento.
In considerazione delle caratteristiche dimensionali, distributive e funzionali degli immobili, nonché della loro conformazione rispetto alla viabilità pubblica, il compendio si articola nelle seguenti unità immobiliari, ciascuna identificata in base agli accessi autonomi:
- unità immobiliare con accesso dai civici n. 16, 18 e 20 di via del Balì, fisicamente connessa con le unità aventi accesso da via Madonna delle Grazie e via Guida;
- unità immobiliare con accesso dal civico n. 12 di via del Balì, strutturalmente indipendente e priva di collegamenti con le altre porzioni del compendio;
- unità immobiliare con accesso dal civico n. 7 di via Madonna delle Grazie e dal civico n. 18 di via Guida, in connessione con l’unità avente accesso da via del Balì ai civici 16, 18 e 20.
L’avviso pubblico ha l’obiettivo di affidare in concessione per la valorizzazione il compendio immobiliare situato nel centro storico di Fasano, composto da più locali destinati ad uso commerciale. L’assegnazione avverrà secondo le modalità e le condizioni stabilite nel disciplinare di gara, garantendo il rispetto dei criteri di riqualificazione e utilizzo definiti dall’Amministrazione.
Il Dirigente ad interim del servizio Patrimonio, Ing. Leonardo D’Adamo, è raggiungibile all'indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Il testo completo del presente estratto, nonché ulteriori informazioni utili, sono disponibili presso l'Albo Pretorio Informatico undefined, sul sito istituzionale del Comune di Fasano all’indirizzo undefined, e nella sezione dedicata all’Amministrazione Trasparente, sotto la voce "Bandi di gara e contratti".
Rimozione dei rifiuti nelle contrade
L’Amministrazione Comunale ha completato il lotto di interventi programmato per la bonifica delle contrade interessate dall’abbandono dei rifiuti.
“Abbiamo investito più di 80 mila euro – spiega il Sindaco Antonello Denuzzo – per rimuovere i cumuli di rifiuti abbandonati nelle nostre campagne. Si tratta di risorse che avremmo potuto destinare ad altre attività, ma questo non è stato possibile. La tipologia prevalente di materiali rimossi e conferiti in discarica non lascia particolari dubbi sul fatto che a macchiarsi di questo reato non siano solo cittadini negligenti in materia di raccolta differenziata, ma anche aziende che scelgono l’abbandono in campagna per risparmiare sui costi di conferimento in discariche specializzate. Per questa ragione abbiamo attivato le fototrappole. I filmati sono attualmente al vaglio della Polizia Locale che nelle prossime settimane interverrà nei termini previsti dalla Legge.”
Gli interventi di bonifica hanno interessato le contrade Caniglia, Forleo Superiore, Cantagallo, Vacche Montanare, Viscigli, Buontempo e alcune aree della zona PIP. Gli operatori si sono imbattuti in scenari purtroppo noti con quantitativi considerevoli di rifiuti pericolosi, in particolare amianto, e materiali quali rottami, inerti, guaine, pneumatici. Lo sforzo condotto nel corso dei lavori è stato quello di differenziare il più possibile per limitare la produzione di rifiuto indifferenziato il cui smaltimento in discarica dal primo gennaio, in attuazione della legge finanziaria, prevede l’innalzamento dell’iva al 22% con un aumento dei costi per il comune pari al 12%.
“L’abbandono dei rifiuti – conclude l’Assessora all’Ambiente Numa Ammaturo – è una piaga che danneggia il territorio, limita la qualità della vita dei residenti e frena lo sviluppo economico intaccando la bellezza del nostro paesaggio rurale. Siamo consapevoli che purtroppo non saranno gli ultimi interventi che operiamo in questa materia, ma è nostro dovere provare a prevenire l’abbandono dei rifiuti tramite la sensibilizzazione delle nuove generazioni, ma anche con azioni sanzionatorie nei confronti di chi si macchia di quello che è un vero e proprio reato.”
Negli ultimi mesi sono state attivate sul territorio le fototrappole. I filmati sono al vaglio della Polizia Locale che, una volta identificati i trasgressori, attiverà i provvedimenti di sua competenza collegati a quello che l’ordinamento ha identificato come un reato.
Per la rimozione dei rifiuti e la bonifica delle aree interessate sono stati investiti oltre 80 mila euro, di cui circa 32 finanziati dalla Regione Puglia.
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Festa dello sport e occasione per scoprire la natura di San Michele Salentino: domenica 16 marzo "Cross Augelluzzi"
Una settimana dedicata allo studio della corretta gestione di un’AMP. Sbarca per la prima volta a Torre Guaceto il campus dell’associazione Worldrise. Il corso è aperto a laureati in tematiche ambientali. Previste 8 borse di studio. Iscrizioni aperte fino al 14 marzo.

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