Redazione

Di seguito la dichiarazione del consigliere regionale Luigi Caroli nella sua qualità di presidente della Commissione regionale di studio e d'inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia. 

“L’incendio di due auto della Polizia locale di Oria non è paragonabile all’incendio di autovetture di privati cittadini, che pure negli ultimi tempi si stanno verificando con una certa assiduità. Chi ha incendiato le auto dei vigili urbani di Oria non voleva solo mettere fuori uso due strumenti importanti per il lavoro quotidiano della polizia locale, ma aveva intenzione di sfregiare tutta il Corpo dei vigili e con loro tutta la comunità.
Nell’esprimere solidarietà alla Città, anche nella mia qualità di presidente della Commissione antimafia regionale, auspico che vengano subito garantiti alla giustizia i responsabili, ma personalmente mi adopererò perché sugli ultimi avvenimenti di cronaca avvenuti in provincia di Brindisi ci sia uno studio dei fenomeni criminali attraverso l’audizione dei vertici delle forze dell’ordine e della magistratura”.

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Un altro gesto vandalico ha colpito il cuore storico di Mesagne. Questa volta, a farne le spese è stato il totem turistico di Piazza Vittorio Emanuele II, meglio conosciuta come Porta Grande. Ignoti hanno danneggiato il pannello esplicativo che raccontava la storia del grande cuore dedicato a Dante Alighieri, simbolo di cultura e identità per la città. Non è il primo episodio di questo genere. Già in passato erano state prese di mira le “Panchine parlanti” della villa comunale, opere che omaggiavano personaggi illustri come Antonio Profilo e Francesco Muscogiuri. Due di queste sono state decapitate, mentre un'altra, dedicata a Giovanni Antonucci, ha subito danni più lievi ed è recuperabile. Questi atti di vandalismo rappresentano un serio problema per la comunità mesagnese, che negli ultimi anni ha investito risorse e impegno nella valorizzazione del proprio patrimonio storico e culturale. Sul tema è intervenuto anche Marco Calò, consigliere comunale con delega alla Cultura, il quale ha espresso il suo rammarico per quanto accaduto: "Si tratta di episodi – ha detto Calò - che rischiano di vanificare gli sforzi fatti per rendere Mesagne una città virtuosa. Se oggi possiamo parlare di una vocazione turistica e culturale è grazie al lavoro condiviso da tutti, ed è nostro dovere proteggere ciò che abbiamo costruito". L'amministrazione comunale ha già avviato le indagini per individuare le responsabilità e, grazie all'ausilio della videosorveglianza, potrebbe bastare un pizzico di fortuna per identificarli. Ma oltre alla repressione, è fondamentale un'opera di sensibilizzazione, soprattutto verso le nuove generazioni. Come sottolinea Calò, “il rispetto del proprio territorio è un valore che va trasmesso, affinché atti del genere non si ripetano. Il vandalismo, spesso frutto di noia e mancanza di consapevolezza, non solo deturpa la città, ma danneggia anche il senso di appartenenza dei cittadini. Mesagne merita di essere custodita con cura, affinché il suo patrimonio possa continuare a essere motivo di orgoglio per tutti”.

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25 MARZO 2025: FIRMATO IL NUOVO CONTRATTO INTEGRATIVO DELL’EDILIZIA. UN PATTO DI VALORI TRA IMPRESE E LAVORATORI PER IL FUTURO DEL TERRITORIO

È stato firmato il 25 marzo 2025, il nuovo Contratto Integrativo Provinciale del Lavoro (CIPL) per il settore edile. L'accordo vede la sinergia e la coesione tra le parti sociali: ANCE Brindisi, con il prezioso supporto dei funzionari di Confindustria Brindisi dott. Vincenzo Gatto e avv. Diego Mangia, Feneal UIL, Filca CISL e Fillea CGIL che hanno condiviso l’obiettivo comune di costruire un futuro più giusto, produttivo e sostenibile per il comparto sano.

“Se stanno bene i lavoratori, stanno bene anche le aziende” – questo il principio ispiratore dell’intesa, che introduce misure concrete per il benessere delle persone e la crescita del territorio.

Tra gli aspetti più rilevanti, l’introduzione di incentivi alla natalità, un contributo economico a favore dei lavoratori e delle lavoratrici che diventano genitori. Un gesto concreto per contrastare il calo demografico e promuovere una cultura del lavoro che sia anche a misura di famiglia.

Altro punto qualificante è il sostegno alla formazione e all’istruzione, attraverso incentivi per i corsi di studio, in particolare per gli indirizzi strettamente connessi alle professioni edili. Un impegno forte per la diffusione della cultura e per il diritto allo studio, con la consapevolezza che l’istruzione è uno dei pilastri dello sviluppo sociale ed economico.

Il nuovo contratto introduce anche una serie di interventi in materia di welfare e sicurezza, rafforzando i presìdi a tutela dei diritti dei lavoratori e promuovendo la qualità del lavoro nel settore. In questo senso, l’accordo si inserisce pienamente in un percorso di responsabilità condivisa che punta a rafforzare la competitività delle imprese e la dignità del lavoro.

Con l’accordo, si rafforza anche il ruolo strategico degli Enti Bilaterali (Cassa Edile della provincia di Brindisi e Formedil Brindisi), fondamentali per garantire servizi qualificati, formazione, sicurezza e assistenza. Le prestazioni erogate saranno sempre più orientate a sostenere sia i lavoratori sia le imprese sane del settore, promuovendo comportamenti virtuosi e contribuendo alla costruzione di un sistema edilizio moderno e trasparente.

Questo accordo rappresenta un importante tassello per dare respiro a un territorio che vive le conseguenze di una profonda crisi di fine ciclo industriale. In un contesto segnato da transizioni produttive, occupazionali e ambientali, il settore sano delle costruzioni può e deve diventare uno dei motori della rigenerazione economica e sociale di Brindisi e provincia. L’edilizia sana, quando ben regolata e supportata, è in grado di offrire opportunità concrete di lavoro stabile, innovazione e sviluppo sostenibile.

“La firma di questo accordo non è solo un adempimento contrattuale, ma un atto di visione e fiducia nel futuro,” ha dichiarato Angelo Contessa, presidente di ANCE Brindisi. “Abbiamo voluto costruire un’intesa che valorizza le persone e guarda al benessere collettivo come motore di crescita. Quando c’è dialogo e corresponsabilità tra le parti sociali, il territorio intero ne trae beneficio.”

I Segretari delle organizzazioni sindacali Feneal UIL, Filca CISL e Fillea CGIL, Giovanni Librando, Gianni Marco Passiatore e Giuseppe Maggiore, hanno espresso soddisfazione per un risultato che segna un punto alto nella contrattazione provinciale, evidenziando come la cooperazione tra le parti sia la strada maestra per garantire diritti, stabilità e progresso.

L'accordo rappresenta un modello virtuoso di relazioni industriali, capace di coniugare le esigenze dell’impresa con quelle dei lavoratori, e pone le basi per un settore edilizio sano più forte, giusto e orientato al futuro.

La FIALS denuncia le gravi condizioni ambientali in cui operano i fisioterapisti dell’ambulatorio di fisioterapia situato presso il Distretto 1 di Via Dalmazia. Gli spazi attuali risultano del tutto inadeguati sia per le esigenze operative del personale sanitario sia per il rispetto della privacy dei pazienti.
“La ridotta ampiezza degli ambienti non permette una corretta organizzazione dell’attività lavorativa né garantisce la riservatezza necessaria durante i trattamenti,” dichiara la FIALS. “Inoltre, il nostro Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza ha già segnalato in passato problematiche strutturali che mettono a rischio la sicurezza degli operatori e dei pazienti. È giunto il momento di un intervento risolutivo.”
La FIALS ha inviato una lettera al Direttore Generale dell’ASL per denunciare questa grave situazione e sollecitare un intervento immediato. Il sindacato evidenzia che esiste già un progetto di trasferimento del servizio presso i locali attualmente adibiti a PUA all'interno dell’Ospedale “Di Summa” di Brindisi. Per questo motivo, la FIALS chiede un intervento immediato da parte della Direzione Generale per accelerare l’iter burocratico e procedere con il trasferimento. “Un tempestivo adeguamento della sede operativa garantirebbe condizioni di lavoro più dignitose per i fisioterapisti e un ambiente più sicuro e accogliente per i pazienti,” prosegue la FIALS.
Particolare attenzione viene posta sulla riabilitazione oncologica, attività di fondamentale importanza svolta da due fisioterapiste specializzate che operano quotidianamente a stretto contatto con una tipologia di pazienti particolarmente fragile. “È impensabile che un servizio così delicato - prosegue la Fials - venga erogato in condizioni non adeguate. L’amministrazione deve assumersi la responsabilità di garantire standard assistenziali idonei".
Stranamente, mentre a Mesagne si inaugura la nuova sede per l’Ambulatorio di riabilitazione post-oncologica, a Brindisi, dove sono già presenti fisioterapisti oncologici specializzati, non si muove nulla. Già lo scorso 22 febbraio i fisioterapisti avevano inviato una segnalazione all’ASL evidenziando le criticità dell’ambulatorio di Via Dalmazia, ma l’ASL ha risposto solo per le vie brevi, senza mai formalizzare una nota di riscontro.
La FIALS invita quindi la direzione dell'Asl a prendere provvedimenti urgenti per risolvere questa situazione e assicura che proseguirà con tutte le azioni necessarie per tutelare i diritti dei lavoratori e dei pazienti.

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Controlli alla frontiera: un arresto, tre denunce e diversi sequestri operati dalla Polizia di Stato di Brindisi.

Nell’ultima settimana, la Polizia di Stato ha posto in essere capillari controlli in porto al fine di intensificare l’attività di contrasto all’immigrazione clandestina, al traffico di stupefacenti, armi ed esplosivi e ai reati di ingresso illegale con documentazione falsa e ricettazione di veicoli. L’innalzamento dei controlli preventivi e dell’attività info-investigativa sui passeggeri e mezzi transitati sia in ambito Schengen che Extra-Schengen, effettuati dagli agenti dell’Ufficio Polizia di Frontiera, hanno consentito l’arresto di un cittadino greco, la denuncia in stato di libertà di tre persone e il sequestro di una autovettura, di un documento falso e di numerose munizioni.

Nello specifico, un cittadino greco di anni 45 è stato tratto in arresto perché destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione in materia di contrabbando di tabacchi lavorati esteri, emesso dal Tribunale di Napoli nel febbraio 2019, dovendo espiare la pena di anni 1 mesi 3 e gg.29 di reclusione, oltre al pagamento della pena pecuniaria della multa di euro 23.314.000,00. Lo stesso, sbarcato dalla nave proveniente dalla Grecia, è stato associato alla locale Casa Circondariale e immediatamente posto a disposizione delle autorità competenti per l’avvio delle procedure di rito.

Una cittadina rumena di anni 20, è stata denunciata in stato di libertà per il possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi validi per l’espatrio. Nella circostanza la cittadina comunitaria proveniente dalla Grecia è stata sottoposta a controllo dei documenti di identità ed ha esibito agli agenti un documento privo delle caratteristiche anticontraffazione proprie delle carte di identità genuine. Infatti il documento in bianco risultava oggetto di furto in Romania motivo per cui veniva sequestrato.

Una cittadina Turca di anni 26, regolarmente residente in Germania, è stata deferita in stato di libertà per il reato di ricettazione. La stessa era alla guida di un’autovettura di grossa cilindrata e ha tentato di imbarcarsi sulla motonave diretta a Igoumenitsa. Dal controllo del telaio e della targa nelle banche dati l’auto risultava da ricercare.

L’autovettura è stata sequestrata per la successiva restituzione all’avente diritto.

Da ultimo, un cittadino Albanese di anni 33, è stato deferito in stato di libertà per detenzione munizionamento da caccia senza averne fatto denuncia all’Autorità, mediante occultamento all’interno di un armadietto blindato tipo” fuciliera” di n° 32 cartucce di vario calibro e peso, con l’intento di trasportare il materiale esplodente in un Paese Extra-Schengen (Albania).

Lo stesso si è presentato al controllo di sicurezza radiogeno in partenza con dei bagagli tra cui l’armadietto blindato, sequestrato dagli agenti operanti.

Soddisfazione di Confesercenti della provincia di Brindisi, da sempre contraria al piano parcheggi attuato da qualche mese dall’Amministrazione comunale del capoluogo, per quanto deliberato l’altro giorno in sede di Consiglio comunale, in riferimento alle modifiche tariffarie apportate al piano della sosta in zona centro. All’unanimità, infatti, con maggioranza e opposizione concordi sia sulla mozione presentata dal consigliere Diego Rachiero e sia sull’emendamento proposto, si è deciso di rimodulare in via sperimentale gli orari di sosta gratuita in zona blu e zona rossa, in attesa di rivedere al ribasso, entro la fine dell’anno, anche le tariffe orarie, considerate elevate un po’ da tutti, da commercianti, utenti e residenti. E, a proposito dei residenti, sarà introdotta la possibilità d’ora in poi di sottoscrivere gli abbonamenti anche per i proprietari o affittuari di box auto, cosa che prima non era prevista, previo invio di autocertificazione e della piantina metrica del locale adibito a garage.

“Finalmente a Brindisi democrazia e l’ascolto della base sociale si riappropriano del proprio e rispettivo valore etico – dichiara il presidente provinciale di Confesercenti, Michele Piccirillo – perché finalmente chi deve decidere per le sorti dell’intera comunità ha ascoltato le opinioni e i suggerimenti dei cittadini e delle associazioni di categoria, In particolare, è stata ascoltata  Confesercenti, che aveva da subito allertato l’amministrazione comunale sulla inopportunità di approvare in quel modo il nuovo piano della sosta, pensato e nato per venire incontro unicamente alle esigenze di bilancio della BMS, procurando un ingiustificato nocumento di natura economica a carico di lavoratori, cittadini e residenti, la cui unica colpa era quella di vivere nel centro urbano. E noi, in tale ambito, avevamo dato anche un piccolo contributo di idee per trovare insieme soluzioni alternative. Ringrazio quindi tutti i consiglieri comunali, il promotore della mozione, Diego Rachiero, il presidente della commissione attività produttive, Mario Borromeo, il sindaco, la giunta comunale, perché ieri è stata scritta una bella pagina di solidarietà e di vita comune, con la speranza che si sia spalancata per sempre la porta del dialogo a tutti i livelli”.

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Scoperto il primo nido di fratino, specie a rischio di estinzione, del 2025 a Torre Guaceto. La deposizione è avvenuta con circa due settimane d'anticipo rispetto agli anni precedenti. Ora più che in altri periodi è necessario che gli utenti rispettino la riserva in generale e il divieto di accesso dei cani. 

La coppia che ha aperto la stagione della riproduzione è con tutta probabilità la stessa che già due anni addietro aveva nidificato nello stesso punto del ritrovamento attuale. Scelta che conferma l'importanza delle norme a tutela dell'area protetta contenute nel Regolamento di Torre Guaceto e la qualità della governance qui condotta.
Nelle annualità precedenti, non si erano registrate nidificazioni prima della metà di aprile. E non solo, ci si aspetta che il prossimo ritrovamento sia alle porte. 
La volontaria del gruppo “Io sono Torre Guaceto”, Angela Argentieri, da sempre impegnata al fianco del Consorzio per il monitoraggio della specie, e che oggi ha fatto la scoperta del primo nido, già un mese fa, aveva avvistato una coppia in perlustrazione in un'altra area della riserva. Nella zona che sarà ricompresa nel perimetro protetto non appena il ministero dell'Ambiente darà il via libera all'ampliamento dell'AMP e dove la scorsa estate ha nidificato una tartaruga marina. 
"Il valore dell'apporto che i volontari danno quotidianamente alla nostra azione è inestimabile - ha commentato il presidente del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, Rocky Malatesta -, grazie a loro, il nostro lavoro diventa molto più capillare di quanto non lo sia già. I pochi divieti presenti, esistono per proteggere animali e habitat, cerchiamo tutti di essere all'altezza della bellezza di Torre Guaceto, rispettandola". 
La nidificazione, una delle prime in Italia del 2025, è avvenuta con anticipo rispetto agli standard a causa dell'assaggio di primavera della scorsa settimana, che ha portato con sé l'innalzamento delle temperature e le fioriture. 
Se i piccoli riusciranno a nascere, è probabile che i genitori decidano di nidificare per la seconda volta nella stessa stagione, evento raro, poiché ogni coppia si riproduce una sola volta all'anno. Buona riuscita non scontata che prevede un impegno fuori dal comune da parte dei genitori, che dovranno alternarsi nella copertura continua delle uova per evitare che, a causa del riabbassamento delle temperature e del ritorno delle piogge, si raffreddino e si bagnino. Ciò implica che nessuno deve disturbare la coppia. 
Questa coppia ce la sta mettendo tutta, i volontari sfidano le intemperie e spesso mettono da parte i propri impegni per aiutare il Consorzio a proteggere la riserva, l'ente di gestione, tra le varie, si assicura che la pulizia spiagge su 8 chilometri di costa venga svolta esclusivamente a mano per non rischiare di danneggiare i nidi, agli utenti basta non portare i propri cani nell'area protetta per tutelare i fratini. 
La specie rischia l’estinzione, non deve essere messa ulteriormente in pericolo a causa di comportamenti sbagliati. Basta la sola presenza di un cane per mettere in allarme i genitori fratini e spingerli ad abbandonare i nidi, annullando così la speranza della nascita di nuovi piccoli.

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Piano della sosta – Corciulo (Confcommercio Brindisi): “Apprezziamo il senso di responsabilità dell’intero Consiglio Comunale. Per il futuro chiediamo un confronto costante con le associazioni di categoria”
 
L’approvazione all’unanimità di una mozione con cui si chiede all’Amministrazione Comunale di apportare delle modifiche al Piano della Sosta merita piena considerazione da parte di Confcommercio Brindisi che in questa vicenda ha preferito porre il problema in termini non necessariamente polemici, anche in considerazione del fatto che siamo di fronte ad un periodo di sperimentazione. 
Le modifiche proposte nell’immediato (due ore di sosta gratuita dalle 14 alle 16 e fine della sosta a pagamento alle ore 21) rappresentano una boccata di ossigeno per il comparto commerciale e per i cittadini.
Nel frattempo, auspichiamo che si individuino momenti di confronto affinché anche le nostre associazioni possano fornire il proprio contributo per individuare soluzioni che non creino eccessivi problemi e che, allo stesso tempo, trasformino le aree di sosta a pagamento in una risorsa per la città, facilitando l’accesso al centro anche da parte di chi viene dalla periferia o dai centri limitrofi. In questo senso, Confcommercio conferma sin da adesso la piena disponibilità ad affrontare la questione con l’Amministrazione Comunale.
 
Gianni Corciulo – Presidente Confcommercio Brindisi

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Il futuro dell’asilo nido comunale Cep del rione Paradiso è stato al centro di un serrato dibattito in consiglio comunale. Le aspettative delle famiglie, delle educatrici e di diversi residenti rivendicate e sostenute anche tramite una raccolta di migliaia di firme, rappresentano un elemento non trascurabile.

Per questo non ci si può mostrare sordi ad una forte e determinata richiesta di preservare il principio della gestione pubblica dell’asilo e l’amministrazione ha il dovere di sondare ogni possibile soluzione finalizzata a tale scopo.

L’idea di valutare una internalizzazione di tutto il servizio di gestione degli asili nido, incluso il personale, emersa durante il confronto, è un’opzione assolutamente condivisibile che va approfondita con il Consorzio dei servizi sociali dell’ambito di Brindisi-San Vito, ente pubblico che potrebbe agevolare ed essere protagonista di tale processo. Nel frattempo, come Partito Democratico, abbiamo posto la necessità di procedere in via sperimentale, proprio tramite il Consorzio, alla gestione mista dell’asilo del Paradiso, quindi pubblico-pubblico, in modo da superare definitivamente il rischio di una esternalizzazione ai privati della struttura. A nostro avviso questa modalità preserverebbe le professionalità delle educatrici comunali consolidate in anni di esperienza, tutelerebbe i bambini mediante la continuità educativa e didattica, garantirebbe il mantenimento della gestione pubblica dell’asilo e continuerebbe ad assolvere alla funzione di presidio sociale nel quartiere, rappresentando la prova generale per l’internalizzazione di tutto il servizio.

Su questa proposta di gestione sperimentale Comune-Consorzio dell’asilo Cep del Paradiso abbiamo registrato l’apertura del Sindaco Marchionna che si è impegnato a compiere tutti i passaggi necessari affinché si possa procedere con tale ipotesi.

Su questa proposta auspichiamo quindi il pieno sostegno e appoggio da parte di coloro che stanno seguendo questa vicenda ed hanno a cuore, come noi, la gestione pubblica dell’asilo Cep del Paradiso.

Francesco Cannalire, Alessio Carbonella e Denise Aggiano consiglieri comunali PD Brindisi

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C’è un professore che ha deciso di non arrendersi alla noia delle formule imparate a memoria, ai grafici incerti disegnati sul quaderno durante l’ultima ora di lezione. Questo professore si chiama Vincenzo Schettini. Sabato 5 aprile, alle ore 18.30, sarà al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi con “La fisica che ci piace - La lezione show”, uno spettacolo che non è né una conferenza, né una performance teatrale, ma una sintesi perfettamente calibrata di conoscenza, intrattenimento, suggestione, ironia. Uno spettacolo in cui la fisica diventa accessibile e sorprendente, non perché venga banalizzata ma perché riportata al suo cuore originario: la curiosità per il mondo.

Biglietti disponibili online al link rebrand.ly/Schettini e al botteghino del Nuovo Teatro Verdi, aperto dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16.30 alle 18.30, e il giorno dello spettacolo dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 18.30. Info T. 0831 562 554 e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Schettini è diventato celebre con il progetto “La fisica che ci piace”, nato su YouTube nel 2015 e oggi presente su tutte le piattaforme social. Più di un milione di follower su Instagram e TikTok, oltre cento milioni di visualizzazioni su YouTube, una comunità trasversale e appassionata che comprende studenti, docenti, genitori, bambini, e chiunque abbia incontrato almeno una volta nella propria vita un’equazione incomprensibile o una domanda che sembrava senza risposta. Ma dietro questo successo non c’è un’invenzione da laboratorio mediatico. C’è un uomo innamorato del suo lavoro che ha scelto di unire le sue due vocazioni - la scienza e il palcoscenico - per insegnare non solo formule, ma una postura verso la realtà, uno sguardo interrogante, una disponibilità al dubbio.

E in effetti, più che rispondere, Schettini pone domande. Perché le fette biscottate cadono sempre dal lato imburrato? Perché gli uccelli sui fili dell’alta tensione non restano folgorati? Cosa accomuna un proiettile alle montagne russe? Non c’è nulla di scolastico nella sua lezione-show: non cattedra e banchi, ma un’aula teatrale che si anima, una lavagna che si fa racconto, un esperimento che diventa metafora. Il pubblico - ogni spettatore - è chiamato a partecipare più che ad assistere. E lo fa con entusiasmo riconoscendo nella voce del prof più amato del web la stessa voce che avrebbe voluto ascoltare da ragazzo, oppure la voce che, magari, sta aiutando oggi un figlio o una figlia a scoprire che studiare non è una condanna ma una forma di libertà.

La fisica che ci piace” è una produzione Vera Produzione con la regia di Paolo Ruffini. Ma prima ancora è una visione, un progetto culturale che ha preso forma nel tempo attraversando diversi linguaggi. Nel 2022 è diventato anche un libro, pubblicato da Mondadori Electa. E poi un programma televisivo su RaiPlay, “La fisica dell’amore”, in cui Schettini racconta agli adolescenti come affrontare la vita - i turbamenti, le relazioni, le emozioni - attraverso le leggi della fisica, in compagnia di ospiti del mondo della musica, della cultura e dello spettacolo. Ma il teatro, come lui stesso ha dichiarato, era la chiusura del cerchio. L’ultima tappa di un percorso cominciato fra i banchi di scuola, passato per il web e approdato ora sul palcoscenico. E forse, in fondo, è proprio il teatro il luogo ideale per ciò che Schettini ha in mente: un esperimento che coinvolga mente e sensi, lo stupore, l’empatia. Una “lezione” capace di lasciare un segno.

Durante lo spettacolo, il professor Schettini affronta concetti apparentemente distanti dalla vita quotidiana: meccanica quantistica, forza, energia, equilibrio, relatività, fino a spingersi verso le frontiere della fisica del futuro. Ma non c’è nulla di oscuro nel modo in cui tutto questo prende forma. Al contrario, ogni nozione è restituita attraverso esempi concreti, evocazioni immaginifiche, esperimenti eseguiti dal vivo coinvolgendo il pubblico in un processo di apprendimento che è anche un atto di meraviglia. Il linguaggio è preciso ma accessibile, tecnico ma mai respingente. La forma è quella dello show ma il contenuto resta rigoroso. E questo equilibrio tra leggerezza e profondità è forse il vero tratto distintivo di Schettini.

La sua è una pedagogia dell’emozione, ma senza sentimentalismi. Il punto non è solo imparare, ma imparare a guardare. Non a caso, tra i messaggi più frequenti che riceve ci sono quelli che dicono: «Vorrei un prof come lei» o «Mio figlio ha ricominciato a studiare grazie ai suoi video». Perché “La fisica che ci piace” è un modo di essere più che un modo di spiegare. È il tentativo riuscito di restituire alla scienza una dimensione umana, di mostrare che dietro ogni legge della natura c’è una storia, una domanda, un’esperienza. È l’idea, semplice e rivoluzionaria, che la cultura non debba mai diventare un recinto, ma restare un campo aperto.

E così, sabato 5 aprile alle 18.30, il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi diventerà un’aula straordinaria nella quale la fisica muterà da materia ad esperienza. Un viaggio che parte dalla legge di Newton e arriva alle emozioni passando per la voce di un professore che non ha paura di far sorridere, commuovere, riflettere. Perché, con il professor Schettini, anche una particella può raccontare una storia. E ogni storia, se raccontata con passione, può diventare un modo per imparare a vivere.

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