Redazione
Lo scorso 10 Marzo 2025 il Giudice di Pace di Brindisi – Dott.ssa. Maria ROMANAZZI – ha accolto il ricorso proposto da un’automobilista brindisino avverso il verbale di violazione dell’art. 142, comma 8, del Codice della Strada, perché in data 21 Giugno 2023, sulla SS379 Brindisi – Bari in direzione di Bari, all’altezza di TORRE GUACETO, con la propria autovettura “circolava alla velocità di Km/h 135,85 eccedendo così di 25,85 km/h i limiti di velocità fissati in km/h 90”.
Quale sanziona accessoria, oltre a quella pecuniaria di Euro 184,48, veniva comminata la decurtazione di n. 3 punti dalla patente.
L’automobilista, ritenendo di non aver commesso l’infrazione contestatagli, si è rivolto all’avvocato Giorgio Ingrosso del Foro di Brindisi il quale, valutata l’inattendibilità della rilevazione elettronica della velocità effettuata dalla Polizia Stradale di Brindisi a mezzo di postazione mobile postazione mobile AUTOVELOX marca SODI SCIENTIFICA S.r.l. – modello 106 e matricola n. 958662- nonché della documentazione fotografica dalla stessa prodotta, ha proposto un ricorso in opposizione a sanzione amministrativa ai sensi dell’art. 204-bis del D.LGS n. 285/1992.
Si è costituito in giudizio il Prefetto di Brindisi chiedendo il rigetto del ricorso proposto dall’automobilista e la conferma della piena legittimità dell’operato della Polizia stradale.
La pronuncia è arrivata dopo circa un anno: il Giudice di Pace di Brindisi – Dott.ssa Maria ROMANAZZI - in totale accoglimento delle argomentazioni difensive svolte dall’Avv. Ingrosso – ha ritenuto insufficiente la motivazione addotta dagli Agenti nel verbale con riferimento alla omessa contestazione immediata della infrazione.
Reca testualmente sul punto la sentenza che “ il superamento di soli 25 Kmh del limite previsto di 90 kmh di velocità, non consente di ritenere sufficiente la motivazione addotta a verbale quale giustificazione dell’omessa immediata contestazione. Giova evidenziare che né a verbale , né dalla documentazione fotografica prodotta da parte opposta è possibile valutare , in base alla velocità tenuta ed ai limiti previsti su detto tratto stradale, le oggettive difficoltà da parte degli agenti accertatori di arrestare immediatamente il veicolo ed elevare contestazione immediata.”
Con la conseguenza che: “ La mancata immediata contestazione della violazione ha, di fatto, impedito al conducente sanzionato di rilevare la corrispondenza tra quanto indicato a verbale e la situazione dei luoghi, così ledendo il legittimo esercizio del diritto di difesa.”
Da ultimo il Giudice – in accoglimento delle ulteriori eccezioni sollevate dall’avvocato Ingrosso relativamente alla inosservanza delle prescrizioni dettate in tema di distanza e visibilità della segnaletica di presegnalazione dello strumento di rilevazione della velocità – ha altresì statuito che: “ Dall’esame del suddetto verbale non risulta indicata la kilometrica ove è collocato il segnale fisso indicante il limite di velocità e, pertanto, non è possibile accertare la regolarità della segnaletica mobile utilizzata, essendo stata indicata solo la collocazione del segnale mobile e quella del punto di rilevamento . Infine, la documentazione fotografica allegata da parte opposta, effigiante il veicolo in movimento non indica il segnale mobile né il punto di rilevamento con la presenza del p.u.. In mancanza di immediata contestazione, la documentazione fotografica assume particolare rilevanza ai fini probatori e laddove mancante agli atti del giudizio non consente di ritenere fondata la contestazione per cui è causa.”
Sulla scorta delle illustrate argomentazioni, dunque, il Giudice di Pace di Brindisi ha accolto il ricorso ed annullato il verbale di violazione al Codice della Strada notificato all’automobilista.
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Il castello Normanno-Svevo di Mesagne, simbolo storico e culturale della città pugliese, ha ricevuto un'importante tutela in caso di conflitto armato. La giunta comunale di Mesagne ha infatti adottato il provvedimento per l’apposizione dello “scudo blu” sul castello, seguendo quanto previsto dalla Convenzione dell’Aja del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di guerra. Lo scudo blu, appuntito nella parte inferiore e suddiviso in quarti dalla Croce di Sant’Andrea nei colori blu e bianco, è un simbolo internazionale di protezione. Questo marchio, riconosciuto dal diritto internazionale umanitario, serve a identificare i beni culturali che devono essere risparmiati da eventuali attacchi o operazioni militari durante i conflitti. L’iniziativa di protezione del castello Normanno-Svevo di Mesagne è stata avviata su richiesta della Croce Rossa Italiana e accolta favorevolmente dalla giunta comunale.
L’importanza del castello, considerato il monumento più rappresentativo della città, ha reso questa misura un atto necessario per la tutela del patrimonio storico e architettonico locale. Il castello, che sorge nel cuore della città, rappresenta un fulcro della storia medievale pugliese. Le sue origini risalgono all’epoca normanna, con successive modifiche apportate dagli Svevi. Nel corso dei secoli, la struttura ha subito trasformazioni architettoniche che ne hanno ampliato il valore artistico e difensivo. Oggi il castello ospita spazi museali e iniziative culturali che contribuiscono alla valorizzazione della storia locale. La Convenzione dell’Aja del 1954, firmata il 14 maggio e ratificata dall’Italia con la legge n. 279 del 7 febbraio 1958, sancisce la protezione dei beni culturali in caso di guerra. Gli articoli 16 e 17.2 della convenzione stabiliscono le norme per l’applicazione dello scudo blu sui siti di rilevanza storica, garantendo così un riconoscimento internazionale della loro importanza e una protezione giuridica contro eventuali danni bellici. L’adozione dello scudo blu per il castello di Mesagne rappresenta un passo significativo per la salvaguardia del patrimonio storico italiano. Questa iniziativa non solo tutela un importante monumento, ma sensibilizza anche l’opinione pubblica sull’importanza della conservazione dei beni culturali in tempi di pace e di conflitto.
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Appuntamento il 9 agosto 2025 start ore 21.30 in Piazza Orsini del Balzo – Mesagne – Ingresso Gratuito.
Nuovo appuntamento per il festival Stupor Mundi, l’evento estivo prodotto dalla New Music Promotion, che per il terzo anno consecutivo porta la grande musica dal vivo nelle location storiche e nei centri storici pugliesi.
Il 9 agosto 2025, appuntamento a Mesagne con i La Crus: la storica band formata da Mauro Ermanno Giovanardi e Cesare Malfatti torna dal vivo per uno show dedicato al loro primo disco, uscito esattamente trent’anni fa. L’evento, gratuito, si svolgerà in piazza Orsini del Balzo ed è realizzato con il patrocinio del Comune di Mesagne.
Nel 1995, i La Crus incidono per la WEA il loro primo disco, intitolato La Crus, che ottiene un successo di pubblico e di critica al di sopra di ogni aspettativa. L'album si aggiudica numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Ciampi, il Premio della Critica di Max Generation, il referendum di Musica & Dischi (miglior debutto Pop & Rock) e la Targa Tenco '95 come Migliore Opera Prima. Sull’onda di questi premi, la band affrontò un lunghissimo tour di oltre 120 date nei più prestigiosi club, teatri e festival italiani, presentando al pubblico questo raffinato progetto, accolto con grande entusiasmo.
Per celebrare i 30 anni dalla pubblicazione dell’album, da marzo 2025 e per tutta l’estate, i La Crus dedicheranno la prima parte dello spettacolo all’esecuzione integrale e in ordine della scaletta del loro primo album, La Crus, ricreando le atmosfere folgoranti e avanguardistiche di quell’iconico lavoro. Sul palco saranno presenti i membri della formazione dell’ultimo tour, con l’aggiunta di un trombettista:
- Mauro Ermanno Giovanardi – voce, armonica
- Cesare Malfatti – chitarre, campioni
- Chiara Castello – tastiere, cori
- Marco Carusino – basso, cori
- Leziero Rescigno – batteria
- Gianni Sansone – tromba
La seconda parte del concerto sarà invece dedicata ad alcuni dei grandi classici della band, oltre a brani tratti dal loro ultimo album Proteggimi Da Ciò Che Voglio, uscito a marzo 2024.
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La Polizia di Stato arresta un uomo per presunta attività di spaccio.
Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, della presunzione di non colpevolezza e della necessaria verifica dibattimentale, per quanto risulta allo stato attuale, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, si comunica quanto segue.
La Polizia di Stato di Brindisi, nell'ambito di specifici controlli disposti dal Questore di Brindisi Giampietro Lionetti nel Comune di San Pietro Vernotico, finalizzati al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, il 18 marzo scorso ha arrestato un uomo incensurato, classe ’80, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina.
In particolare, personale della Squadra Mobile, nel corso di una perquisizione domiciliare effettuata presso il domicilio dell’uomo, ove era stato riscontrato un continuo andirivieni di soggetti che lasciava presumere lo svolgimento di attività illecite, ha rinvenuto circa 90 grammi di cocaina, parte della quale già confezionata in dosi, oltre che materiale per il confezionamento e un bilancino di precisione.
Nello specifico è stato rinvenuto un contenitore con nr. 11 involucri di cellophane di colore bianco, racchiusi da nastro isolante di colore nero, con all’interno circa 6 grammi di cocaina. Inoltre, è stato rinvenuto un contenitore in plastica nero al cui interno era occultato un involucro in plastica trasparente contenente sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo lordo di circa grammi 82,36, nr. 1 bilancino elettronico di precisione di colore grigio funzionante, un nastro isolante di colore nero simile a quello utilizzato per la chiusura degli involucri e una forbice in acciaio.
Alla luce di quanto rinvenuto, per come disposto dal Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Brindisi, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa della convalida.
Venerdì 21 marzo San Michele Salentino celebra la Giornata della memoria e dell’impegno
Venerdì 21 marzo San Michele Salentino celebra la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia.
In merito a quanto riportato dagli organi di informazione sulle modifiche alla categoria antincendio dell’aeroporto del Salento di Brindisi, Aeroporti di Puglia precisa che:
«Linfa», il futuro nelle mani di chi ha scelto di cambiare
Bilal, Farit, Matteo, Mohammed, Michael. Sono nomi di fantasia perché minori, ma le loro storie sono vere. Da pochi giorni, questi giovani hanno firmato un contratto di lavoro grazie al Progetto Linfa (Lavoro, Inclusione, Formazione in Agricoltura), una iniziativa che ha cambiato radicalmente il loro destino. Da minori autori di reato, provenienti da contesti difficili, sono diventati oggi lavoratori qualificati. Hanno imparato un mestiere, ma soprattutto hanno scoperto la fiducia in sé stessi e la forza di costruirsi una vita diversa.
Cos’è il Progetto Linfa
Linfa nasce nel cuore del Salento con un obiettivo ambizioso: creare un ponte tra giustizia minorile e opportunità di reinserimento sociale e lavorativo. Un percorso che mette insieme formazione, educazione e lavoro, per offrire ai ragazzi una seconda chance concreta.
In tre anni, circa 60 minori autori di reato hanno preso parte al progetto, segnalati dai Servizi Sociali e dal Tribunale per i Minorenni di Lecce e Brindisi. Ragazzi fragili, alcuni giovanissimi, provenienti da quartieri difficili o da percorsi di vita segnati da errori e assenza di opportunità.
Linfa ha saputo trasformare il rischio in opportunità, affiancando a questi giovani un’équipe di educatori, formatori e operatori sociali che hanno creduto in loro. Insieme hanno costruito percorsi di crescita legati al lavoro e alla cura del territorio.
Le attività e la nascita di una cooperativa
Linfa è un progetto pratico: apicoltura, falegnameria, manutenzione del verde, cura degli animali. I ragazzi imparano a costruire arnie, produrre miele, curare i cavalli, riparare attrezzi e prendersi cura di spazi comuni. Non solo formazione: i migliori tra loro sono stati assunti nella Cooperativa Linfa, nata proprio grazie al progetto. Oggi 5 ragazzi lavorano stabilmente nella cooperativa, con un contratto regolare e una prospettiva di futuro.
La cooperativa, fondata nel 2024, non è solo un’impresa sociale, ma un simbolo di riscatto e autonomia. La produzione di miele di alta qualità e di bomboniere artigianali realizzate in legno è già una piccola eccellenza locale, apprezzata anche durante eventi e manifestazioni pubbliche.
Chi c’è dietro Linfa e chi lo sostiene
Linfa è un progetto corale, promosso da APS Acqua2o, associazione capofila, e reso possibile grazie a una rete di partner che comprende i Comuni di Brindisi e Lecce, il Tribunale per i Minorenni di Lecce e Brindisi, ARCI Brindisi con il coordinamento dell’avvocato Vincenzo Catamo, CEFAS con il contributo di Fabrizio Chetrì, la Cooperativa Rinascita con la supervisione della dottoressa Anna Cordella, Salento Fun Park diretto da Lorenzo Gorgoni e la Cooperativa Phoenix sotto la guida di Giorgio Schirinzi.
Il Progetto Linfa è stato reso possibile grazie al Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, uno strumento innovativo nato in Italia per sostenere interventi rivolti ai minori in condizione di disagio sociale ed economico. Questo fondo, gestito dall’Impresa sociale Con i Bambini, è il risultato di un accordo tra Governo, Fondazioni di origine bancaria e il Forum Nazionale del Terzo Settore. Linfa è uno dei progetti selezionati dal bando "Cambio Rotta", dedicato al recupero e alla reinclusione di minori autori di reato o a rischio devianza.
Le voci del progetto
Marcello Ostuni, responsabile dell’équipe multidisciplinare di Linfa, sottolinea: «Linfa è un modello concreto di come lavoro e natura possano diventare strumenti di cambiamento. Siamo orgogliosi dei risultati e continueremo a investire su questi ragazzi».
Fabrizio Chetrì, responsabile del progetto per CEFAS, aggiunge: «Linfa è una best practice da esportare in altri territori. Il lavoro svolto è stato intenso e i risultati sono ben visibili».
Giorgio Schirinzi, responsabile della Cooperativa Phoenix, racconta: «La cooperativa Linfa dimostra come la cooperazione sociale possa essere il motore di cambiamento di un’intera comunità. I ragazzi sono diventati professionisti seri e affidabili».
Davide Di Muri e referente di ARCI Brindisi, afferma: «La collaborazione con la cooperativa Linfa è essenziale. Gli interventi svolti dai ragazzi nelle strutture sono eseguiti a regola d’arte».
Le storie dei ragazzi
Bilal ha scoperto nella falegnameria un rifugio sicuro e una nuova passione. «Mi piace dipingere le arnie, ogni pennellata è un pezzo di me che resta lì. Qui ho capito che posso costruire qualcosa di bello e utile».
Farit ha trovato nel giardinaggio una fonte di serenità. «Prendermi cura delle piante mi fa sentire bene. È un lavoro che richiede attenzione e rispetto, e mi ha insegnato a prendermi cura anche di me stesso».
Michael ha visto nei cavalli e nei compagni di lavoro una nuova famiglia. «Stare con i cavalli mi dà pace, e lavorare con gli altri ragazzi mi fa sentire parte di un gruppo vero. È la prima volta che mi sento davvero incluso».
Mohammed, cresciuto tra i cavalli in Tunisia, ha ritrovato nel progetto un pezzo delle sue radici. «Qui lavoro con gli animali che amo da sempre. Mi sembra di tornare bambino, accanto a mio padre e a mio zio».
Matteo non ha ancora un progetto chiaro per il futuro, ma il percorso fatto gli ha aperto gli occhi. «Non so cosa farò, ma ho capito che posso scegliere. Prima non lo sapevo».
Gli educatori: pilastri silenziosi
Lorenzo Totano, case manager e studente di Scienze dell’Educazione, racconta: «Molti di questi ragazzi arrivano con uno sguardo spento e una corazza spessa. Il nostro lavoro è riconoscerli, dare loro valore e aiutarli a rivedersi sotto una luce nuova. Vederli scoprire di essere capaci di costruire, creare, essere parte di qualcosa, è la nostra più grande vittoria».
Davide Ostuni, istruttore e case manager di Acqua2o, spiega: «Ogni ragazzo ha un tempo suo, e noi dobbiamo rispettarlo. Insegnare un mestiere è importante, ma ancora di più è insegnare a credere di essere degni di un futuro. Quando riusciamo a strappare un sorriso vero, un sorriso che non sia di circostanza, sappiamo di aver fatto qualcosa di giusto».
Perché Linfa è un esempio da seguire
Linfa è molto più di un progetto formativo. È un laboratorio di fiducia, un ponte tra errore e riscatto, un modello replicabile che dimostra come il terzo settore, la giustizia minorile e il territorio possano collaborare per generare opportunità vere.
In un tempo in cui i giovani vengono spesso raccontati solo per gli errori, Linfa è la dimostrazione che offrire una seconda possibilità non è solo possibile, è doveroso. Quando questa possibilità viene costruita con passione, competenza e visione, i risultati sono meravigliosi: ragazzi fieri, nuovi lavoratori, una comunità che cresce insieme.
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Mesagne. Il Gruppo micologico compie 25 anni
L’AMB Gruppo Micologico Naturalistico “Claudio Dipietrangelo” ha festeggiato con un brindisi il compimento del 25° anniversario dall’Atto Costitutivo!
La Brigata Marina San Marco di Brindisi dona il sangue
La Brigata Marina San Marco di Brindisi risponde ancora una volta all'appello del Trasfusionale dell'ospedale Perrino.
POLIZIA DI STATO: FIRMATO TRA QUESTURA DI BRINDISI, COMUNI DELL’AMBITO E CONSORZIO WELFARE ATS BR1 IL PROTOCOLLO D’INTESA PER L’EROGAZIONE DI SERVIZI DESTINATI A CITTADINI NON COMUNITARI.
Firmato questa mattina il protocollo d’intesa tra Questura, Consorzio ATS BR1, Comune di Brindisi e Comune di san Vito dei Normanni per l’erogazione di servizi che interessano i cittadini non comunitari presenti sul territorio dell’Ambito.
E’ questo il risultato di un percorso avviato dallo Sportello Immigrazione del Consorzio e la Polizia di Stato, che hanno condiviso la necessità di favorire un migliore e più agevole rapporto tra i cittadini stranieri e l’Ufficio Immigrazione della Questura di Brindisi, con particolare attenzione alle pratiche amministrative e all'erogazione di servizi d'informazione e consulenza previste dalla normativa attualmente in vigore, fornendo, anche attraverso l’impiego delle moderne tecnologie, un servizio informatico e di assistenza sempre più efficace, efficiente e rapido.
In quest’ottica, con il coinvolgimento dei servizi dei Comuni di Brindisi e di San Vito dei Normanni è possibile, per la prima volta, sperimentare un lavoro di rete finalizzato all'erogazione di informazioni e all'assistenza ai cittadini stranieri presenti sul territorio di Brindisi. Si tratta di un passo importante per promuovere percorsi di integrazione delle persone migranti che migliorino sempre di più la qualità delle relazioni tra istituzioni, cittadini e stranieri.
Il protocollo è stato sottoscritto dal Sindaco di Brindisi, dott. Giuseppe Marchionna, dal Questore della provincia di Brindisi, dott. Giampietro Lionetti, dal Sindaco di San Vito dei Normanni, dott.ssa Silvana Errico e dal Presidente del Consorzio per la realizzazione del Sistema Integrato di Welfare dell’Ambito Territoriale Sociale BR 1, dott. Angelo Roma.