Redazione
XYLELLA: COLDIRETTI PUGLIA, IN GAZZETTA UFFICIALE 30MLN EURO PER SOSTEGNO A REIMPIANTI DI ULIVI
XYLELLA: COLDIRETTI PUGLIA, IN GAZZETTA UFFICIALE 30MLN EURO PER SOSTEGNO A REIMPIANTI DI ULIVI RESISTENTI E ALTRE 72 SPECIE AMMESSE
Ma è necessario secondo piano pluriennale con 115mila ettari ancora fuori da misure straordinarie del primo piano
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che sostiene le imprese agricole danneggiate dalla diffusione del batterio della Xylella fastidiosa, con lo stanziamento di 30 milioni di euro per i reimpianti per le riconversioni tramite cultivar di olivo resistenti, nonché per le riconversioni verso altre colture, con un elenco di 72 specie ammesse. A darne notizia è Coldiretti Puglia, in relazione alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Masaf dell’11 febbraio 2025 che stabilisce criteri e modalità di attuazione della misura inerente il sostegno alle imprese agricole danneggiate dalla diffusione del batterio della Xylella fastidiosa.
Sono oggetto di finanziamento gli interventi finalizzati al ripristino del potenziale produttivo danneggiato dall’organismo nocivo Xylella fastidiosa e comprendono il ripristino della capacità produttiva delle imprese, sia con la ricostituzione degli oliveti con varietà dichiarate resistenti o tolleranti all’organismo specificato dal Comitato fitosanitario nazionale, sia sostituendo i vecchi oliveti con impianti di altre colture scelte fra quelle ammesse.
Ma serve il secondo piano pluriennale per la rigenerazione delle aree colpite dalla Xylella fastidiosa in Puglia – spiega Coldiretti Puglia - perché sono 115mila gli ettari rimasti fuori dal primo piano di 300 milioni di euro, un impegno urgente da attuare con il coordinamento ed il sostegno alle attività di ricerca ed un pieno e consapevole coinvolgimento delle Istituzioni regionali, nazionali e dell’Europa sul problema Xylella.
“La Xylella è un problema nazionale, oltre regionale ed europeo e che se dovesse continuare a ‘camminare’, non ci sarà più olio da commercializzare, oltre al danno per l’economia ed il turismo con la perdita di ambiente e paesaggio. La zona di contenimento si è allargata a nord – dice il presidente Cavallo – e il fronte della malattia è molto ampio, le ‘eradicazioni chirurgiche’ vanno attuate tempestivamente, ma soprattutto vanno attivate misure a beneficio di tutto il territorio colpito per espiantare tutti gli ulivi secchi che ancora incombono nelle campagne e finanziare misure per i reimpianti e la ripresa piena dell’attività olivicola e agricola in generale con la diversificazione, con la piena attuazione del primo piano di rigenerazione ed il finanziamento – attuando una piena sburocratizzazione delle misure – di un secondo piano perché le risorse a disposizione sono del tutto infarcenti”, ha aggiunto il presidente Cavallo.
“Per aiutare le imprese olivicole del territorio così gravemente ferito, il polo antixylella costituito da Coldiretti, UNAPROL e CAI, per la ricostruzione della più grande fabbrica green del Sud Italia accompagna le aziende olivicole nella realizzazione dei nuovi impianti con le varietà resistenti dalla Lecciana al Leccio del Corno, dal Leccino fino alla FS17 e a tutte le ulteriori varietà che saranno autorizzate anche in futuro, con una gestione olivicola al passo con i tempi, con mezzi e conoscenze tali da agire tempestivamente e efficacemente sul territorio”, ricorda il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni.
Per accelerare la ricostruzione, con il numero stimato di ulivi reimpiantati che risulterebbero poco più di 3 milioni, contro i 21 milioni di piante infette per la strage causata alla Xylella, pari a poco più del 14%, il polo specialistico – aggiunge Coldiretti Puglia - metterà a disposizione la fornitura di piante di olivo resistenti certificate e di alta qualità, mezzi tecnici per la lavorazione del terreno e la gestione degli impianti, servizi di assistenza tecnica specializzata per la progettazione, la realizzazione e la gestione degli impianti, consulenza agronomica e fitopatologica, oltre al supporto ai finanziamenti pubblici e privati.
Contro il dilagare della Xylella sono determinanti monitoraggio, campionamento, analisi di laboratorio e continua ricerca, per l’individuazione dei focolai nei primissimi stadi della infezione – conclude Coldiretti Puglia - su piante sensibili e la successiva rimozione secondo legge, così come il controllo della presenza di potenziali vettori contaminati, restano l’unica soluzione per ridurre la velocità di avanzamento della infezione. L’efficacia e sistematicità è garanzia per le aree indenni della Puglia e delle regioni limitrofe, anche puntando sulle tecnologie innovative di monitoraggio remoto.
Oltre agli ulivi resistenti Lecciana, Leccio del Corno, Leccino, FS17, di seguito l’elenco delle 72 specie ammesse per le aree affette da Xylella fastidiosa subspecie pauca:
Feijoa, Acero campestre, Acero minore, Acero opalo, Actinidia, Corbezzolo, Cappero, Papaia, Carpino bianco, Carpinella, Pecan, Carrubo, Albero di Giuda, Cisto rosso, Cisto salvi foglio, Corniolo, Sanguinello, Coronilla, Nocciòlo, Azzeruolo, Biancospino, Cotogno, Erica, Nespolo del Giappone, Fusaggine, Faggio, Fico, Frassino maggiore, Orniello, Frassino meridionale, Agrifoglio, Noce, Ginepro coccolone, Ginepro fenicio, Ligustro, Melo, Mango, Nespolo comune, Gelso bianco, Gelso nero, Fico d’India, Carpino nero, Avocado, Pino d’Aleppo, Lentisco, Terebinto, Pioppo bianco, Melograno, Pero, Nashi, Cerro, Quercia spinosa, Farnetto, Leccio, Vallonea. Roverella, Sughera, Quercia virgiliana, Rosa selvatica, Lampone europeo, Mora di rovo, Pungitopo, Salice bianco, Sambuco nero, Sorbo domestico, Ciavardello, Tiglio selvatico, Tiglio nostrano, Olmo minore, Mirtillo Nero, Viburno, Vite.
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Un arresto per ricettazione e cinque segnalazioni amministrative per uso personale di stupefacenti.
Nell’ambito dei servizi disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi, mirati a innalzare il livello di prevenzione dei reati e assicurare una cornice di sicurezza, nel Comune di Carovigno i Carabinieri della locale Stazione hanno:
- arrestato in flagranza un uomo per ricettazione, poiché trovato in possesso di materiale elettronico provento di furto, restituito al legittimo proprietario;
- segnalato alla Prefettura di Brindisi cinque individui, quali assuntori di sostanze stupefacenti; gli stessi sono stati trovati in possesso di vari grammi di cocaina e di marijuana;
- rinvenuto, in una località marina, occultata sotto un albero, varia sostanza stupefacente del tipo marijuana.
Le sostanze rinvenute sono state sottoposte a sequestro.
Nella circostanza sono stati eseguiti 15 controlli a persone sottoposte a misure di sicurezza e prevenzione, identificate oltre 40 persone, controllati 17 automezzi e 3 esercizi pubblici, nonché contestate varie contravvenzioni al Codice della Strada.
Tale servizio rientra nelle attività di contrasto alla criminalità diffusa che il Comando Provinciale dei Carabinieri di Brindisi sta svolgendo in tutta la provincia.
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Di seguito la dichiarazione del Presidente Matarrelli a margine dell’incontro che si è svolto stamane in Provincia.
“Ho invitato questa mattina in Provincia tutti i sindaci del territorio per un confronto a cui ha partecipato Francesco Corvace, dirigente della Regione Puglia per la transizione energetica, sulla questione delle energie rinnovabili nel nostro territorio.
La posizione è limpida: tutte le amministrazioni locali considerano indispensabili gli imminenti investimenti per sostituire le fonti fossili e sono consapevoli di dover fare la propria parte per agevolare la transizione energetica.
Desta però preoccupazione la normativa nazionale a causa della quale gli impianti, realizzabili facilmente e in larga parte nei territori privi di vincoli (soprattutto i Comuni colpiti dalla xylella), ne snaturerebbero il paesaggio e la stessa vocazione.
A fronte di ciò, abbiamo concordato di elaborare un documento congiunto da inviare al legislatore nazionale e agli altri enti sovraordinati per chiedere l’introduzione di limiti quantitativi degli insediamenti di nuove fonti di energia nei singoli Comuni. Non una rivendicazione ideologica, ma una esigenza di buon senso”.
Toni Matarrelli - Presidente della Provincia di Brindisi
Giornata da incubo per i passeggeri aerei dei voli Roma Brindisi e Brindisi Roma, che, nella giornata di ieri, lunedì 31 marzo, hanno riportato dei ritardi consistenti da parte della compagnia aerea Ryanair.
I viaggiatori, secondo quanto analizzato da ItaliaRimborso, potrebbero richiedere la compensazione pecuniaria di 250 euro, prevista dal Regolamento Comunitario 261/2004.
Nella fattispecie, il volo Roma Brindisi FR3074 doveva partire alle 14:15 ed i passeggeri sono atterrati solamente alle 18:42. Un pesante ritardo che ha comportato anche disagi con altrettanto ritardo del volo Brindisi Roma FR3075 con partenza prevista alle 16 ed i viaggiatori sono atterrati alle 20:25.
Per attivare l'assistenza di ItaliaRimborso e quindi procedere con la richiesta di compensazione, senza alcuna spesa, i passeggeri dei voli in ritardo Ryanair Roma Brindisi e ritorno possono farlo attraverso la compilazione del form online presente nell'homepage del sito web italiarimborso.it.
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“Non solo periferia”. A Brindisi, nel quartiere Sant’Elia, un modello innovativo di inclusione e partecipazione sociale
Trasformare un quartiere periferico in un luogo più inclusivo, in cui il benessere educativo e sociale diventa un obiettivo condiviso con tutta la comunità. Nasce da questa idea ambiziosa il progetto “Non solo periferia”, un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Un’esperienza innovativa volta a favorire la partecipazione attiva e la responsabilizzazione della comunità locale del quartiere Sant’Elia, alla periferia di Brindisi. L’iniziativa pone particolare attenzione a una crescita positiva delle nuove generazioni, attraverso un percorso che, grazie al coinvolgimento attivo di famiglie, scuole e associazioni del territorio, sta contribuendo a trasformare tutti gli attori sociali del quartiere in una nuova comunità educante.
Per realizzare questo cambiamento “Non solo periferia” ha attivato una serie di iniziative rivolte ai giovani e agli adulti residenti nel quartiere. Tra queste, il servizio sperimentale di mediazione sociale basato sulle migliori prassi del community work grazie al lavoro di una équipe multidisciplinare. Educatori, psicologi, animatori, allenatori, genitori e operatori di vicinato, lavorano insieme per rispondere ai bisogni dei minori e delle famiglie più fragili del quartiere. Le attività si sviluppano nei principali spazi comunitari tra cui le aule dell’Istituto Comprensivo Sant’Elia, Parco Buscicchio, la Casa di Quartiere, a cui, con l’avanzare del progetto, si sono aggiunti luoghi e servizi importanti come il centro aperto polivalente per minori accreditato dalla Regione Puglia e la nuova ciclofficina “Casa della bicicletta”.
Il progetto ha intensificato il coinvolgimento della comunità educante locale, includendo insegnanti, sportivi, educatori, animatori di comunità e volontari. L’azione si è rafforzata grazie a momenti di confronto con i parroci, i genitori e tutte le altre realtà educative formali e informali del quartiere. Tra le figure chiave del percorso quella del genitore sociale che si occupa di personalizzare e ottimizzare le metodologie di intervento e supporto alle famiglie.
L’impegno nel lavoro svolto per la comunità ha portato a importanti sviluppi. Ne è un esempio il passaggio degli adolescenti coinvolti nelle attività da fruitori di interventi a promotori di azioni e cambiamento. Ma anche il significativo protagonismo dei residenti impegnati nei preparativi del Palio Urbano di Sant’Elia, organizzato ogni anno nel mese di maggio grazie al coordinamento tra volontari delle chiese, delle scuole e delle quattro “contrade” del quartiere. Un’iniziativa che ha permesso anche di rafforzare la consapevolezza e il senso di responsabilità all’interno della comunità.
Tra gli appuntamenti più sentiti anche il Festival delle Comunità Educanti che, con un approccio partecipativo, ha permesso la nascita di nuovi protocolli di collaborazione con associazioni nazionali e regionali per far crescere e progredire la comunità educante locale prendendo spunto da best practice nazionali.
Ad oggi, “Non solo periferia” ha attivato numerose iniziative promosse nell’ambito del progetto: i laboratori di autocostruzione e falegnameria che hanno permesso ai partecipanti di sviluppare competenze pratiche e realizzare opere importanti (come il palco del teatro presente nel parco); eventi di street art e riqualificazione urbana; attività sportive, con il coinvolgimento di istruttori e società locali tra cui Appia Rugby Brindisi; Street Social Art e preparazione del Palio Urbano; sartoria sociale per realizzare divise sportive e costumi per il teatro.
Tutte le attività di co-progettazione partecipata realizzate ricorrono a una metodologia innovativa per il quartiere, attraverso assemblee aperte e world cafè. Anche l’interazione con il progetto di teatro sociale “Sem va a Spasso” ha permesso di rafforzare il senso di appartenenza agli spazi comunitari da parte dei ragazzi, trasformando positivamente la percezione dei luoghi condivisi e stimolando la partecipazione attiva.
Il progetto continua a proporre nuove iniziative e azioni rivolte ai cittadini del quartiere, con l’obiettivo di consolidare e ampliare questa virtuosa esperienza di mediazione sociale e crescita comunitaria per garantire un impatto duraturo e sostenibile.
Il progetto “Non solo periferia” è selezionato da Con i Bambini nell’ambito del “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile”. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo, con l’obiettivo di rimuovere gli ostacoli economici, sociali e culturali che impediscono ai minori di accedere pienamente ai percorsi educativi. Per attuare questi programmi, nel 2016 è stata fondata l’impresa sociale Con i Bambini, interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. “Non solo periferia” si avvale, inoltre, di una rete di partner locali tra i quali: la cooperativa sociale ImmaginAbile, Legami di Comunità Acli Brindisi, l’ASD Appia Rugby Puglia, l’Istituto Comprensivo Sant’Elia Commenda.
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L'ASL di Brindisi potenzia i controlli negli agriturismi
Il Servizio di Igiene e Sanità pubblica (Sisp) del Dipartimento di Prevenzione della Asl Brindisi ha elaborato un piano straordinario mirato al potenziamento dei controlli ufficiali nelle strutture agrituristiche e ricettive destinate alla locazione turistica.
MALTEMPO: COLDIRETTI PUGLIA, GRANDINATA KILLER
MALTEMPO: COLDIRETTI PUGLIA, GRANDINATA KILLER IN PROVINCIA DI LECCE; IN FUMO PATATE E VERDURE.
Grandinata killer in provincia di Lecce, con il 50% delle patate varietà Sieglinde e Annabella andato perso anche per il gelo e l’abbassamento repentino della temperature che stanno compromettendo gravemente piante e prodotti in campo. E’ quanto denuncia Coldiretti Puglia, a seguito delle verifiche in campo sugli effetti della grandinata a Martano, a Salve in località Torre Pali e Ugento, dopo le gelate a Gallipoli e Nardò, con gravi danni sulla produzione di patate, ma anche su rape, cicorie, finocchi, insalata, zucchine, fave, piselli e cavolfiori.
Sono pesanti i danni sui campi di patate, con le piante irrimediabilmente bruciate dalla grandine, con il rischio che vada persa anche la produzione più tardiva, ma si registrano anche effetti gravi sui carciofi. Siamo di fronte - sottolinea la Coldiretti regionale - agli effetti del mix micidiale con i cambiamenti climatici ed il moltiplicarsi di eventi estremi che si abbattono su un territorio reso più fragile dall’abbandono forzato e dalla cementificazione che nelle campagne nell’ultimo decennio ha provocato danni per oltre 6 miliardi di euro, tra perdite della produzione agricola e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti. A questa situazione non è certamente estraneo il fatto che il territorio è stato reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono che negli ultimi 25 anni ha fatto sparire oltre ¼ della terra coltivata (-28%).
Disastrosi gli effetti sui campi del clima pazzo – continua Coldiretti Puglia – che azzera in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori che perdono produzione e al contempo subiscono l’aumento dei costi a causa delle necessarie risemine, ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi e utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante. Gli imprenditori si trovano ad affrontare fenomeni controversi, dove in poche ore si alternano eccezionali ondate di maltempo a caldo fuori stagione. In questo contesto è fondamentale riconoscere agli imprenditori agricoli un ruolo incisivo nella gestione del territorio, dell’ambiente e delle aree rurali” considerato che il rischio idrogeologico con differente pericolosità idraulica e geomorfologica – conclude Coldiretti Puglia – riguarda l’81% dei comuni leccesi.
La Passione di Cristo, domenica 13 aprile a Mesagne
La Passione di Cristo, domenica 13 aprile a Mesagne
Domenica 13 aprile, a partire dalle ore 19, le vie e le piazze del centro storico di Mesagne accoglieranno il suggestivo scenario della Passione di Cristo. Nella rappresentazione del dramma sacro scritto e diretto da Franco Tomai, il corteo si snoderà lungo un percorso che toccherà: piazza Orsini del Balzo, via Castello, via dei Dormio, Piazza Sant’Anna dei Greci, piazzetta dei Ferdinando, vico dei Moneo, via Federico II Svevo, Porta Nuova, via Martiri della Libertà, via Antonio Profilo fu Tommaso, via Geofilo, Piazza Matteotti, via L. A. Resta, largo Ubaldo Lay, via Albricci, Piazza IV Novembre. L'apprezzato evento, giunto alla sua 44esima edizione, è curato dal Comitato cittadino "Passione, Morte e Resurrezione di N. S. G. C." di Torre Santa Susanna e gode del patrocinio del Comune di Mesagne. Da decenni, la rappresentazione intreccia con maestria tradizione letteraria, fede e cultura, configurandosi come un appuntamento sempre apprezzato da comunità locali e visitatori, che ogni anno accorrono per assistere alla toccante rievocazione.
DAZI. CRESCE ALLARME TAROCCHI MADE IN ITALY IN USA
DAZI: COLDIRETTI PUGLIA, CON UE IN ‘DIRTY 15’ CRESCE ALLARME TAROCCHI MADE IN ITALY IN USA; A RISCHIO 1 MLD EXPORT AGROALIMENTARE PUGLIA.
Con l’UE al secondo posto dei ‘dirty 15’, cresce l’allarme per i dazi che entreranno in vigore il 2 aprile, con il rischio che a guadagnarci sia solo l’industria del falso Made in italy a tavola. A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia, rispetto al conto alla rovescia per l’introduzione dei dazi annunciati da Trump, proprio quando il falso Made in Italy è diventato un problema planetario con il risultato che per colpa del cosiddetto “italian sounding” nel mondo oltre due prodotti agroalimentari tricolori su tre sono falsi senza alcun legame produttivo ed occupazionale con l’Italia, proprio quando ha superato il miliardo di euro il valore delle esportazioni di prodotti agroalimentari fatti in Puglia con destinazione USA.
Un dazio del 25% sulle esportazioni agroalimentari Made in Italy negli Usa potrebbe costare ai consumatori americani fino a 2 miliardi di euro in più – aggiunge Coldiretti Puglia - con un sicuro calo delle vendite dei veri prodotti Made in Italy, come dimostrato anche dalla precedente esperienza nel primo mandato di Trump, a beneficio del falso cibo made in Italy.
L’olio di Puglia è il prodotto agroalimentare più taroccato già sul web e nei Paesi UE, in base al rapporto delle attività di controllo dell’Ispettorato Repressione Frodi del MASAF, da cui emerge che il 26% delle irregolarità è stato riscontrato sull’olio di Puglia, il 5% delle irregolarità ha riguardato il ‘primitivo di Manduria’, l’11% il Prosecco, l’8% il Parmigiano reggiano, il 4% il Pecorino romano ed il 7% il toscano olio EVO, solo per citare i prodotti agroalimentari più conosciuti.
In America si producono Moscato, Malvasia e Aleatico, venduti con “DOC” californiane Napa Valley o Sonoma County, ma commercializzati con nomi italiani. Il fenomeno sta colpendo, in maniera particolare, il primitivo pugliese. In America un vino, lo ‘Zinfandel’, viene venduto e si sta affermando sul mercato come ‘Primitivo’ ed i siti non si lasciano sfuggire l’occasione di chiamare in causa la Puglia per accrescere il valore e l’immagine del prodotto americano.
A partire dall’export del vino pugliese negli Stati Uniti che rappresenta una quota del 7% delle vendite all’estero e l’olio extravergine che negli ultimi anni è riuscito a penetrare i mercati statunitensi, se i dazi dovessero interessare l’intero agroalimentare, compresi la pasta e gli ortaggi conservati, il costo a carico dell’agroalimentare sarebbe consistente.
Una vera e propria stangata che farebbe calare gli acquisti da parte dei consumatori americani. Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, i dazi imposti durante la prima presidenza Trump su una serie di prodotti agroalimentari italiani hanno portato a una diminuzione del valore delle esportazioni (confronto annuale tra 2019 e 2020) che è andata dal -15% per la frutta al -28% per le carni e i prodotti ittici lavorati, passando per il -19% dei formaggi e delle confetture e il -20% dei liquori. Ma anche il vino, seppur non inizialmente colpito dalle misure, aveva fatto segnare una battuta d’arresto del 6%.
L’imposizione di dazi sulle esportazioni Made in Italy aprirebbe ovviamente uno scenario preoccupante, tanto più in considerazione dell’importanza che il mercato statunitense ha per le produzioni agroalimentari e non solo. Negli Usa l’agroalimentare italiano è cresciuto in valore del 17% contro un calo del 3,6% dell’export generale, confermando ancora una volta che il cibo italiano è un simbolo dell’economia del Paese. Per questo Coldiretti ritiene che debbano essere messe in campo tutte le necessarie azioni diplomatiche per scongiurare una guerra commerciale che danneggerebbe cittadini e imprese europee e americane.
Peraltro resta da capire quale potrebbe essere la ritorsione dell’Unione Europea all’eventuale imposizione dei dazi Usa. Alla mossa della prima presidenza Trump – ricorda Coldiretti - l’Europa aveva risposto apponendo tariffe aggiuntive del 25% su una serie di prodotti simbolo del Made in Usa agroalimentare come ketchup, formaggio cheddar, noccioline, cotone e patate americane, oltre a salmone, noci, pompelmi, vaniglia, frumento, tabacco, cacao, cioccolato, succhi di agrumi, liquori come vodka e rum.
Brindisi. Catturato dai Carabinieri il latitante Daniele DI PALMO. Era irreperibile dal settembre 2024
Brindisi. Catturato dai Carabinieri il latitante Daniele DI PALMO. Era irreperibile dal settembre 2024.
Nel tardo pomeriggio di ieri 31 marzo 2025, a Leporano (TA) – località Lido Gandoli, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Brindisi e della Compagnia di Francavilla Fontana (BR), all’esito di mirata attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e dalla Procura della Repubblica di Brindisi, hanno arrestato il latitante Daniele Di Palmo, 35enne di Francavilla Fontana, elemento di vertice dell’omonimo gruppo criminale attivo nel narcotraffico internazionale, irreperibile dal mese di settembre 2024, allorquando si è sottratto agli arresti domiciliari cui era sottoposto nell’ambito di due distinti procedimenti penali per associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Nella citata località marina, l’uomo si nascondeva in un’abitazione estiva.
Nel settembre 2024, Di Palmo si era allontanato dalla sua residenza a seguito del ferimento, avvenuto in circostanze da chiarire e a mezzo di arma da fuoco, di un altro pregiudicato facente parte del suo medesimo sodalizio criminale, e pertanto è anche gravato da tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, in particolare due emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Lecce il 4 e 5 ottobre 2024, con le quali sono stati revocati gli arresti domiciliari e disposta la più afflittiva misura della custodia cautelare in carcere, l’altra emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Brindisi il 7 febbraio 2025, con la quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere per i reati di ricettazione aggravata, detenzione, porto in luogo pubblico e cessione di arma clandestina, evasione ed esplosione pericolosa commessa in concorso di cause.
Il 24 ottobre 2024 e il 17 febbraio 2025, le Autorità Giudiziarie di Lecce e Brindisi hanno rispettivamente emesso il decreto di latitanza nei confronti di Daniele Di Palmo.
Nell’ambito dell’indagine finalizzata alla ricerca del latitante sono state già arrestate 3 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di detenzione e porto di armi clandestine, munizioni e manufatti esplodenti, ricettazione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, con il sequestro complessivo di 5 pistole di cui 3 con matricola abrasa, 185 cartucce di vario calibro, 336 ordigni artigianali contenenti kg 18 di esplosivo netto, 250 grammi di cocaina e 800 grammi di marijuana.
L’arrestato è stato tradotto nel carcere di Taranto.
L’indagato non è da ritenersi colpevole fino a quando la responsabilità penale non sarà accertata con sentenza irrevocabile.